Segreto di mare

Mi dici mare che sbatti
bofonchi e sprizzi
contendi col vento
con schiuma di rabbia
Mare che cadi,
ti risollevi al cielo
t’arrotoli , spiaggi
impetuoso t’adagi
e ricominci la lotta.
Mi dici mare
quando tornerò
a trovarti calmo
specchio di cielo immoto,
mi dici mare
adesso
o poi
il segreto
di come si placa
lo spirito inquieto?
Tosca Pagliari ( che col mare ci parla).Settembre 2020

BUONA PASQUA BAMBINE E BAMBINI.

 

 

Buona Pasqua bambine e bambini. Buona Pasqua a voi che viaggerete lontani nel tempo futuro. E’ a voi tocca conservare memoria di questo tempo presente e farne tesoro da restituire a chi verrà dopo di voi.

Questa Pasqua 2020 arrivata a sorpresa, ancor prima che con le sorprese al profumo di cioccolato, vivetela felici. Ridete, giocate e poi, tutte le volte che volete, uscite con la fantasia. Andate dove vi pare, rincorrete i vostri sogni acciuffateli e fatene realtà futura.

Leggete e scrivete, non smettete mai d’imparare, vi servirà.

Pensate, non smettete mai di pensare e di ragionare per capire. Chiedete, informatevi, sfrenate la vostra naturale curiosità.

Poi un giorno racconterete come, pur nella semplicità della vostra giovinezza, avevate capito che tutti erano interconessi. Ma non perchè si aveva per le mani un PC, un tablet o uno smart phone. Al di là di ogni mezzo per umana natura  si era interconessi. Che da soli non ci si può bastare e quando si pensa ” Io ” è solo per ricordare “Noi”. Che per stare veramente bene bisogna stare tutti bene. Così nel vostro mondo nuovo, sicuramente migliore, perchè sarete più bravi, lo direte che c’è stato un tempo sbagliato lungo millenni. Un lunghissimo tempo in cui l’umanità ha avanzato senza imparare finchè ha compreso che il mondo è l’unica casa di tutti.

E la scoperta sarà stata vostra perchè avete mille prospettive per guardarvi intorno e  con la testa a terra e i piedi in aria sapete sentire il rumore dei nuovi semi che nasceranno e cavalcare cieli oltre le nuvole.

Buona Pasqua bambine e bambini, divertitevi, i giorni passeranno, adesso il tempo vi appare lento, ma poi prenderà la rincorsa e sarete grandi ancor prima di esservene accorti.

Siate lieti adesso e sempre. Buona Pasqua!

La maestra

 

L’ANNO CHE VERRA’

Ci siamo quasi al ventesimo compleanno del terzo millennio.

Di nuovo mi pare d’aver visto solo una continua avanzata tecnologica ad utilizzo individuale o collettivo. Una corsa verso la dematerializzazione di dati, immagini, incontri …

Un aggeggio in un palmo di una mano  a tutte le età e la comodità delle innumerevoli App che Appagano e Appannano il divenire dell’umanità.

Un cambiamento epocale, un mutamento, una nuova evoluzione o involuzione a seconda di come si guarda il mondo.

Quel che percepisco io, che vengo da un altro secolo e un altro millennio, è la progressiva scomparsa della necessità del contatto umano reale. Il nostro prossimo non è più necessariamente utile nell’immediatezza materiale perchè ben sostituito dai social, dai tutorial, dalle video chiamate. E’ pur vero che si azzerano le distanze, si condividono le esperienze, si recepiscono migliaia di informazioni in un clic, si facilitano innumerevoli situazioni, si semplifica l’esistenza di chi convive con vari handicap…

Ma indietro da questa ebrezza non si torna, non si saprebbe come fare, un annullamento di tutto ciò non lo sopporterei neanche io che al confronto sono una preistorica dell’era moderna.

La mia unica preoccupazione è che col tempo si giunga ad una condizione umana dove ognuno diventi una monade compiuta in se stessa.

Vengo da un tempo dove si assorbivano i racconti e le eperienze di chi ci stava accanto, dove necessitava l’aiuto, il consiglio della madre, della nonna, dell’amico/a, dei vicini di casa… Non si poteva fare a meno di incontrarsi per ridere o piangere, di riunirsi per cooperare…

Beh! Comunque oramai è così e chi vivrà vedrà il futuro che non riesco neanche ad immaginare, che di cose  che erano inimmaginabili al tempo della mia infanzia e della mia giovinezza ne ho già viste tante.

Quello che mi sgomenta è che, nonostante tutto questo inventare un altro mondo ed altri modi, permangano le stesse disgrazie dei tempi che furono: le ricchezze mal distribuite, le guerre sempre in atto, le malattie indebellabili, la delinquenza, lo sfruttamento, la cattiveria, l’invidia, la superficialità…

Tutto il male sfuggito dal famoso vaso di Pandora nessuna App riesce a neutralizzarlo.

E ancora ci sarebbe un mondo inquinato come non mai con tutti i dissesti ecologici che ci si ripercuotono contro.

E’ vero che andando avanti con l’età si diventa pessimisti ed apocalittici, ma mi piacerebbe tanto andare contro tendenza e pensare che, una volta presa coscienza di tanto spavento, l’umanità trovi un sano equilibrio verso un futuro sempre più perfettibile e che via via si riaggiusti ogni cosa.

Ci provo stasera a pensare così perchè ogni anno nuovo che arriva porta sempre la speranza del meglio. Se così non fosse che vivremmo a fare?

Buon 2020 a tutti quanti! Nell’anno che verrà, che ognuno trovi quel che cerca, che ognuno superi quel che non va, che ognuno cresca quel che ha già.

by Tosca Pagliari in attesa di eventi propizi – 29 dicembre 2019.

 

 

I FIGLI.

I figli escono con dolore dalla porta del corpo della madre.

E’ un dolore che si dimentica subito trasformandosi in amore.

Poi crescono, giorno dopo giorno, si viaggia insieme

nello stesso habitat.

Arriva il momento che tocca aprire un’altra porta.

Madre , i tuoi figli hanno radici fatte di carne della tua carne,

ma non sono tuoi

perchè hanno anche ali grandi fatte di sogni, di vento di futuro.

I figli devono uscire, volare via, volare in alto.

Devono ancora una volta uscire da te.

Stavolta è un dolore che non si dimentica,

ma che conforta.

e di cui ci si compiace:

se volano ce l’hanno fatta.

Ce l’hanno fatta e  tu insieme a loro.

(Tosca Pagliari, 22 agosto 2019)

 

Il postino e lo smartphone.

 

La meraviglia dell’odierna tecnologia è anche che in tempo reale ci si può collegare con tutti in tutto il mondo. Ci si può scrivere, parlare e anche … vedere!

Questo dovrebbe facilitare molto le relazioni sociali e affettive.

Per i nativi digitali è un fatto scontato utilizzare i diversi dispositi, le varie applicazioni e i numerosi vari social net work, per comunicare. Avere un partner e portare avanti una relazione amorosa è semplicissimo, è come tenerlo sempre in tasca insieme allo smartphone.

Eppure non molto tempo fa tutto questo non c’era e se ci ripenso oggi pare impossibile che la mia generazione sia riuscita comunque a comunicare  anche a distanza.

I bigliettini mandati col passa mano, notizie varie col passa parola, il fischio speciale di chi passava un attimo sotto il balcone. Immagino i giovani leggere tutto questo e sorridere come se si trattasse di un romanzetto rosa dell’Ottocento.

E poi c’era il postino! Lo vedevi da lontano e il cuore andava a mille. Si fermava davanti alla tua porta e  ti si fermava pure il cuore nel vedere estrarre la tipica busta dell’air mail contornata da striscette rosse e azzurre. Il postino era una sorta di eroe, di essere soprannaturale, qualcuno a cui veniva affidato il proprio destino. Non è un paradosso, perchè una lettera che si perdeva, che non arrivava, rischiava sì di cambiarti il destino.

Cari giovani e giovanissimi, dato che oggi è tutto più facile e immediato, che del postino non avete di che farvene ( tranne che non vi recapiti il pacchetto della merce ritirata on line) non date tutto per scontato.

Si dà più valore a ciò che si conquista con sacrificio e difficoltà, meno a ciò che è facilmente raggiungibile, facilmente rimpiazzabile.

Se penso alla mia giovinezza con un ipotetico smarphone, me la immagino completamente diversa e diverso pure il mio modo di essere. Invece avevo il postino, il telefono fisso, ma di più quello a gettoni e il tonfo di ognuno che andava giù mi dava un pugno allo stomaco.

A volte mi chiedo se sarei stata più felice ad avere quello che si ha oggi? Non mi so rispondere.

Di certo so che oggigiorno se manca la connessione Internet manca il fiato anche a me che respiravo a pieni polmoni alla vista del postino.