POESIE IN DIALETTO SICILIANO sul tema dell’amicizia

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I DISCUSSI DI MO NANNU

N’JORNU MO NANNU MI VARDAU

E TUTTO SERIU MI CUNTAU:

-CU AVI N’AMICU AVI ‘N TRISORU!

IU  ARRISTAI CUNFUSU E PINSAI

CU TRISORU ERANU SULU TANTI COSI D’ORU

NO UNU CU CUI CI PASSI TEMPO ASSAI

CI JOCHI E TI SCIARRII,

FAI PACI E  ‘NSEMI CI TORNA FURRII.

 

MA MO NANNU CA MI SAPEVA COTTU E CRUDU

MO NANNU CA È ‘N CRISTIANU  TANTU SPERTU

MI CUNTINUAU A PARRARI  A CORI APERTU

SPIRANNU CA MI S’APRISSI U CIRIVEDDU.

 

ACCUSSI CUNTINNUAU:

-ARRIUODDITI CA CU TU VOLI MALI TI FA RIDIRI

E CU TI VOLI BENI TI FA CHIANCIRI

NON SEMPRI I COSI SU COMU TI PARUNU A TIA.

ARRIUODDITI CA CARCIRI, NICISSITÀ E MALATIA

SI VIDI U CORI D’AMICI!

IÙ ERA SEMPRI PIÙ CONFUSU

CA PERSUASU

E CI VULIA RISPUNNIRI: – MA CHI DICI!

 

PI EDUCAZIONI MI STETTI SODU

E PINSAI CA PRIMA O POI IN QUACCHI MODU

U SIGNIFICATU S’AVISSI FATTU CHIARU

ALLI VOTI ‘NTA TESTA MI S’ADDUMAVA ‘N FARU.

 

PASSAU TEMPO E ‘N JORNU

CA MI PAREVA DI STARI O NFERNU

MI TRUVAI  CU CORI  NIURO E L’OCCHI DI CHIANTU

PISTATI E VUNGHI TANTU.

CHE M’AVA CAPITATU CHI VU CUNTU A FARI

CA NON È CHISTU DI CUI VAIU A PARRARI.

 

VI CUNTO SULU CA QUANNU

U MUNNU ‘N CODDU MI STAVA CASCANNU,

QUANNU A TESTA N’AVIA CHIU UNNI NTAPPARI,

CI FU UNU CA MI DISSI: – NON TI SCANTARI

CA A MORTI SULU NON C’È RIPARU.

POI MI STUIAO L’OCCHI PARU PARU

MI VADDAU N’TA FACCI  E CUNTINNUAU A PARRARI:

NON TI SCANTARI,  U SAI CHI TI DICU

CI SOGNU IU CA CU TIA, SUGNU TO AMICU!

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FU TANNU

CA CAPII I DISCUSSI DI MO NANNU.

 

I discorsi di mio nonno.

Un giorno mio nonno mi guardò

e tutto serio mi raccontò:

-Chi ha un amico ha un tesoro!

Io rimasi confuso e pensai

che il tesoro  erano solo tanti oggetti d’oro

non uno con cui ci passi il tempo a lungo

ci giochi, ci litighi

fai pace e insieme ci continui ad andare in giro.

 

Ma mio nonno che mi conosceva cotto e crudo

mio nonno che è una persona tanto intelligente

mi continuò a parlare a cuore aperto

sperando che mi si aprisse il cervello.

 

Così continuò:

-Ricordati che chi ti vuole male ti fa ridere

e chi ti vuole bene ti fa piangere

non sempre le cose sono come ti sembrano.

Ricordati che in caso di carcere, necessità e malattia

si vede il cuore degli amici.

Io ero sempre più confuso

che persuaso

e gli volevo rispondere:-Ma che dici!

 

Per educazione rimasi zitto

e pensai che prima o poi in qualche modo

il significato si sarebbe fatto chiaro

alle volte in testa mi si sarebbe acceso un faro.

 

Passò del tempo e un giorno

che mi sembrava d’essere all’inferno

mi ritrovai col cuore nero e gli occhi di pianto

gonfi così.

Che cosa mi fosse capitato che ve lo racconto a fare

che non è di questo che vi devo parlare.

 

Vi racconto solo che quando

il mondo addosso mi stava cascando,

quando non avevo più dove andare a sbattere la testa,

ci fu uno che mi disse :-Non ti spaventare

che solo alla morte non c’è rimedio.

Poi mi asciugò gli occhi per bene

mi guardò in faccia e continuò a parlare:

-Non ti spaventare, lo sai che ti dico

ci sono qua io con te, sono tuo amico!

 

Fu allora

che compresi i discorsi di mio nonno.

 

 

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TUTTI O MUNNU AVISSIRO AVIRI N’AMICU

N’AMICU È COMU U VENTU

C’ARRIVA CCU NA CIUSCIATA E NTA MUMENTU

DO CORI STI SCIPPA OGNI LAMENTU.

 

N’AMICU È COMU U SULI A MATINATA

CA TI SPUNTA NTA L’ANIMA SCURIATA

E  SUBITU T’AGGHIORNA NA RISATA.

 

N’AMICO AVI ‘N CORI RANNI COMU U MARI

E N’TA DU MARI ANNEIA LE SCERRE AMARI

E TUTTI QUANTI LI TICHETTI CA CI POI FARI.

 

N’AMICU AVI OCCHI CA LEGGIUNU PINSERI

E NON CI POI AMMUCCIARI NÈ DISPIACIRI NÉ DISIDERI

NÉ COSI MUNSIGNARE NÈ COSI SINCERI.

 

N’AMICO SI PRESTA NTA OGNI SITUAZIUNI

E NON S’INVENTA SCAGIUNI

PI FARISI A LARGA DA QUESTIUNI.

 

N’AMICO È TALE E QUALI COME A TIA

PI CHISTU TI AVI ‘N SIMPATIA

N’AMICO È U TO SPECCHIO E U TO TISORU

TANTI VOTI  È CHIÙ DI ‘N FRATI O DI NA SORU.

 

 

TUTTI O  MUNNU AVISSIRO AVIRI N’AMICU

E TUTTI L’AMICI A MANU S’AVISSIRU A DARI

A MANU  A UNU A UNU STRITTA STRITTA

FORMANNU ‘N NASTRO UNICU

E FALLU SVINTULIARI

CU SUPRA STA FRASI SCRITTA:

“  INSEMI A STU MUNNU AMU A STARI

E  COSE BONE AVEMU A POTIRI FARI”.

 

 

 

Maggio 2017


TUTTI AL MONDO DOVREBBERO AVERE UN AMICO

 

Un amico è come il vento

che arriva come un soffio e  in un momento

 dal cuore ti strappa ogni lamento.

 

Un amico è come il sole in mattinata

che ti spunta nell’anima oscurata

e subito ti sorge una risata.

 

Un amico ha il cuore grande come il mare

e in quel mare annega le litigate amare

e tutti i dispetti che gli puoi fare.

 

Un amico ha occhi che leggono i pensieri

e non gli puoi nascondere né dispiaceri né desideri

ne cose bugiarde né cose vere.

 

Un amico si presta in ogni situazione

e non s’inventa scuse

per farsi alla larga dalla questione.

 

Un amico è tale e quale come te

per questo ti ha in simpatia

un amico è il tuo specchio e il tuo tesoro

a volte è più di un fratello o di una sorella.

 

Tutti al mondo dovrebbero avere un amico

e tutti gli amici la mano si dovrebbero dare

la mano ad uno ad uno stretta

formando un nastro unico

e farlo sventolare

con sopra questa frase scritta:

“Insieme a questo mondo dobbiamo stare

e cose buone dobbiamo poter fare”.

 

 

 

 

 

(La maestra).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

poesia per gli ULTIMI GIORNI DI SCUOLA

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Coraggio bambini e bambine

presto la scuola avrà fine,

vi aspettano giorni di sole

e in silenzio resteranno le aule.

Vi aspetta il mare turchese

coraggio all’estate manca meno di un mese!

Vi aspetta la fresca montagna

e nera di noia resterà la lavagna.

Vi aspettano corse a perdifiato

tra i rossi papaveri del prato,

il fischio dell’omino del gelato

e il filo al tuo polso legato

di un aquilone colorato.

Vi aspettano giorni di valigie e viaggi

alla scoperta di nuovi paesaggi.

Coraggio bambini e bambine

presto la scuola avrà fine

il tempo vola veloce

e l’estate vi chiamerà a piena voce.

(Tosca Pagliari, maggio 2017).

PARLANO LE MADRI PARLANO

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Parlano le madri parlano
trepidano le madri
s’affannano le madri.
Hanno battiti di cuore accelerati
e il respiro intenso.
Hanno l’allerta del segugio
il balzo della tigre
l’ala della chioccia.
Hanno un grembo che sgrava
e resta aperto per tutta la vita
giaciglio pronto per ogni debolezza
per ogni paura, per ogni tristezza.
In ognuna di loro
piange una donna
e combatte una guerriera.
Parlano le madri
hanno tutte le stesse parole
le stesse ansie
gli stessi sogni distesi
sui ponti lontani
del futuro.
Parlano le madri
e parlano i loro occhi
con luci d’orgoglio
apprensione e smarrimento.
Parlano le madri
con voce tremante
con senso di colpa
con voce decisa
con tono di difesa
con voce contenta
con tono di vanto
con voce perplessa
di domanda senza risposta.
Parlano le madri
parlano tutte le madri del mondo
parlano tutte la stessa lingua.

(Tosca Pagliari – dicembre 2015)

LA PAROLA MAMMA ( scritta per gli alunni per la festa della mamma)

MAMMA

Mamma è una parola antica

una parola amica.

Mamma è una parola precoce

che fa dolce la voce.

Mamma è una parola corta

ma che a lungo conforta.

Mamma è una parola grande

come un grembo

e piccola come un sussurro.

E’ come il sole in un cielo azzurro

che illumina la strada della vita

di gioia infinita.

Mamma è una parola tra le tante

ma è la più importante

che ci sia

e oggi che è la tua festa

mi batte nel cuore, mi frulla nella testa

per questo t’abbraccio forte mamma mia.

La maestra

(Tosca Pagliari- maggio 2017)

Altre poesie dedicate alla figura della mamma:

Le mamme del nuovo millennio

http://www.lefotosalvate.com/blog/le-mamme-del-nuovo-millennio/

Parlano le madri

http://www.lefotosalvate.com/blog/parlano-le-madri/

Madre

http://www.lefotosalvate.com/blog/madre/

IO SONO ( quando l’identità è fanciulla)

Mi serviva una poesia per un lavoro sull’identità con i miei alunni, siccome non l’ho trovata ho pensato di scriverla io. Poi si vedrà l’effetto su di loro, intanto eccola.

IO SONO

Io sono me

e un altro uguale non c’è

non lo trovi neanche a girare tutto il mondo

non lo trovi né in cielo né nel mare più profondo.

Io sono il mio viso

il mio sguardo, il mio sorriso.

Io sono i miei pensieri

e tutti i miei desideri.

Io sono le mie paure

i miei sogni e le mie avventure.

Io sono tutte le mie sconfitte e le mie vittorie

io sono una storia tra migliaia di storie.

Io sono la pace e la baruffa

 il mio silenzio e la mia smorfia buffa.

Io sono la quiete e la tempesta

sono io dai miei piedi alla mia testa.

Io sono il bambino che

adesso

guardo  riflesso

nello specchio e quello

ancor più bello

 che riconosco

nel mio animo nascosto

dove tutto il mio amore è riposto.

La maestra

PROPOSITI PER LA MIA TERRA (ecologia in rima)

terra fiorita

Non voglio più sporcare

le acque del mare

voglio acque trasparenti

e pesci lucenti.

Voglio aria pulita

e natura fiorita.

Non voglio più trovare

rifiuti sparsi ad inquinare

la Terra che è madre amorosa

e ci sfama senza posa.

Voglio campi di grano maturo

distese di sano futuro,

voglio sapore di frutta squisita

voglio mordere la vita.

(La maestra)

(Tosca Pagliari-marzo 2017).

TI SALUTO GUARDIANO DEL FARO

Copertina-208x300Ti saluto Raffaele Russo detto guardiano del faro. Ti sei meritato questo appellativo su questo blog molti anni fa. Forse continuerai a fare il guardiano del faro dalla tua nuova dimensione, voglio immaginare così. Ti ritroverò tra le parole delle tue poesie, in particolare nella tua ultima raccolta “Miscellanea” quando mi hai fatto l’onore di chiedere una mia introduzione al tuo libro. Non ti ho mai conosciuto di presenza, solo attraverso i tuoi scritti e questo mondo del web. Ti voglio salutare con una tua stessa poesia, qui nella sezione “poeticamente approdati” ce ne sono tante. La sceglierò e la scriverò qui.

Ecco ho scelto questa

FOGLIE GIALLE

Gialli di foglie volteggianti sciami
tingono il vento che viene dai monti,
dove s’addensano laggiù lontani
nembi d’Autunno, neri e profondi.

Sciamano a frotte oramai i pensieri,
mentre giunge nel cuore soffocante
un affollarsi denso di misteri
che con le foglie viene altalenante.

Quale dunque sarà l’ignota sorte
di nostra vita? Quale scenario
ci verrà aperto oltre le vaghe porte
dell’orizzonte e quale l’inventario?

Volan le foglie, gialle e indifferenti.
Quanto leggere scivolano via
lasciando i rami spogli, parimenti
a congetture di filosofia!

(Raffaele Russo).

Grazie Raffaele per i brani e le poesie che ci hai lasciato, sono una grande ricchezza.

Buon viaggio e che brilli la tua essenza nella nuova dimensione.

Ciao

Tosca Pagliari

 

 

 

http://www.lefotosalvate.com/blog/miscellanea-di-raffaele-russo/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AUTOINTERVISTA

Chi sono?

Non sono una scrittrice e neache una poetessa.

Sono una scrivente e una giocatrice di parole.

Sono fermamente convinta che l’opera debba precedere l’autore.

Gli scrittori e i poeti sono i grandi della letteratura antica, moderna e contemporanea almeno così ho imparato sui libri di scuola.

I contemporanei di oggigiorno sono diventati una massa indistinta o che si distingue a colpi di continue apparizioni  in tutti i salotti televisivi gestiti dai soliti noti, oppure che fanno i piazzisti, in lungo e in largo per la penisola, per le cosiddette “presentazioni”. Non c’è alcun fondamento logico, se non quello del divismo, dato che si deve prima assolutamente apparire per divulgare la propria opera  riducendola ad un mero prodotto commerciale.

Il tutto nasce dalle migliaia di case editrici sparse sul territorio dove purchè si paghi ogni prodotto è valido per essere contrassegnato dal cartellino editoriale. Le altre case editrici, anzi le poche che gestiscono il grosso del mercato, i colossi irraggiungibili, per modo di dire, perchè si lasciano, più o meno facilmente, raggiungere dai soliti noti, proprio queste non si degnano nemmeno di dare una valutazione agli anonimi. Espressa questa mia modesta opinione confermo che mai e poi mai potrei essere una scrittrice o una poetessa che dir si voglia.

Non mi piace apparire, il mio volto lo conosce solo chi nella vita reale s’incontra con me. Quel che scrivo non necessita minimamente di essere collegato alla mia immagine. Delle case editrici a pagamento, che mi tessono infinite lodi non so che farmene, visto il primo impatto dovuto ad assoluta inesperienza, quelle grandi saranno anche una chimera, ma ammesso che per qualche caso fortuito dovessero darmi retta io non reggerei i loro dettami. Degli agenti letterari, che sono alla ricerca del prodotto con ingredienti dosati ad hoc per ingolosire le masse come viene loro richiesto, ho  compreso che io non faccio per loro e loro non fanno per me.

Allora fermo restando che sono solo una scrivente e una giocatrice di parole, aggiungo che “scrivo perchè così respiro”. Vengo da un passato dove per tanto tempo ho scritto e poi strappato e gettato via o addirittura bruciato. In molti mi hanno convinta a tenere e a divulgare i miei scritti che magari anche qualcun altro poteva coglierne un alito. Così ho fatto e così ho appurato che c’è chi apprezza. Poi la tecnologia ha fatto il resto e  adesso ci sono tanti altri modi di divulgare spassionatamente.

Mi firmo con uno pseudonimo perchè è stato un po’ un gioco affettivo. Tosca perchè mi è cara l’origine toscana, Pagliari per il nome di un quartiere di un paesino siciliano perchè mi è cara anche quest’origine ( in verità avrei dovuto scrivere Pagliara, ma ho preferito Pagliari perchè gli originari cognomi toscani finiscono in “i” e così come l’ho aperto il cerchio l’ho richiuso).

Quindi al di là di un nome e di un volto quel che conta è solo la sostanza. Scrivo per me e se a qualcuno può piacere che ben si accomodi nel mio cerchio.

Non sono nè timida, nè orrida, nè snob, nè frustrata nè qualsiasi altro appellativo la fantasia  possa  a qualcuno suggerire  in merito al mio modo di gestire questa cosa. A qualcun altro sembrerò una che vuol fare il grillo parlante? Può darsi, ma vi assicuro che non ho grilli per la testa. Invece un lavoro che mi dà da vivere ce l’ho già e, nonostante la fatica e le giornate più o meno difficili, mi piace tantissimo; tra tutti i lavori che avrei potuto fare è proprio quello che mi è più congeniale, sono stata molto fortunata anche se ho dovuto lottare a lungo per ottenerlo.

Per tutto il resto sono Tosca Pagliari per scelta, scrivente e giocatrice di parole per respirare.

Perchè ho voluto scrivere tutto questo? Per far conoscere il mio pensiero a chi si avvicina ai miei scritti e poi perchè così … ho preso un altro po’ di fiato.

Buona domenica a tutti.

 

 

NON PENSO

 

NON PENSO PENSIERI LOGICI
PENSIERI IN FILA.
NON PENSO.
HO PERSO IL SENSO.
ERO IN GIRO NELLA GRANDE RETE
CERCAVO CANZONI
PENSIERI DI PACE
E DI AMICI
PER BIMBI FELICI.
HO TROVATO OCCHI APERTI
IMPIETRITI
E LA BOCCA DI GRIDO INCAPACE
DI BIMBI AGGREDITI.
BIMBI INERMI E INESPERTI
OCCHI VITREI
COL FERMO IMMAGINE
DI STUPORE TRAGICO.
E DOMANI CHE DICO
AI MIEI BIMBI CON GLI OCCHI FELICI
CON GLI OCCHI CURIOSI?
CHE CANZONE GLI PORTO
PER NON RENDERLI D’AMORE DUBBIOSI
E PER NON FARE A NESSUNO TORTO?
IN CHE SPECCHIO LI LASCIO GUARDARE?
CANZONI INNOCENTI
SORRISI CONTENTI
PENSIERI OTTIMISTI
SPERANDO CHE IL MONDO S’AGGIUSTI
ANCOR PRIMA CHE POSSAN CAPIRE
L’INGANNO CHE S’È DOVUTO IMBASTIRE
PER LASCIAR LORO ANCORA  NEGLI OCCHI

SCINTILLE

DI STELLE

LEGATE COI FIOCCHI.

(Tosca Pagliari, 5 aprile 2017).