ELEMENTI DISSONANTI

Noi gente umana

che spesso

d’umano abbiamo ben poco

ci azzuffiamo

con schermaglie di gatti

di strada

per un nonnulla.

L’altro è fastidio.

Onnipotenti andiamo

senza indulgere.

Forse siamo

sempre più disconessi

dal reale

aberrati

dalla paura di soccombere

timorosi di fronte

alla scalata.

Armati

andiamo

di rabbia repressa

inermi

andiamo

sotto la frusta

delle esigenze sociali.

Non respiriamo

soffiamo

con sibilo di serpe in pericolo

con sbuffo di felino predatore.

Siamo il sacrificio

e il carnefice

il vinto

e l’assurdo vincitore

di niente.

Siamo così ricchi

e così miseri

così imperfetti e pretenziosi

di perfezione altrui.

Siamo elementi

dissonanti

in cori improvvisati.

Siamo quel che siamo

un minuscolo grumo

nelle braccia dell’universo

infinito

che evolve

muto

nel buio dei tempi.

(Tosca Pagliri in  confusione di casi umani – ottobre 2020)

INCONTRO

L’incontro
non è una condizione fisica
è un rispecchiarsi d’affinità
un battito profondo
un avvicinamento dell’anima
che accade per qualche umano mistero
con qualcuno (o magari qualcuna)
anche quando non lo hai mai conosciuto
di presenza.
È una presenza
che sta sulla tua lunghezza d’onda
e che per caso
o per qualsivoglia superiore forza
arriva.
Arriva, se pur da un posto lontano,
a sfiorare la tua vita.
È qualcuno magari diverso
eppure così profondamente uguale
capace trovare un momento
per elevare pensieri
bandire banalità
e arricchire lo spirito.
Ed è un dono della vita
che va accolto
e coltivato.
( Tosca Pagliari in incontro ravvicinato di quintessenza- settembre 2020).

UNA SEDIA DAVANTI ALLA PORTA PER GUARDARE IL MONDO DA CASA

 

 

Quando le donne guardavano il mondo da casa, una sedia davanti alla porta era il loro trono di gioie e dolori dall’inizo alla fine della vita. Se ne stavano sedute composte mentre andavano avanti nelle varie fasi di un’esistenza fatta di attese, sacrifici, rinunce.

Tutto questo nella toccante poesia  dialettale di

Franco Fratantonio, alla quale segue una mia traduzione.

Invito, tuttavia, anche chi non conoscesse il dialetto, a leggerla nella stesura originale perchè è proprio lì che si coglie tutta l’essenza.

NA SEGGIA RAVANZI A PORTA

Na segghia ravanzi a porta
aspittannu ri jucari
prima ca arrivassi a malizia
Na segghia ravanzi a porta
aspittannu ca ti talìa u zitu
ma attenzioni…che rinoccia
‘ntuppati
Na segghia ravanzi a porta
aspittannu u primu addievu
cusiennu e cucinannu
Na segghia ravanzi a porta
aspittannu nu maritu
ca torna lurdu
ro travagghiu
Na segghia ravanzi a porta
aspittannu i figghi
e ‘mpazziennu pe niputi
Na segghia ravanzi a porta
vistuta ri nivuru a luttu
aspittannu a propria morti
Ora ciusi si porti
cianciemu fimmini
ca hana vissutu
aspittannu, aspittannu
na na segghia ravanzi a porta

di FRANCO FRATANTONIO.

UNA SEDIA DAVANTI ALLA PORTA

Una sedia davanti alla porta

aspettando di giocare

prima che arrivasse la malizia.

Una sedia davanti alla porta

aspettando che t’ammirasse il fidanzato

ma attenzione… con le ginocchia

accostate.

Una sedia davanti alla porta

aspettando il primo neonato

cucendo e cucinando.

Una sedia davanti alla porta

aspettando il marito

che torna sudicio

dal lavoro.

Una sedia davanti alla porta

aspettando i figli

e impazzendo per i nipoti.

Una sedia davanti alla porta

vestita di nero a lutto

aspettando i propri morti.

Ora chiuse sono le porte

piangiamo le femmine

che hanno vissuto

aspettando aspettando

una una sedia davanti alla porta.

( libera traduzione di Tosca Pagliari)

Segreto di mare

Mi dici mare che sbatti
bofonchi e sprizzi
contendi col vento
con schiuma di rabbia
Mare che cadi,
ti risollevi al cielo
t’arrotoli , spiaggi
impetuoso t’adagi
e ricominci la lotta.
Mi dici mare
quando tornerò
a trovarti calmo
specchio di cielo immoto,
mi dici mare
adesso
o poi
il segreto
di come si placa
lo spirito inquieto?
Tosca Pagliari ( che col mare ci parla).Settembre 2020

METEREOPATIA

Pioviggina incerto.
Il tempo è immusonito.
Ha il broncio
come i bimbi
prima di scoppiare
in un pianto dirotto.
Qualche albero
arruffa la chioma
spazientito.
C’è un’energia inquieta
nell’aria
che assorbo e sommo
nel tran tran
della mia metereopatia.
Tosca Pagliari (settembre 2020)

UN ALTRO GIORNO E’ ANDATO

Un altro giorno è andato
tra una battaglia e una risata
tra una corsa e una sosta
tra un’incertezza
e una fermezza
tra una soluzione
e un’inconclusione.
Tra tra tra
la musica di un mitra
che cerca d’ammazzare il tempo,
ma di rimbalzo
invece…
tra tra tra
è il tempo che inesorabilmente
ammazza tutti quanti noi
tra tra tra
( Tosca Pagliari armata di trita filosofia- 10 SETTEMBRE 2020).

INSONNIA

Woman working on laptop late at home

Mezzanotte,
le stelle hanno gli occhi spalancati
non dormono,
neanch’io.
Dovrei fare come il fiore
che ha reclinato la corolla
e si è rannicchiato nei petali.
Dovrei qui sul cuscino
adagiare i pensieri
e lasciarli sdraiati fino a domani.
Dovrei spegnere tutto
ma trovo solo l’interruttore della lampada
dove mai avrò messo quello della mente?
Buonanotte a chi già sogna
buonanotte a chi non dorme
e veglia pensieri.
(Tosca Pagliari insonne – 2 settembre 2020).

DIPANARE

Siamo tutti interconnessi
fili strani
grovigli di presente
nodi di passato
anime perplesse
intente a decodificare
simboli vaghi
e a correlare
certezze e supposizioni.
E poi ci somigliamo
tanto da confonderci
tutti figli degli stessi dubbi
della stessa smania
di venire a capo
di un perchè.
(Tosca Pagliari – agosto 2020 ).