STUPORE NATALIZIO

Come mai si poteva immaginare un Natale con la cucina trasformata in un Internet point, con la connessione fissa al social network più trafficato del momento, con tutte le più odierne applicazioni del cellullare e col  plin plin continuo delle ripetute notifiche?

Come mai si poteva immaginare di vedere le case addobbate e le tavole apparecchiate di chicchessia con un clic? Come mai si poteva immaginare di stare così vicini e così lontani al tempo stesso? La tecnologia ha azzerrato le distanze o ha preso le distanze?

Non lo so, ma ad essere sincera mi piace. Se penso alle ansie di lettere che tardavano ad arrivare, di lunghe attese per avere la comunicazione via centralino… Ecco sì che mi piace.

Se penso ai presepi e alle visite del vicinato, alle novene col bracere, al campanello di casa che non suonava mai perchè la porta stava socchiusa ed era tutto un via vai… Se penso alle letterine d’auguri, quelle che avevano da poco scoperto la preziosità della sbriociolante polverina dorata, se penso alla scrittura tonda e attenta della penna non cancellabile e le parole scelte con sfilze di buoni propositi già traditi una volta posta la firma …   ecco non lo se mi piaceva di più allora.

Ma le cose di un tempo appartengono a quel tempo e nulla è meglio o peggio, ma soltanto diverso.Solo che, con tutta la mia fervida giovanile fantasia, mai avrei potuto immaginare quel che c’è adesso.

E mi stupisco in anticipo per quel che ci sarà poi.

Oltre la porta del futuro nessuno può sbirciare, chi vivrà vedrà.

Buon Natale tecnologico a braccetto con le tradizioni!

Aria di Natale

Aria di Natale, solita aria di Natale. Per fortuna che passerà. E passo dopo passo passa tutto.

Mi piacerebbe un Natale addobbato solo di fiori e con regali fatti solo di azioni.

 

Mi piacerebbe un Natale senza fronzoli e senza abbuffate.

E poi se Natale è Natale mi piacerebbe un miracolo di Natale: un attimo solo con chi non c’è più.