SPERANZA

DOPO AVER RAGIONATO SULLA SPERANZA…

La speranza è l’anima della vita, è il motore propulsore del nostro esistere, ad ogni respiro si spera. Si spera per qualcosa di grande, ma anche di piccolo; si spera per qualcosa d’importante, ma anche di banale. Si spera per un amore, per un figlio, per la salute, per una vita che sfugge, per un ritorno, per un incontro, per un esame, per una vincita… Per tutto si spera, anche per la torta messa in forno affinchè lieviti nel modo giusto. Si spera per ogni riuscita del nostro quotidiano vivere.

Senza sperare non avremmo un domani, ma solo l’angoscia, la solitudine, lo smarrimento, la totale perdita della voglia di vivere.

La speranza è il dono che rimase all’umanità quando tutti gli altri si dispersero.

Potremmo definirla anche ottimismo o fiduciosa curiosità del futuro. Oppure definirla come colei che ci dovrebbe regalare la felicità da un momento all’altro e che intanto ci tiene tranquilli con il suo conforto.

La speranza è una preghiera, anche la preghiera dell’ateo. E’ il riscatto di “chi viaggia nel tunnel e aspetta la luce, fosse solo una scintilla per inventarsi un sole”.

La speranza è la fede nell’avvenire ed anche di un nuovo divenire dopo la morte. E’ un’energia cosmica che ci alimenta e ci dà l’equilibrio degli opposti, ma opposti che si elevano: la porta che si chiude e si riapre (magari più grande), ciò che si perde e ciò che si ritrova (magari più importante), il buio della notte e della luce del giorno che verrà (magari più luminoso).

La famosa frase “domani è un altro giorno” non è che un grido di speranza. Vivere di speranza non si vuole intendere come il fatalismo di chi attende gli eventi nell’inettitudine, ma come il coraggio di chi lotta per superare le difficoltà con la prospettiva della riuscita. Potremmo confonderla con l’illusione, ma quest’ultima è destinata a svanire lasciando maggiore sconforto. La speranza invece possiede una forza autorigenerante, un qualcosa in continua apertura su uno stadio successivo. Somiglia un po’ ad un video game con infinite vite che si rinnovano ad ogni abbattimento.Non si smette mai di sperare.

La speranza è una manciata di semi nel terreno della disperazione,della inutilità del dubbio, del vuoto. E’ l’ancestrale certezza che comunque qualcosa di buono attecchirà. Da millenni l’umanità compie il cammino della speranza.

La speranza è la misericordia dell’animo umano. La speranza è la compagna fedele della fiducia, della pazienza, dell’attesa del dopo e del poi, del nostro continuo divenire perchè “ci vuole sempre un domani per sopportare l’oggi”.

…SPERANDO D’AVER  CAPITO.

Tosca Pagliari – 28 ottobre 2018

(sfaccendata nell’ora domenicale, ripescata dal ripristino dell’ora legale, e carica dell’input  per l’argomento del prossimo confronto dato dal gruppo culturale ricreativo “Passeggiata Letteraria Ripostese”).

*Le frasi tra virgolette sono tratte dalle seguenti poesie della sottoscritta: “Dedicata” e  “Giorno grigio” pubblicate nella raccolta  “Palpitanti UniVersi”.

IL RONDONE

Il rondone ferito sotto l’ala

non ha fretta

la domenica mattina.

E’ il giorno che può

star fermo

rincantucciato

a godersi la pena.

Non deve andare

a volare

a far finta di volare

non deve

quel che si deve.

Il rondone ferito sotto l’ala

la domenica mattina

può compiere

il suo volo più alto

il suo volo simulato

nel riflesso d’una lacrima.

Lacrima

libera di sgorgare

calda

bollente

scottante

libera di dolere

e volare

… più su

più in alto

più su

sempre più su

un puntino

che si perde

nell’immenso.

(Tosca Pagliari-giugno 2018).

 

 

DI DOMENICA MATTINA

Di domenica mattina

mi ha svegliata la tristezza:

-Alzati è giorno, c’è il sole

eppure vieni con me.

-Sono già con te

resto qui

non faccio nulla

non piango neanche

sto ferma.

 

Mi ha svegliata la tristezza:

-Alzati!.

-Perché?

Dimmi un solo

valido

perché.

 

Mi ha svegliata la tristezza:

-Perché sei di natura

dispettosa

e prepotente

e riderai

per non darmi soddisfazione

riderai forte

per confondere

il mio alito infelice.

Combatterai

e a me piace

vederti combattere

io godo

a vederti dimenare

tra circostanze

e risoluzioni

con l’animo imbellettato

a somiglianza

d’una finta espressione.

 

 

Mi ha svegliata la tristezza

e non volevo

essere svegliata

volevo dormire

nell’apnea dei pensieri

volevo dormire

il mio sonno sottovuoto.

 

Mi ha svegliata la tristezza:

-Combattimi,

ma dammi soddisfazione

combattimi

a mani nude,

combattimi

dentro il tuo silenzio

e la tua follia

soprattutto

combattimi lealmente

senza usare

la tua arma segreta.

 

Mi ha svegliata la tristezza

ma io sono di natura

dispettosa

e prepotente anche

e tremendamente

sleale.

Io scrivo.

(Tosca Pagliari- Maggio 2018)

 

 

 

 

UN BENE GRANDE QUANTO UNA CASA

Le case sono i gusci della nostra esistenza” ( “Nivek-Il segreto dell’erba tagliata – Tosca Pagliari).

Anche le case hanno un’anima e dei sentimenti” ( “Le foto salvate” – Tosca Pagliari )

La casa è il nostro mondo, è il luogo degli affetti, dei ricordi, delle abitudini, delle comodità … E’ nostra, ma può essere un bene condiviso dalla famiglia, dalla frequentazione di amici e  parenti, dalla compagnia di piacevoli animali domestici. La casa è qualcosa che ci somiglia , è frutto d’investimenti, di spese e di lavoro. La casa ci accoglie e ci incatena, ci ripara e ci soffoca, ci stimola e ci appiattisce. E’ lo specchio del nostro io nell’ordine o nel disordine, nella creatività o nella banalità, nel buono e nel cattivo gusto. La casa è il nostro regno e la nostra prigione, il frutto dei sacrifici e la gioia della riuscita. E’ tanto, è poco, è niente … questione di punti di vista. Unica certezza è cercare di starci il meglio possibile. La casa è un sogno, un progetto, un cantiere aperto, un’arresa o una sfida, un rapporto diretto con pareti e arredi. Quanto si può amare, detestare o ignorare la propria casa?

Andar per blog

Questo mio blog ha più di tre anni. Ha avuto momenti di su e giù in fatto di presenze. C’è chi è rimasto fedele nel tempo, chi è passato per curiorosare, chi per lasciare una labile traccia, chi per un periodo si è dato da fare e poi ha cambiato rotta.

E’ la dimensione tecnologicamente evoluta dei quadernini passati agli amici, dei diari collettivi dove annotare e far leggere pensieri, delle assemblee studentesche, dei giornalini d’istituto, dei volantini propagandistici, delle prime radio private …

Comunque è’ il blog!

Questo mezzo nuovo per stare da soli in compagnia. Per tirar fuori quel che si ha dentro senza dover uscire allo scoperto.

E’ il blog: spazio amico, consolatorio, informativo, da condividere, virtuale eppure vero.

E’ il blog, è quel che non c’era, ma adesso c’è e non si riesce più a farne a meno.

Qui vi aspetto bloggers, siete sempre i benvenuti!

ANIMALI IN VACANZA

C’è chi se li porta dietro organizzandosi anzitempo, c’è chi li mette in appositi ricoveri, c’è chi terribilimente li sperde per la strada. Questi sono gli eventi destinati agli animali nel periodo delle vacanze.

C’è chi parte per le vacanze con il proposito di rilassarsi, di fare costruttive nuove esperienze arricchendo anche il poprio patrimonio culturale in una maniera più esplorativa e diretta. Ma c’è anche chi parte per le vacanze con l’intendo di trasgredire a tutte le regole della buona educazione creando problemi a tutti coloro che si trovano a condividere spazi e tempi. Ecco anche questi sono “animali in vacanza” nell’accezione dispregiativa del termine “animale” in quanto nel vero termine gli animali sono dei gran signori. E ci sono situazioni in cui il termine “umano” e il termine “animale” andrebbero rivalutati e ribaltati.

Se volete approfondire le tematiche, con i commenti che più vi aggradano, questo spazio è aperto.

A tutti quanti  auguro”buone”, ma veramente “buone” vacanze.

I paesaggi fuori e dentro di noi.

I pittori li dipingono, i fotografi li cercano per catturarli dall’angolatura migliore, gli ecologisti fanno in modo di salvaguardarne l’ecosistema biologico, gli architetti sono alle prese (o quanto meno dovrebbero esserlo) per integrare armonicamente la parte antropica con quella naturale, i poeti li mettono come sfondo ai loro versi, cantanti e musicisti li descrivono a suon di note, le sovraintendenze ai beni culturali si danno da fare per proteggere quelli che racchiudono siti archeologici. Di fatto i paesaggi sono un patrimonio storico-artistico, ma anche un’identità, una comunione di luoghi e di spiriti dove ricordi e abitudini si legano fino a renderli unici e irrinunciabili. Noi siamo anche il paesaggio in cui viviamo, quello di cui ne abbiamo nostalgia, quello che sogniamo, quello per cui lottiamo. Rurali o urbani che siano i paesaggi diventano parte della nostra identità perchè in essi ci riconosciamo, perchè essi influenzano le nostre abitudini ed il nostro mondo interiore.

Allora, se vi va, scambiamoci pensieri amichevoli e saggi sui paesaggi.

Un vero amico chi é?

Bella domanda direte voi o magari avrete già la risposta giusta. Per maggiore chiarezza vi propongo un’ulteriore serie di domande allo scopo di chiarire il valore dell’amicizia ai giorni nostri.

E’ cambiato rispetto al passato il concetto d’amicizia?

Ha un senso anche l’amicizia virtuale?

Tra le nuove generazioni avete notato esempi significativi d’amicizia?

Avete preso atto, qualche volta, di quanta ipocrisia si possa celare in un’ “amicizia” ?

Avete voi stessi altre domande da porre?

Tutto questo per capire e riuscire a credere che, nonostante tutto quello che può accadere ai nostri giorni, l’amicizia vera esiste ancora. L’amicizia leale, disinteressata, cooperativa, assistenziale, ricreativa, complice, indissolubile. Un’amicizia che sia Amicizia come abbiamo imparato sui passati testi scolastici e attraverso i quali ne abbiamo scoperto anche mitici esempi. Non il titolo d’una trasmissione dove poi pare che tutto ci sia tranne l’amicizia, non gli usurati discorsi dei Talk show, non le effimere frequentazioni e gli incontri occasionali in luoghi di comune intrattenimento. Parlo dell’amicizia che sia aiuto a costo dell’abnegazione personale, confidenza sincera, rifugio d’un segreto, solido puntello in una situazione difficile, parlare sincero ma senza offesa, comprensione dell’altrui punto vista. Parlo di un’amicizia che sia anche solidarietà, conforto, condivisione , appoggio materiale e spirituale al bisogno, anche voglia di divertimento ma non solo quello. Parlo di un’Amicizia vera di cui mi piacerebbe vederne un largo fiorire in questa società in cui trovani troppo spazio l’individualismo e l’arrivismo.

Adesso a voi la parola sperando che l’argomento vi piaccia.

Bimbi – ibmiB

Sono cambiati i bambini rispetto a qualche generazione fa? Non dico rispetto a quella dei loro nonni o dei loro genitori, ma anche a quella di qualche loro fratello di solo dieci anni più grande. Adesso li chiamano i nativi digitali, si adattano al mondo con altri mezzi. Ridono e piangono allo stesso modo, giocano, sognano e imparano forse in modo diverso. Quanto poco ne sappiamo di loro, noi che abbiamo avuto un altro impianto di vita? Oppure ne sappiamo, eccome,proprio perchè rileviamo le loro inquietudini, i loro disagi, la loro frenesia, il loro universale ed immutabile desiderio umano di vivere, amare, essere amati, essere felici.
Vogliamo parlarne insieme ?