UNA SEDIA DAVANTI ALLA PORTA PER GUARDARE IL MONDO DA CASA

 

 

Djidiouia Quando le donne guardavano il mondo da casa, una sedia davanti alla porta era il loro trono di gioie e dolori dall’inizo alla fine della vita. Se ne stavano sedute composte mentre andavano avanti nelle varie fasi di un’esistenza fatta di attese, sacrifici, rinunce.

Tutto questo nella toccante poesia  dialettale di

buy gabapentin online cod Franco Fratantonio, alla quale segue una mia traduzione.

Invito, tuttavia, anche chi non conoscesse il dialetto, a leggerla nella stesura originale perchè è proprio lì che si coglie tutta l’essenza.

where to buy stromectol online NA SEGGIA RAVANZI A PORTA

Na segghia ravanzi a porta
aspittannu ri jucari
prima ca arrivassi a malizia
Na segghia ravanzi a porta
aspittannu ca ti talìa u zitu
ma attenzioni…che rinoccia
‘ntuppati
Na segghia ravanzi a porta
aspittannu u primu addievu
cusiennu e cucinannu
Na segghia ravanzi a porta
aspittannu nu maritu
ca torna lurdu
ro travagghiu
Na segghia ravanzi a porta
aspittannu i figghi
e ‘mpazziennu pe niputi
Na segghia ravanzi a porta
vistuta ri nivuru a luttu
aspittannu a propria morti
Ora ciusi si porti
cianciemu fimmini
ca hana vissutu
aspittannu, aspittannu
na na segghia ravanzi a porta

di FRANCO FRATANTONIO.

UNA SEDIA DAVANTI ALLA PORTA

Una sedia davanti alla porta

aspettando di giocare

prima che arrivasse la malizia.

Una sedia davanti alla porta

aspettando che t’ammirasse il fidanzato

ma attenzione… con le ginocchia

accostate.

Una sedia davanti alla porta

aspettando il primo neonato

cucendo e cucinando.

Una sedia davanti alla porta

aspettando il marito

che torna sudicio

dal lavoro.

Una sedia davanti alla porta

aspettando i figli

e impazzendo per i nipoti.

Una sedia davanti alla porta

vestita di nero a lutto

aspettando i propri morti.

Ora chiuse sono le porte

piangiamo le femmine

che hanno vissuto

aspettando aspettando

una una sedia davanti alla porta.

( libera traduzione di Tosca Pagliari)

Segreto di mare

Dalla voce di Carlotta Ciulli (ottobre 2020)

Mi dici mare che sbatti
bofonchi e sprizzi
contendi col vento
con schiuma di rabbia
Mare che cadi,
ti risollevi al cielo
t’arrotoli , spiaggi
impetuoso t’adagi
e ricominci la lotta.
Mi dici mare
quando tornerò
a trovarti calmo
specchio di cielo immoto,
mi dici mare
adesso
o poi
il segreto
di come si placa
lo spirito inquieto?
— Tosca Pagliari ( che col mare ci parla). Settembre 2020

METEREOPATIA

Pioviggina incerto.
Il tempo è immusonito.
Ha il broncio
come i bimbi
prima di scoppiare
in un pianto dirotto.
Qualche albero
arruffa la chioma
spazientito.
C’è un’energia inquieta
nell’aria
che assorbo e sommo
nel tran tran
della mia metereopatia.
Tosca Pagliari (settembre 2020)

UN ALTRO GIORNO E’ ANDATO

Un altro giorno è andato
tra una battaglia e una risata
tra una corsa e una sosta
tra un’incertezza
e una fermezza
tra una soluzione
e un’inconclusione.
Tra tra tra
la musica di un mitra
che cerca d’ammazzare il tempo,
ma di rimbalzo
invece…
tra tra tra
è il tempo che inesorabilmente
ammazza tutti quanti noi
tra tra tra
( Tosca Pagliari armata di trita filosofia- 10 SETTEMBRE 2020).

INSONNIA

Woman working on laptop late at home

Mezzanotte,
le stelle hanno gli occhi spalancati
non dormono,
neanch’io.
Dovrei fare come il fiore
che ha reclinato la corolla
e si è rannicchiato nei petali.
Dovrei qui sul cuscino
adagiare i pensieri
e lasciarli sdraiati fino a domani.
Dovrei spegnere tutto
ma trovo solo l’interruttore della lampada
dove mai avrò messo quello della mente?
Buonanotte a chi già sogna
buonanotte a chi non dorme
e veglia pensieri.
(Tosca Pagliari insonne – 2 settembre 2020).