IL POTERE DELLA PAROLA

droopingly  

Richmond West

Che potere ha la parola! La parola racconta, ricorda, insegna, comanda, persuade, dissuade, spiega, confonde, interpreta, inventa, descrive, indica, conforta, aggredisce, loda, umilia, legifera, condanna, assolve, critica, decodifica, comunica, diventa letteratura e poesia e filosofia, forma pensieri che generano altre parole .
Come sarebbe l’umanità senza parole?

Silenzio. Solo silenzio e sguardi. Solo silenzio e colori. E musica al posto del silenzio. E numeri forse. Un linguaggio di numeri e schemi?
Parole nascono, parole muoiono, parole cambiano, parole figlie e madri di altre parole. Parole di tante lingue diverse. Si possono mai imparare tutte le parole del mondo, quelle che sono e quelle che furono?
E anche a saperle tutte capiremmo di più? Più parole più pensieri, più pensieri più capacità d’intendere. Forse.
Intanto se non avessi avuto le parole come giocherei, come mi farei compagnia?
“ Mi piace quando suono sui tasti le parole. Mi piace la musica del dire con le dita che giocano tra lettere e segni solleticando l’animo stupito.”
Mi piace anche stasera che è sera di ricordi, di pensieri, di tentativi di consolazione, di tentativi di spiegazione con tutte le parole conosciute.

DI NUOVO GENNAIO

Di nuovo gennaio, anno nuovo, nulla di nuovo. Solite pile di bollette da pagare. Perchè tutte con le scadenze a gennaio? Per ricordarci che la tredicesima era solo un prestito momentaneo da restituire, quattro e quattr’otto, il mese dopo.

Di nuovo gennaio, anno nuovo, nulla di nuovo. Soliti fattacci di cronaca. Perchè il mondo non è nuovo, ma sempre vecchio, sempre uguale e la Storia non insegna affatto.

Di nuovo gennaio, anno nuovo, nulla di nuovo. Solite incombenze burocratiche. Perchè sarà tutto anche nuovo e informatizzato, ma poi sempre di scartoffie si tratta anche se virtuali. E’ la parte peggiore del mio lavoro, catalogare in verifiche, numeri e giudizi quelle magnifiche, adorabile canagliette che ti sorridono tutte le mattine. E loro sì che sono nuove, creature in progress in cui riporre la speranza che siano migliori di noi e di tutti quelli prima di noi, che ce la facciano davvero a cambiare la Storia una buona volta.

Di nuovo gennaio, anno nuovo, nulla di nuovo. Solo un anno in più, un anno di vita in più. Non sarà tanto, ma neanche poco, la vita non è una garanzia per nessuno ed ogni passo avanti è un miracolo.

Di nuovo gennaio e poi febbraio … che cambia? E’ solo una misura dell’umano scandire. Ma come si fa a non cercare un senso in qualcosa che magari ce l’abbia?

 

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