SIGNIFICATI ANTICHI E MODERNI

 

 

 

Ultimi giorni di scuola, caldo e  stanchezza, molta stanchezza. Alunni, irrequieti più del solito, che puerilmente litigano scambiandosi infinite accuse. L’insegnante estenuata esordisce dimentica di una giovanissima platea:

_ E basta con queste FILIPPICHE!

Silenzio improvviso, magnifico silenzio, ma occhi sgranati ed espressioni esterrefatte degli alunni fanno comprendere che necessitano spiegazioni. Così la maestra:

– Per FILIPPICHE intendevo  in senso metaforico. Infatti erano una lunga serie di accuse  scambiate da alcuni oratori dell’antica Roma.

Un velo di delusione cala su tutte le facce degli alunni.

Uno di loro, che non ce la fa a non dire sempre la sua, con una vocina acuta replica:

– E io che pensavo che tu ti riferissi a MARIA DE FILIPPI!

 

 

Filastrocca fonti storiche primo approccio

LA STORIA DI DIEGO

Ma Diego chi è?

E’ un bambino immaginario,

ma proprio come me.

C’è di straordinario

che sa raccontare ogni fatto

fin da quando è nato,

ma mica perchè è matto.

Mamma, papà e parenti ha interrogato

facendosi tutto orecchi.

In scatole di giocattoli e vestiti vecchi

ha rovistato.

Album di foto e filmati ha visionato

e poi ha preso in mano

persino il certificato di nascita

e  quello delle vaccinazioni.

Quante emozioni!

tra le righe del suo diario di vita

scritto pian piano

da entrambi i genitori

esperti narratori.

Così sul suo passato ha investigato

e le fonti scritte e orali

visive e materiali

prove incontestate

sono diventate

per completare il puzzle del passato.

Adesso come Diego anch’io lo so fare

e superando i vuoti di memoria

tutta la mia vita in una storia

posso raccontare.

( Tosca Pagliari –  La maestra – maggio 2018).

 

POESIE IN DIALETTO SICILIANO sul tema dell’amicizia

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I DISCUSSI DI MO NANNU

N’JORNU MO NANNU MI VARDAU

E TUTTO SERIU MI CUNTAU:

-CU AVI N’AMICU AVI ‘N TRISORU!

IU  ARRISTAI CUNFUSU E PINSAI

CU TRISORU ERANU SULU TANTI COSI D’ORU

NO UNU CU CUI CI PASSI TEMPO ASSAI

CI JOCHI E TI SCIARRII,

FAI PACI E  ‘NSEMI CI TORNA FURRII.

 

MA MO NANNU CA MI SAPEVA COTTU E CRUDU

MO NANNU CA È ‘N CRISTIANU  TANTU SPERTU

MI CUNTINUAU A PARRARI  A CORI APERTU

SPIRANNU CA MI S’APRISSI U CIRIVEDDU.

 

ACCUSSI CUNTINNUAU:

-ARRIUODDITI CA CU TU VOLI MALI TI FA RIDIRI

E CU TI VOLI BENI TI FA CHIANCIRI

NON SEMPRI I COSI SU COMU TI PARUNU A TIA.

ARRIUODDITI CA CARCIRI, NICISSITÀ E MALATIA

SI VIDI U CORI D’AMICI!

IÙ ERA SEMPRI PIÙ CONFUSU

CA PERSUASU

E CI VULIA RISPUNNIRI: – MA CHI DICI!

 

PI EDUCAZIONI MI STETTI SODU

E PINSAI CA PRIMA O POI IN QUACCHI MODU

U SIGNIFICATU S’AVISSI FATTU CHIARU

ALLI VOTI ‘NTA TESTA MI S’ADDUMAVA ‘N FARU.

 

PASSAU TEMPO E ‘N JORNU

CA MI PAREVA DI STARI O NFERNU

MI TRUVAI  CU CORI  NIURO E L’OCCHI DI CHIANTU

PISTATI E VUNGHI TANTU.

CHE M’AVA CAPITATU CHI VU CUNTU A FARI

CA NON È CHISTU DI CUI VAIU A PARRARI.

 

VI CUNTO SULU CA QUANNU

U MUNNU ‘N CODDU MI STAVA CASCANNU,

QUANNU A TESTA N’AVIA CHIU UNNI NTAPPARI,

CI FU UNU CA MI DISSI: – NON TI SCANTARI

CA A MORTI SULU NON C’È RIPARU.

POI MI STUIAO L’OCCHI PARU PARU

MI VADDAU N’TA FACCI  E CUNTINNUAU A PARRARI:

NON TI SCANTARI,  U SAI CHI TI DICU

CI SOGNU IU CA CU TIA, SUGNU TO AMICU!

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FU TANNU

CA CAPII I DISCUSSI DI MO NANNU.

 

I discorsi di mio nonno.

Un giorno mio nonno mi guardò

e tutto serio mi raccontò:

-Chi ha un amico ha un tesoro!

Io rimasi confuso e pensai

che il tesoro  erano solo tanti oggetti d’oro

non uno con cui ci passi il tempo a lungo

ci giochi, ci litighi

fai pace e insieme ci continui ad andare in giro.

 

Ma mio nonno che mi conosceva cotto e crudo

mio nonno che è una persona tanto intelligente

mi continuò a parlare a cuore aperto

sperando che mi si aprisse il cervello.

 

Così continuò:

-Ricordati che chi ti vuole male ti fa ridere

e chi ti vuole bene ti fa piangere

non sempre le cose sono come ti sembrano.

Ricordati che in caso di carcere, necessità e malattia

si vede il cuore degli amici.

Io ero sempre più confuso

che persuaso

e gli volevo rispondere:-Ma che dici!

 

Per educazione rimasi zitto

e pensai che prima o poi in qualche modo

il significato si sarebbe fatto chiaro

alle volte in testa mi si sarebbe acceso un faro.

 

Passò del tempo e un giorno

che mi sembrava d’essere all’inferno

mi ritrovai col cuore nero e gli occhi di pianto

gonfi così.

Che cosa mi fosse capitato che ve lo racconto a fare

che non è di questo che vi devo parlare.

 

Vi racconto solo che quando

il mondo addosso mi stava cascando,

quando non avevo più dove andare a sbattere la testa,

ci fu uno che mi disse :-Non ti spaventare

che solo alla morte non c’è rimedio.

Poi mi asciugò gli occhi per bene

mi guardò in faccia e continuò a parlare:

-Non ti spaventare, lo sai che ti dico

ci sono qua io con te, sono tuo amico!

 

Fu allora

che compresi i discorsi di mio nonno.

 

 

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TUTTI O MUNNU AVISSIRO AVIRI N’AMICU

N’AMICU È COMU U VENTU

C’ARRIVA CCU NA CIUSCIATA E NTA MUMENTU

DO CORI STI SCIPPA OGNI LAMENTU.

 

N’AMICU È COMU U SULI A MATINATA

CA TI SPUNTA NTA L’ANIMA SCURIATA

E  SUBITU T’AGGHIORNA NA RISATA.

 

N’AMICO AVI ‘N CORI RANNI COMU U MARI

E N’TA DU MARI ANNEIA LE SCERRE AMARI

E TUTTI QUANTI LI TICHETTI CA CI POI FARI.

 

N’AMICU AVI OCCHI CA LEGGIUNU PINSERI

E NON CI POI AMMUCCIARI NÈ DISPIACIRI NÉ DISIDERI

NÉ COSI MUNSIGNARE NÈ COSI SINCERI.

 

N’AMICO SI PRESTA NTA OGNI SITUAZIUNI

E NON S’INVENTA SCAGIUNI

PI FARISI A LARGA DA QUESTIUNI.

 

N’AMICO È TALE E QUALI COME A TIA

PI CHISTU TI AVI ‘N SIMPATIA

N’AMICO È U TO SPECCHIO E U TO TISORU

TANTI VOTI  È CHIÙ DI ‘N FRATI O DI NA SORU.

 

 

TUTTI O  MUNNU AVISSIRO AVIRI N’AMICU

E TUTTI L’AMICI A MANU S’AVISSIRU A DARI

A MANU  A UNU A UNU STRITTA STRITTA

FORMANNU ‘N NASTRO UNICU

E FALLU SVINTULIARI

CU SUPRA STA FRASI SCRITTA:

“  INSEMI A STU MUNNU AMU A STARI

E  COSE BONE AVEMU A POTIRI FARI”.

 

 

 

Maggio 2017


TUTTI AL MONDO DOVREBBERO AVERE UN AMICO

 

Un amico è come il vento

che arriva come un soffio e  in un momento

 dal cuore ti strappa ogni lamento.

 

Un amico è come il sole in mattinata

che ti spunta nell’anima oscurata

e subito ti sorge una risata.

 

Un amico ha il cuore grande come il mare

e in quel mare annega le litigate amare

e tutti i dispetti che gli puoi fare.

 

Un amico ha occhi che leggono i pensieri

e non gli puoi nascondere né dispiaceri né desideri

ne cose bugiarde né cose vere.

 

Un amico si presta in ogni situazione

e non s’inventa scuse

per farsi alla larga dalla questione.

 

Un amico è tale e quale come te

per questo ti ha in simpatia

un amico è il tuo specchio e il tuo tesoro

a volte è più di un fratello o di una sorella.

 

Tutti al mondo dovrebbero avere un amico

e tutti gli amici la mano si dovrebbero dare

la mano ad uno ad uno stretta

formando un nastro unico

e farlo sventolare

con sopra questa frase scritta:

“Insieme a questo mondo dobbiamo stare

e cose buone dobbiamo poter fare”.

 

 

 

 

 

(La maestra).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

poesia per gli ULTIMI GIORNI DI SCUOLA

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Coraggio bambini e bambine

presto la scuola avrà fine,

vi aspettano giorni di sole

e in silenzio resteranno le aule.

Vi aspetta il mare turchese

coraggio all’estate manca meno di un mese!

Vi aspetta la fresca montagna

e nera di noia resterà la lavagna.

Vi aspettano corse a perdifiato

tra i rossi papaveri del prato,

il fischio dell’omino del gelato

e il filo al tuo polso legato

di un aquilone colorato.

Vi aspettano giorni di valigie e viaggi

alla scoperta di nuovi paesaggi.

Coraggio bambini e bambine

presto la scuola avrà fine

il tempo vola veloce

e l’estate vi chiamerà a piena voce.

(Tosca Pagliari, maggio 2017).

TEMPO DI VERIFICHE

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Per una verifica d’Italiano in classe quarta, mi serviva un testo poetico semplice alla portata di bambini di scuola primaria, ma che al tempo stesso che racchiudesse tutte le peculiarità studiate. Non so quanto ci avrei messo a cercarla e se mai l’avrei trovata così come la volevo io, così me la sono inventata. La pubblico qui, magari a qualcuno dovesse servire.

PROVA DI VERIFICA   ITALIANO     QUARTO BIMESTRE

(COMPRENSIONE DEL TESTO)

NOME…………………………………………COGNOME………………………………………………CLASSE……………….DATA………

E ARRIVERÀ L’ESTATE

E arriverà l’estate

all’improvviso,

il sole mi scotterà il viso

e saranno liete le giornate.

 

Il tempo avrà un battito lento,

la mia fantasia

volerà come aquilone nel vento

e la noia mi chiederò cosa sia.

 

Sarò  guizzante pesce di mare

sarò lucertola stesa al sole a riscaldare.

 

Andrò al ritmo del cri cri dei grilli

amerò i silenzi e i gioiosi strilli.

 

E arriverà l’estate

come un’amica che torna da lontano

portando in mano

pesche vellutate.

 

Sarò trotto di puledro selvaggio

spianate spiagge e freschi boschi

percorrerò perdendomi a perdifiato.

(La maestra- Tosca Pagliari – maggio 2017).

 

Dopo aver letto attentamente questo testo, rispondi alle seguenti domande.

 

  • Di che tipo di testo si tratta?

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

  • Quante strofe ci sono?

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

  • Quante strofe sono di quattro versi?

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

  • Quante strofe sono di tre versi?

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

  • Quante strofe sono di due versi?

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

  • In quale strofa non ci sono le rime?

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

  • Che tipo di rima troviamo nella prima e nella quinta strofa?

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

  • Che tipo di rima c’è nella seconda strofa?

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

  • In quali strofe invece la rima è baciata?

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

  • Nella quarta strofa c’è un’onomatopea, trovala e sottolineala di rosso.

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

  • Nell’ultima strofa ci sono delle allitterazioni, trovale e sottolineale di blu.

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

  • Trova le similitudini e copiale…………………………………………………………………………………………………………

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

  • Trova le metafore e copiale:……………………………………………………………………………………………………………..

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

Metti una crocetta sulla risposta appropriata

  • Che tipo di dati sensoriali sono espressi in questa poesia?

Soltanto visivi        visivi, uditivi e tattili        visivi, uditivi e olfattivi        visivi e uditivi.

 

  • La poesia, dedicata alla stagione estiva che sta per arrivare, esprime sensazioni di:

Stanchezza  e paura       Gioia, spensieratezza  e libertà       Tristezza e monotonia

Preoccupazione e sconforto .

 

IO SONO ( quando l’identità è fanciulla)

Mi serviva una poesia per un lavoro sull’identità con i miei alunni, siccome non l’ho trovata ho pensato di scriverla io. Poi si vedrà l’effetto su di loro, intanto eccola.

IO SONO

Io sono me

e un altro uguale non c’è

non lo trovi neanche a girare tutto il mondo

non lo trovi né in cielo né nel mare più profondo.

Io sono il mio viso

il mio sguardo, il mio sorriso.

Io sono i miei pensieri

e tutti i miei desideri.

Io sono le mie paure

i miei sogni e le mie avventure.

Io sono tutte le mie sconfitte e le mie vittorie

io sono una storia tra migliaia di storie.

Io sono la pace e la baruffa

 il mio silenzio e la mia smorfia buffa.

Io sono la quiete e la tempesta

sono io dai miei piedi alla mia testa.

Io sono il bambino che

adesso

guardo  riflesso

nello specchio e quello

ancor più bello

 che riconosco

nel mio animo nascosto

dove tutto il mio amore è riposto.

La maestra

PROPOSITI PER LA MIA TERRA (ecologia in rima)

terra fiorita

Non voglio più sporcare

le acque del mare

voglio acque trasparenti

e pesci lucenti.

Voglio aria pulita

e natura fiorita.

Non voglio più trovare

rifiuti sparsi ad inquinare

la Terra che è madre amorosa

e ci sfama senza posa.

Voglio campi di grano maturo

distese di sano futuro,

voglio sapore di frutta squisita

voglio mordere la vita.

(La maestra)

(Tosca Pagliari-marzo 2017).

A Natale, diversamente insieme (recita scolastica scuola primaria classe terza)

In una notte di Natale, per magia, il presepe si anima e statuine di materiali vari scoprono il valore della diversità.

 presepe-maria-1 presepe-fumettoEcco a voi il copione inedito con le parti “cucite addosso ad ogni alunno” in base alla propria personalità e alle proprie capacità espressive.

“LA MAGICA NOTTE DELLE STATUINE DEL PRESEPE”

Cast:

PASTORE LLA Viola

PASTORE Fabrizio

CONTADINELLA Sofia

CONTADINELLA Dafne

CONTADINELLA- PRESENTATRICE  Helena

PASTORE Thomas

CONTADINO Alfio

CACCIATORE Antonio

PESCATORE Tommaso

PASTORE Riccardo

LEGNAIUOLO Simone

STELLA COMETA Maria

CONTADINO – PRESENTATORE  Enrico

LAVANDAIA –   Doriana

CONTADINELLA- PRESENTATRICE  Marta

CONTADINELLA – PRESENTATRICE (Helena)…  anche  il presepe era spento e silenzioso con le statuine ferme in un’eterna posa finché ….

 

(Inizia la musica e i pastori si animano).

https://www.youtube.com/watch?v=Of9Ym4TMpZU

(CANZONE “ E LA NOTTI DI NATALI” in dialetto siciliano)

 

(Alla fine della canzone ballata, i pastori si stiracchiano sentendosi sgranchiti e commentano)

 

DORIANA: Ah, finalmente! Non ne potevo più è da cent’anni che sto ferma. Da quando mi fece con grande abilità un ceramista di Caltagirone. Sono una statuina preziosa costretta a stare incartata nella carta velina per un anno intero dentro una scatola buia. E poi per diversi giorni a fare bella mostra nel presepe. Tutte le volte che una mano mi si avvicinava sentivo sempre lo stesso strillo: Attenta che si rompe! Stai fermo che si rompe! Uffa però mi rompo tanto anche a stare ferma.

 

RICCARDO: Io sono più fortunato, sono di plastica e ho sempre avuto la fortuna della mano di un bambino che mi spostava di qua e di là per il presepe.

 

SIMONE: Io sono tutto incollato. Ogni anno qualcuno mi faceva cadere e mi si rompeva una volta un braccio, una volta una gamba, c’è stato un momento che ho perso pure la testa. Menomale che hanno sempre rimesso insieme i miei pezzi con una colla resistente.

 

SOFIA: Io sono la più bella di tutti, ho i vestiti di vera stoffa tutti cuciti a mano da una grande sarta.

 

DAFNE: Io invece sono la più delicata, sono fatta di cera e sono fatta così bene che sembro quasi vera.

 

TOMMASO: Io sono fatto di cartone, mi ha ritagliato un bambino da una confezione di panettone e ancora profumo di dolce.

 

VIOLA: Io sono la più originale, sono nata dalla fantasia di una bambina che mi ha disegnata su un foglio di carta, di sicuro le somiglio. Nel ritagliarmi poi mi ha un po’ lacerata la gonna, ma sicuramente non l’ha fatto apposta.

THOMAS: Io ho un meccanismo dentro che mi fa muovere sempre!

 

ENRICO: Io sono di gran valore: pezzo unico intagliato in un legno pregiato!

 

FABRIZIO: Io sono addirittura di bronzo.

 

ALFIO: Io sono d’argento!

 

HELENA: Io sono proprio tutta d’oro.

 

ANTONIO: bum ! Certo che ne sparate di pallonate! Siete solo statuine del presepe.

 

SOFIA: Sì, ma mica siamo tutte uguali!

 

MARTA: Certo, altrimenti che presepe noioso sarebbe? Ma ognuno di noi è importante perché nella sua diversità serve a dare un  valore speciale ad ogni cosa, in questo caso al presepe.

 

SIMONE: Però stanotte che prodigio! Siamo statuine animate, parliamo, ci muoviamo.

 

THOMAS: Se è per questo io mi sono sempre mosso!

 

DAFNE: Lo facevi meccanicamente, come un fantoccio ora invece siamo tutti veri.

 

TUTTI: Evviva! È il miracolo di Natale!

 

ALFIO: Io ho voglia di cantare. E voi?

 

TUTTI: Sì, cantiamo, cantiamo…

 

SOFIA: cantiamo e facciamo un girotondo il GIROTONDO DI NATALE

 

( canzone: “Girotondo ballerino” cantata e ballata)

https://www.youtube.com/watch?v=2-pQHm-F1iw

RICCARDO: Adesso sediamoci un po’ e ci riposiamo.

 

FABRIZIO: Invece pensiamo.

 

ALFIO: Pensiamo all’importanza del Natale.

 

THOMAS: Allora Natale è importante per …

 

HELENA, SOFIA, MARTA: Per i regali!

 

SIMONE,  TOMMASO: Per i panettoni!

 

SOFIA, DAFNE, ENRICO: Per gli addobbi nelle case e nelle strade!

 

THOMAS, VIOLA, ALFIO: Per i giocattoli nuovi!

 

RICCARDO,  FABRIZIO:  Per le vacanze!

 

( Poi tutti insieme litigando)

 

ANTONIO: Basta! Pace! Pace!

 

(silenzio)

 

ANTONIO: Ecco! Il Natale è importante per la  PACE!  PACE NEI CUORI , PACE IN TUTTO IL MONDO.

 

(seguono diverse poesie sul Natale prese dal repertorio per l’infanzia).

FABRIZIO

Ma chi ci guiderà verso il vero Natale?

 

THOMAS

Ci guiderà una cometa

 

 ( Maria, alunna diversamente abile, è la cometa)

Maria, vestita da stella cometa, fa la sua apparizione al centro della scena

https://www.youtube.cohttps://www.youtube.com/watch?v=BQfi3RhJcj0m/watch?v=BQfi3RhJcj0

 

(canzone “Stella cometa” cantata e amimata insieme all’alunna Maria)

DAFNE: Certo che noi siamo le statuine del presepe e sicuramente il presepe a Natale è il simbolo più importante. Anche più importante dell’albero di Natale.

 

ENRICO Adesso non ricominciamo con questi discorsi dato che abbiamo capito che tutti siamo importanti ognuno a modo nostro. E l’albero di Natale è nostro amico.

 

ANTONIO Sapete che vi dico? Gli dedichiamo una bella canzone?

 

TOMMASO  Gliela dedichiamo in inglese

 

OH CHRISTMAS TREE (song)

segue: We wish you a Merry Christmas (canzone anche ballata).

 

HELENA  E adesso torniamo nel nostro presepe, ma prima vogliamo dirvi:

DORIANA – ALFIO- THOMAS – VIOLA : Buon Natale a tutti e felice anno nuovo.

MARTA – SIMONE – RICCARDO:   Merry Christmas and Happy New Year

FABRIZIO – SOFIA-  ENRICO Grazie per averci ascoltato

TUTTI: a lot of Kisses to everyone.

 

Tosca Pagliari

COME CHICCHI DI UN GRAPPOLO (TEMPO DI RACCOLTA: d’uva e di riflessioni)

 

uva-maniCOME CHICCHI DI UN GRAPPOLO

Come chicchi di un grappolo

dolci di buon succo

ci teniamo per  le mani.

grappolo-uva-nera

Come chicchi di un grappolo

attaccati  insieme

su un raspo

di pace e allegria.

grappolo-uva-bicolore

Come chicchi di un grappolo

dove nessuno è mai solo

tutti frutti dello stesso seme

tutti uguali e diversi

 ci riconosciamo.

amici

Come chicchi di un grappolo

legati al passato, al presente

alle speranze

 di domani.

viti-viale

Come chicchi di un grappolo

allacciamo distanze

facciamo amicizie

allarghiamo il cuore

la mente e i pensieri

percorriamo sentieri

che portano altrove.

vigneto

Come chicchi di un grappolo

sul filare della vite del mondo

ci ritroviamo fratelli.

amicizia

Tosca Pagliari – settembre 2016