SCUSA NOVEMBRE

Scusa, ma non posso amarti novembre

con la tua uggia e le tue ombre.

La mia pelle di lucertola

cerca il muro cotto dal sole

il mio piede al freddo restio

sogna il calpestio

di caldi ciottoli di mare

vuole reclamare la mia schiena dolente

il massaggio della sabbia rovente.

Non posso amarti novembre

con la tua pena e le tue ombre

la tua terra fredda di tombe

il richiamo al giorno dei morti

e i dì così presto ingoiati dalle notti.

Non posso amarti novembre

con le tue brume e le tue ombre

sono nata in un mattino di luce

quando l’aria audace

si prendeva gioco

del mio liquido amniotico

confondendosi con lo stesso calore

sicché non avessi dolore

nel trapasso dei mondi.

Non posso amarti novembre

neanche se mi confondi

con fuoco di stufa che sembra

sberleffo di lingua alla voglia

che nutro di luglio.

Tosca Pagliari (1 novembre 2021)

DI MARE IN MARE

La bellezza di un mare calmo,

piatto,

azzurro

in riga perfetta col cielo

un animo quieto

uniforme,

sicuro.

La bellezza di un mare agitato

schiumoso,

ribollente

variegato

bianco,

argenteo,

verdastro,

bronzeo,

blu cobalto

un animo cangiante e incerto

combattuto,

tumultuoso,

instabile e prepotente

coraggioso

di continua lotta in divenire.

Se lo ritraggo

quale scelgo?

Se lo sogno

in quale nuoto?

E se mi ci tuffo

quale trovo?

(Tosca Pagliari – ottobre 2021).

FOTO IN BIANCO E NERO

Le foto in bianco e nero

ti lasciano il pensiero

della gamma dei colori

disciolti senza più memorie

bocche senza voce

carni senza odori.

Soltanto un’ombra di storie

che passa via veloce

senza più respiro

soltanto un tuffo al cuore

e un capogiro

al pensiero che tutto muore.

Tosca Pagliari ( ottobre 2021)

TUTTO SI SOVRAPPONE

Nei sovrapposti strati dell’anima

c’è una piaga ci pianti un fiore

c’è un lago di pianto alzi le vele.

Ma tanto poi chi la vede l’anima?

Nelle sovrapposte mimiche del viso

ti scola una lacrima la bevi in un sorriso.

Tutto si sovrappone e impili la vita

ne fai una torre di vedetta

e stai in allerta per il prossimo temporale.

Tosca Pagliari (ottobre 2021)

ASPETTANDO LUGLIO

Penso che l’autunno s’inoltra e l’inverno s’appresta. Fossi nata rondine avrei già migrato. Erano tutte qui sul balcone a svolazzare e a fare chiasso prima di andare via. Forse mi volevano invitare, ma io non posseggo le ali e mi toccherà attraversare il sessantaquattresimo inverno. Dovrei avere oramai imparato ad accettarlo ed invece sarà una lotta. Sarà un’attesa da qui al prossimo luglio, al prossimo mare.

SIAMO FOGLIE

Siamo foglie

e il  vento ci piglia.

Siamo foglie

figlie delle natura

non siamo i fogli

per la scrittura.

Siamo vegetali di famiglia

tutte insieme facciamo il fogliame.

Abbiamo colori di meraviglia

quando è autunno e l’albero si spoglia.

Siamo foglie

leggere come la paglia

di forme diverse abbiamo un bagaglio.

Di notte la rugiada ci veglia

e al mattino il sole ci abbaglia.

Siamo foglie

e a chi ci raccoglie

una ne posi con orgoglio

sul petto come medaglia.

( Tosca Pagliari – notte vigilia d’ottobre 2021)

Dedicata a tutti i bambini alle prese per scrivere bene GLI

2 ottobre FESTA DEI NONNI

Cari nonni,

oggi è la vostra festa

e mi passa per la testa

che è il giorno degli angeli,

anche voi lo siete

pur senza le ali.

Avete cresciuto mamma e papà

ma adesso eccovi qua

a ritornar bambini

in mezzo ai nipotini.

Che ogni mio sorriso

accenda una luce sul vostro viso

e se mi scappa una monelleria

che non sia grave

ma vi porti allegria.

I nonni e i nipoti

sono stati inventati

per unire il tempo presente

coi tempi passati,

per questo nonni siete

il mio mondo meraviglioso.

Vi faccio tanti auguri

col cuore di gioia radioso.

(Tosca Pagliari- La maestra- fine settembre 2021)

FATALISMO SETTEMBRINO

Ho imparato ad essere miope, a guardare il tempo solo oltre la punta del naso senza sforzarmi di focalizzare lontani orizzonti.

Ho imparato a non stare di vedetta per tutto quello che arriva da lontano perché tanto, quando sarà il momento e quel che era in viaggio avrà finito lo stesso col bussare alla porta avrà pure già cambiato forma.

Non sto più col collo lungo della giraffa, ma con la finta pigrizia e zampata ponderata del felino pronto al balzo solo quando sarà il momento.

Tanto non c’è fretta né anticipazione né precauzione che tenga perché quel che dovrà accadere accadrà.

Tosca Pagliari (Settembre 2021)