I GATTI TORNANO A CASA

Andria

http://gordonattard.com/?attachment_id=1000 I gatti tornano a casa.

Zumpango del Río Camminano e tornano

senza sapere la strada

ma tornano.

Tornano da chi li ha portati via.

Non ne conoscono la ragione

ma tornano.

Stanchi, sfiniti

a volte persino feriti

eppure tornano.

Loro non hanno paura

vedono nel buio

e lo attraversano.

Avremo noi anima da gatto

e ritorneremo anche noi

dopo essere stati portati via?

Sapremo attraversare il buio

e raggiungere la luce?

Sapremo rifare il percorso al contrario

per ritornare a casa

anche se mai nessuno

ce lo abbia insegnato?

Ci basterà il coraggio?

E ci sarà aperta un’altra porta

un’altra occasione

magari migliore?

Tosca Pagliari (novembre 2022)

DI POESIA CHE TE NE FAI?

Dove nasce la poesia?

Nella terra di mezzo

tra saggezza e follia

tra euforia e malinconia.

Di che si nutre la poesia?

Di ritagli di ieri

d’immagini e pensieri

di ideali e convenzioni

di ragioni e di emozioni.

A che serve la poesia?

Proprio a niente

non ti nutre, non ti veste

non ti cura

non ti dà una dimora.

Allora è conveniente?

Allora che ti resta?

Allora a chi interessa?

Magari un po’ consola

un po’ accompagna

un po’ svuota

e un po’ colma.

Magari un po’ si vola

un po’ ci si lagna.

È economico carburante

che ti può portar distante

dal prosaico malessere.

È quel mare in cui si nuota

e reggi l’onda

così la tua vita non affonda.

Tosca Pagliari (novembre 2022)

RESTERÒ

Resterò sotto forma

di segni e parole

appesa ad una virgola,

inchiodata a un punto

abbracciata da parentesi

trafitta da un punto esclamativo

agganciata come amo

da un punto interrogativo

spiegata da due punti

sospesa saltellando

su tre puntini in fila.

Resterò sotto forma

di parole banali

abbinate a rendere effetto

a magia di metafore

apparizioni d’immagini.

Resterò per dire

quando il silenzio

mi avrà inghiottita .

Resterò sotto forma di segni

e parole srotolate

su versi e rime

e sarò altra forma

altra sostanza

finché altre menti

mi verranno incontro.

Tosca Pagliari (novembre 2022)

SI PUÒ

Se si può ricamare

un tatuaggio

sopra una cicatrice

si può cantare

una canzone

sopra un pianto.

Se si può indossare

un vestito a fiori

su un corpo indolenzito

si può ridere

più forte di un urlo.

Se si può tingere di rosso

labbra amare

si può baciare la vita

con qualunque dolore

si sia presentata.

Tosca Pagliari (novembre 2022)

TEMPO INUTILE

Il tempo inutile

lo spreco di momenti

ma anche di ore, mesi, anni.

Il tempo futile

le situazioni dormienti

il tempo dei danni.

Il tempo guastato

quel che poteva essere

ma non è stato.

Il tempo morto

senza nulla tessere

dove tutto pare storto.

Il tempo che non torna

eppure cambia forma

che nessuno ha vite valide

se prima non è stato crisalide.

Nessuno è nato

già farfalla

e si deve prima affondare

per imparare

a stare a galla.

Tosca Pagliari (ottobre 2022)

MANI

Quel che si vede

invecchiare prima

sono certo le mani.

Perché con le mani

s’è fatto e disfatto

accarezzato e picchiato

sollevato e spinto

medicato e ferito

lavato e sporcato

cucito e strappato

regalato e rubato

colorato e scarabocchiato.

Tutta la vita

passa tra le mani

e per le mani.

Non c’è nulla

che non sia mani .

E le mani sono occhi

dove non si vede

sono linguaggio

dove non ci sono parole

sono il rifugio

di un volto affranto

e di una testa stanca.

Le mani quando

ancora non lo sapevano

si sono fatte piedi

per imparare a camminare

e quando hanno capito

sì sono fatte coppa

per donare

e quando hanno sentito l’orrore

sì sono fatte

maschere per gli occhi.

Hanno imparato a scrivere

per immortalare pensieri

e preparare cibi

per nutrire i propri cari.

E quando hanno cercato

un’altra mano

è stato per compagnia

per porgere aiuto

fare la pace

stringere un patto .

Tutto sì che è passato

tra le mani

anche ciò

che si è raccattato da terra

per portarlo

all’altezza del cuore.

Tosca Pagliari (ottobre 2022)

SPACCO IL CIELO

Cielo azzurro di cristallo

troppo chiaro troppo bello

non lo voglio, non mi piace

non fa rima con me stessa

di sopportarlo non son capace.

La sua volta è così spessa

ma se ci lancio un bel sasso

e lo spacco, lo sconquasso ?

Chi lancia in cielo addosso torna

questa dicono sia la norma.

Cielo azzurro di cristallo

troppo chiaro troppo bello

e se gli scaglio una ciabatta

poi mi scanso e non mi impatta?

Spacco il cielo e poi lo butto

col pensiero posso tutto.

Tosca Pagliari ( ottobre 2022)

MAI NATI

Dove vanno a crescere

i bambini mai nati?

Dovevano essere fiori

e si sono fatti luce.

Dove vanno a dormire

i bambini mai nati?

Dovevano essere strillo

e si sono fatti silenzio.

Dove vanno a giocare

i bambini mai nati?

Dovevano avere una festa

e hanno avuto un ricordo.

Dove vanno a stare

i bambini mai nati?

Vanno con gli altri

invisibili

vanno con chi abita il mondo

guardandoli dall’universo .

Tosca Pagliari ( ottobre 2022)

SCONOSCIUTA

Chi c’è nello specchio?

Io non sono.

È da parecchio

che me lo chiedo.

Io non sono quel che vedo.

Avevo un’altra pelle

altri occhi e colori

così diversi e dal tono deciso.

No, non mi ravviso.

Avevo un altro sorriso

e quell’espressione

tra lo stupore e la derisione .

Ricordo che avevo quindici anni

e adesso?

Che ne posso sapere

di questo specchio sbagliato

e di quel che mi fa vedere.

È un’immagine che non conosco

sarà frutto dell’immaginazione

sì, amavo immaginare

e anche recitare

mi sarò confusa

con qualche personaggio

inventato alla rinfusa.

Di certo io non sono

avevo altre guance e labbra

e capelli e membra.

Io non sono

quella sconosciuta.

Sarà forse il fantasma

di qualche antenata?

Sì, perché un pizzico mi somiglia,

ma non so in che di preciso.

Io avevo quindici anni

e poi dove sono stata

chi sono diventata?

Non di certo quella lì

sbalordita, persa in uno sguardo

riflesso in uno specchio bugiardo.

Tosca Pagliari (ottobre 2022)

CRONACA NOTTURNA

C’era la luna così stralucente

che le stelle potevano brillare poco più di niente.

Il cielo sfumava nel blu della sera

non come di nero notturno doveva .

Il mare pareva tinto ad olio e ondeggiava

a ritmo lieve, con mormorio di risacca cantava.

E da tanto quadro meraviglioso

un olezzo pungente di fogna si levava

che nel dettaglio spiegarvi non oso.

Ecco l’uomo come rompe l’incanto

siamo una specie di cui non far vanto.

Tosca Pagliari (ottobre 2022)