TI SALUTO GUARDIANO DEL FARO

Copertina-208x300Ti saluto Raffaele Russo detto guardiano del faro. Ti sei meritato questo appellativo su questo blog molti anni fa. Forse continuerai a fare il guardiano del faro dalla tua nuova dimensione, voglio immaginare così. Ti ritroverò tra le parole delle tue poesie, in particolare nella tua ultima raccolta “Miscellanea” quando mi hai fatto l’onore di chiedere una mia introduzione al tuo libro. Non ti ho mai conosciuto di presenza, solo attraverso i tuoi scritti e questo mondo del web. Ti voglio salutare con una tua stessa poesia, qui nella sezione “poeticamente approdati” ce ne sono tante. La sceglierò e la scriverò qui.

Ecco ho scelto questa

FOGLIE GIALLE

Gialli di foglie volteggianti sciami
tingono il vento che viene dai monti,
dove s’addensano laggiù lontani
nembi d’Autunno, neri e profondi.

Sciamano a frotte oramai i pensieri,
mentre giunge nel cuore soffocante
un affollarsi denso di misteri
che con le foglie viene altalenante.

Quale dunque sarà l’ignota sorte
di nostra vita? Quale scenario
ci verrà aperto oltre le vaghe porte
dell’orizzonte e quale l’inventario?

Volan le foglie, gialle e indifferenti.
Quanto leggere scivolano via
lasciando i rami spogli, parimenti
a congetture di filosofia!

(Raffaele Russo).

Grazie Raffaele per i brani e le poesie che ci hai lasciato, sono una grande ricchezza.

Buon viaggio e che brilli la tua essenza nella nuova dimensione.

Ciao

Tosca Pagliari

 

 

 

http://www.lefotosalvate.com/blog/miscellanea-di-raffaele-russo/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AUTOINTERVISTA

Chi sono?

Non sono una scrittrice e neache una poetessa.

Sono una scrivente e una giocatrice di parole.

Sono fermamente convinta che l’opera debba precedere l’autore.

Gli scrittori e i poeti sono i grandi della letteratura antica, moderna e contemporanea almeno così ho imparato sui libri di scuola.

I contemporanei di oggigiorno sono diventati una massa indistinta o che si distingue a colpi di continue apparizioni  in tutti i salotti televisivi gestiti dai soliti noti, oppure che fanno i piazzisti, in lungo e in largo per la penisola, per le cosiddette “presentazioni”. Non c’è alcun fondamento logico, se non quello del divismo, dato che si deve prima assolutamente apparire per divulgare la propria opera  riducendola ad un mero prodotto commerciale.

Il tutto nasce dalle migliaia di case editrici sparse sul territorio dove purchè si paghi ogni prodotto è valido per essere contrassegnato dal cartellino editoriale. Le altre case editrici, anzi le poche che gestiscono il grosso del mercato, i colossi irraggiungibili, per modo di dire, perchè si lasciano, più o meno facilmente, raggiungere dai soliti noti, proprio queste non si degnano nemmeno di dare una valutazione agli anonimi. Espressa questa mia modesta opinione confermo che mai e poi mai potrei essere una scrittrice o una poetessa che dir si voglia.

Non mi piace apparire, il mio volto lo conosce solo chi nella vita reale s’incontra con me. Quel che scrivo non necessita minimamente di essere collegato alla mia immagine. Delle case editrici a pagamento, che mi tessono infinite lodi non so che farmene, visto il primo impatto dovuto ad assoluta inesperienza, quelle grandi saranno anche una chimera, ma ammesso che per qualche caso fortuito dovessero darmi retta io non reggerei i loro dettami. Degli agenti letterari, che sono alla ricerca del prodotto con ingredienti dosati ad hoc per ingolosire le masse come viene loro richiesto, ho  compreso che io non faccio per loro e loro non fanno per me.

Allora fermo restando che sono solo una scrivente e una giocatrice di parole, aggiungo che “scrivo perchè così respiro”. Vengo da un passato dove per tanto tempo ho scritto e poi strappato e gettato via o addirittura bruciato. In molti mi hanno convinta a tenere e a divulgare i miei scritti che magari anche qualcun altro poteva coglierne un alito. Così ho fatto e così ho appurato che c’è chi apprezza. Poi la tecnologia ha fatto il resto e  adesso ci sono tanti altri modi di divulgare spassionatamente.

Mi firmo con uno pseudonimo perchè è stato un po’ un gioco affettivo. Tosca perchè mi è cara l’origine toscana, Pagliari per il nome di un quartiere di un paesino siciliano perchè mi è cara anche quest’origine ( in verità avrei dovuto scrivere Pagliara, ma ho preferito Pagliari perchè gli originari cognomi toscani finiscono in “i” e così come l’ho aperto il cerchio l’ho richiuso).

Quindi al di là di un nome e di un volto quel che conta è solo la sostanza. Scrivo per me e se a qualcuno può piacere che ben si accomodi nel mio cerchio.

Non sono nè timida, nè orrida, nè snob, nè frustrata nè qualsiasi altro appellativo la fantasia  possa  a qualcuno suggerire  in merito al mio modo di gestire questa cosa. A qualcun altro sembrerò una che vuol fare il grillo parlante? Può darsi, ma vi assicuro che non ho grilli per la testa. Invece un lavoro che mi dà da vivere ce l’ho già e, nonostante la fatica e le giornate più o meno difficili, mi piace tantissimo; tra tutti i lavori che avrei potuto fare è proprio quello che mi è più congeniale, sono stata molto fortunata anche se ho dovuto lottare a lungo per ottenerlo.

Per tutto il resto sono Tosca Pagliari per scelta, scrivente e giocatrice di parole per respirare.

Perchè ho voluto scrivere tutto questo? Per far conoscere il mio pensiero a chi si avvicina ai miei scritti e poi perchè così … ho preso un altro po’ di fiato.

Buona domenica a tutti.

 

 

NON PENSO

 

NON PENSO PENSIERI LOGICI
PENSIERI IN FILA.
NON PENSO.
HO PERSO IL SENSO.
ERO IN GIRO NELLA GRANDE RETE
CERCAVO CANZONI
PENSIERI DI PACE
E DI AMICI
PER BIMBI FELICI.
HO TROVATO OCCHI APERTI
IMPIETRITI
E LA BOCCA DI GRIDO INCAPACE
DI BIMBI AGGREDITI.
BIMBI INERMI E INESPERTI
OCCHI VITREI
COL FERMO IMMAGINE
DI STUPORE TRAGICO.
E DOMANI CHE DICO
AI MIEI BIMBI CON GLI OCCHI FELICI
CON GLI OCCHI CURIOSI?
CHE CANZONE GLI PORTO
PER NON RENDERLI D’AMORE DUBBIOSI
E PER NON FARE A NESSUNO TORTO?
IN CHE SPECCHIO LI LASCIO GUARDARE?
CANZONI INNOCENTI
SORRISI CONTENTI
PENSIERI OTTIMISTI
SPERANDO CHE IL MONDO S’AGGIUSTI
ANCOR PRIMA CHE POSSAN CAPIRE
L’INGANNO CHE S’È DOVUTO IMBASTIRE
PER LASCIAR LORO ANCORA  NEGLI OCCHI

SCINTILLE

DI STELLE

LEGATE COI FIOCCHI.

(Tosca Pagliari, 5 aprile 2017).