Fotografie sotto l’albero

L’immagine che ferma il tempo, rende tangibile un ricordo, racconta in silenzio di sembianze, luoghi, consuetudini, affetti. Quel che può una fotografia dal documento storico ai sentimenti più profondi non è paragonabile a null’altro, neanche al filmato nei generi più moderni. Il filmato scorre, è sì dinamico, ma non lascia quel tempo d’indugiare durante il quale mente e cuore seguono un loro corso, non lascia il contatto corporeo di rigirare l’immagini tra le mani quasi a sentire tutto il possesso di quel che è già passato.

L’immagine che diventa arte in un click, cogliendo la giusta inquadratura, la luce adatta, i colori più suggestivi, i soggetti più vari.

L’immagine che diventa denuncia, propaganda, emblema, clamore, mito, cartolina …
Quanto ancora può l’incanto di una fotografia da dagherrottipo al digitale? Se mettessimo in un cesto sotto l’albero di Natale quelle più importanti, più belle, più significative sarebbe davvero un Natale diverso?

88 thoughts on “Fotografie sotto l’albero

  1. Il tema natalizio puntualmente è ritornato (è un “frutto di stagione”), questa volta proponendo una riflessione sull’immagine fotografica.
    Probabilmente da qualche parte avrò foto “natalizie”, con tavole imbandite, sorrisi e tanti regali sotto l’albero. Vi dirò che istintivamente preferisco guardare “mentalmente” queste foto. L’immagine mentale, la rievocazione nel ricordo, non ne sbiadiscono i colori e mantengono inalterato il profumo di quelle festività lontane ormai.

    Sto rileggendo in questi giorni, prima di addormentarmi, il “Canto di Natale” del Dickens. Questo piccolo aureo libro è un po’ come un album di fotografie. Alcune particolarmente in evidenza, altre un po’ più nascoste vengono riscoperte da una lettura centellinata, in quello stato di coscienza alterato, ma produttivo, che si trova ai margini del sonno.

    Natale è sempre Natale, nel ricordo, nell’aspettativa, nella delusione e nella speranza. E’ una porta sull’ “altrove”, sul mistero della vita che talvolta diventa più importante della stessa vita, della stessa quotidianità. Il dono natalizio significa dono di luce, di vita, di rinascita. Nel culmine dell’Inverno, nelle tenebre più fitte s’accende una luce e la parabola del sole inizia impercettibilmente a risalire. E’ un mistero così connaturato nello spirito umano che ha preceduto la stessa rielaborazione cristiana.

    L’idea di una luce non statica, ma capace di percorrere un ciclo, come quello stagionale del sole, è molto importante quando si parla d’immagine, anche fotografica. L’immagine “fissa” , blocca e interpreta il flusso del divenire riducendolo ad un fotogramma. E’ l’operazione dell’ “immaginario”, per quanto curata, creativa e artistica, pur sempre caduca. L’immagine vive attraverso il riconoscimento dell’altro, dell’osservatore. Diversamente sarebbe un cartoncino dimenticato in un vecchio album, un file jpg tra gli innumerevoli archiviati, un quadro che rimane al buio quando le luci della pinacoteca vengono spente nell’orario di chiusura.

    Natale è anche tempo d’immagini e d’immaginario. Ne siamo letteralmente sommersi. Ma è così difficile liberarsi da tutte queste luci fittizie e cogliere la luce vera, quella che non illude, non tradisce e non si spegne come le lampadine alla fine delle festività!

    Mi auguro e vi auguro di scattare tante belle foto natalizie con la fotocamera dello spirito che, naturalmente non si trova in vendita in un megastore, ma va cercata nel mistero della nostra vita dove noi vediamo la realtà “per speculum in aenigmate”.
    Buon inizio di Dicembre.

  2. FOTOGRAFANDO

    Forse illusione
    O forse tentativo.
    Tale desiderio
    Ogni volta rinnova
    Giusto l’intento,
    Rinnova il sogno
    Antico di strappare
    Forse alle grinfie
    Implacabili del tempo
    Amati ricordi di vita.

  3. Dicembre qui è arrivato strano, meravigliosamente strano: fa quasi caldo. E’ tiepido come una primavera ben avviata con grande riconoscenza da parte delle mie ossa. Non oso chiedere che duri a lungo perchè non so che squilibri naturali provocherebbe un’anomalia del genere, però finchè c’è mi piace.

    Come canzone della buonanotte vi lascio questa:

    A domani

  4. Anche qui oggi c’è il sole,ma il freddo è pungente. L’Autunno inoltrato ha già indossato l’abito invernale.

  5. Buona sera a tutti, come state? Io sto bene anche se sopraffatta da mille impegni. Mi sono affacciata su questo posto di relax ed ho visto un bell’albero…che strano… è già Natale, ma a me sembra stia arrivando l’estate… ho voglia d’inverno, di neve, di bianco…forse solo così potrò sentire che è natale, con tutta la sua magica atmosfera. Dappertutto si vedono luci, alberi…ma stranamenteandiamo in giro senza cappotti, non mettiamo le maniche corte perchè siamo a dicembre. Ho fatto una riflessione, di come i vecchi proverbi non siano più validi, infatti il detto siciliano:”dopu i morti a nivi arredu i porti” (dopo la commemorazione dei defunti c’è la neve dietro le porte)mi fa solo sorridere e rimpiangere i vecchi inverni, belli freschini, che ci costringeva a stare a casa, a giocare a tombola con il camino acceso.
    Che nostalgia!!!

  6. Qui la temperatura è rigida, cara Daniela, e siamo a rischio di neve anche in pianura. Io spero proprio che non accada perché, a parte le suggestioni estetico-natalizie, per la circolazione è una gran scocciatura, lasciamelo dire.
    Ma ci pensate? Siamo quasi agli “antipodi” dell’estate e andiamo verso i giorni con le ore di luce più scarse dell’anno. E mentre il buio incombe già sono accese le luminarie natalizie in città e non solo.
    Vi lascio un clip video tratto dal meraviglioso Disney’s “A Christmas Carol” http://www.youtube.com/watch?v=C3mIPJ4Qxbo&feature=channel

  7. Cara Daniela, ecco perchè oggi fa freddino, perchè un po’ per uno la natura accontenta tutti.
    Bella la canzone che hai inviato e anche il video che ha messo Raffaele è molto piacevole.
    Quest’anno, a parte l’albero sul blog a casa non ho ancora preparato nulla. Sto pensando ad un Natale contro tendenza, ma ci penso solo perchè alla fine qualcosa la tirerò fuori, forse anche domani. A scuola c’è un gran da fare in questo periodo, sarà per questo che poi a casa non ho più voglia di maneggiare addobbi. Comunque lasciatemelo dire le feste di Natale così come sono mi stressano: gli acquisti, i cenoni, il carosello di ninnoli per casa … mah! sto diventando una vecchia acida o è solo la stanchezza di stasera? Speriamo bene.

    http://www.mymovies.it/trailer/?id=35502

    Buona serata.

  8. Sono considerazioni, Tosca, che si ripetono – se noti – ogni anno in prossimità del Natale da parte degli “ex-bambini”,dicasi “adulti”.
    Eppure dietro la pesante cortina della stanchezza, della delusione, del disincanto anche noi ex-bambini continuiamo ad avvertire l’aleggiare dello spirito natalizio. Ed è un po’ come se ancora ci aspettassimo una sorpresa, un regalo e magari un piccolo miracolo.
    Perché no? A Natale è lecito desiderare, sognare e aspettare. Auguriamoci di non smettere mai di farlo, e non solo a Natale. Buona notte.

  9. FOTO AUGURALE

    Finché saranno vivi i desideri
    Ogni speranza resterà vitale.
    Tutti gli auguri siano sinceri
    Ogni persona ritrovi il suo Natale.

  10. Raffaele, sempre meglio i tuoi acrostici, hai pensato di pubblicarli? Io intanto continuo la raccolta.
    In quanto a me vado a dormire con un’idea e mi alzo con un’altra. Stamattina la prima cosa che ho fatto è stata quella di presisporre gli addobbi natalizi: albero, presepe, ninnoli vari in giro. Adesso che guardo tutto mi rendo conto che è trascorso un altro anno, magari più che dal Natale volevo fuggire dal tempo, chissà che combinano mente e animo messi insieme a tutti gli eventi della vita. Quest’anno ho preparato tutto in una maniera un po’ speciale, o forse lo avevo già fatto, ma solo oggi ne ho preso consapevolezza. Ogni gesto, ogni pallina, ogni fiocchetto, ogni luce, ogni pastore … ho avuto un pensiero per qualcuno, qualcuno che ancora fortunatamente c’è, qualcuno che è scomparso. Così non mi sono neanche accorta delle ore che passavano, dei movimenti che facevo, dello scenario natalizio che prendeva forma. E’ stato tutto così tranquillo, intenso, quasi magico. Forse è questo il Natale, lasciare che oggetti simbolo si trasformino in sentimenti.
    Buona domenica.

  11. Sì, si sente l’atmosfera natalizia, ho messo i pacchetti sotto l’albero e ho fatto provare la recita ai bambini: un pandemonio, speriamo bene.
    Raffael, bello come sempre l’acrostico, la fotografia ed anche il video. La fotografia mi trasmette una sensazione irreale, come di una città sospesa nello spazio notturno.
    In giro ci sono tante luci di natale, alcune delizione, altre allegre, altre ancora esagerate. Quest’anno imperversa un nuovo modello: giochi di luci virtuali proiettati su alberi e sulle pareti delle case. Gli alberi luccicano deliziosi come se fossero ornati da tanti lumini veri a luce intermittente, ma l’effetto sulle pareti delle case è da discoteca. Più natali passano e più tutto diventa ampolloso, fuori, dentro non si sa.

    Poi ci sono le luci creative, d’effetto veramente.

    http://www.creativegrandieventi.com/grandi-proiezioni-di-natale_2125943.html

    Buona serata e domani buona vacanza

  12. Ciao a tutta la classe 🙂 🙂 ,
    oggi come da tradizione, ho preparato l’albero, quest’anno ho voluto un albero adornato in modo minimalista, ha solo un bel gioco di luci, e stasera esploderà in tutto il suo sfavillante luccichìo. Quest’anno sarà un Natale all’insegna della semplicità ma ricco di tante speranze e buoni propositi.
    Buona festa dell’8 dicembre a tutti…auguri a chi festeggia l’onomastico.

  13. Che tenero il coro dei gatti! E’ sempre un piacere ritrovarti, cara Daniela. Oggi qui c’è una bella giornata di sole, il cielo è azzurro, sembra primavera ed io mi ristoro.
    Che sia un giorno lieto per tutti.

  14. Molto bello il repertorio di luci natalizie,Tosca. Divertenti i gatti canterini, Daniela. Oggi a Faenza abbiamo la tradizionale festa dell’Immacolata Concezione, con tante bancarelle di venditori di torrone artigianale e non solo. Al mattino, per evitare la calca e le difficoltà di parcheggio, mi muovo sempre molto presto all’aurora, in bici da casa mia fino in centro. Il freddo non è male, ma l’atmosfera è davvero suggestiva. Vi lascio una foto: http://www.panoramio.com/photo/44754378

  15. Ciao Raffaele, stavamo interagendo su questo blog, mentre io inserivo un video nel mio post, tu stavi inviando quanto sopra ed io lo scopro solo adesso. Invitanti i mercatini e l’atmosfera natalizia. Pomeriggio conto di fare un giro anch’io da qualche parte, non so ancora dove.
    Buon proseguimento di giornata.

  16. Tutto bene, Daniela.
    Cliccando sull’interrogativo compare “Error 404 – Not Found”. Evidentemente l’albero è stato rimosso. Bisognerà sostituirlo.
    Buona serata.

  17. Quest’albero è davvero più bello del precedente, Tosca. Hai verificato se è free oppure no? Magari l’altro aveva qualche copyright o limitazione d’uso. L’importante comunque è avere un alberello nuovo. Come si dice? Morto un papa se ne fa un altro.

    Buona l’idea di far un albero di Natale con le bottiglie di birra. E pensare che tanti imbecilli bevono birra e poi lasciano le bottiglie per strada o nei giardini.

    Il video è senz’infamia e senza lode. L’immagine fissa lo rende un po’ pesante, almeno a parer mio.
    Buona notte

  18. Fuga dalle feste: guida al Natale per sociopatici

    Il luoghi da evitare nel periodo natalizio

    Da quando esiste, l’uomo si è caratterizzato come animale sociale, a nessuno infatti piace fare l’eremita sulla montagna (nemmeno ai solitari). Da sempre viviamo raggruppati in villaggi, che nel corso del tempo si sono trasformati in paesi, città, metropoli. Oggi, nell’attuale società di massa occidentale, c’è un problema non più trascurabile che s’impone alla nostra attenzione con grande urgenza: come possiamo evitare le enormi resse natalizie?

    Non c’è bisogno di essere agorafobici per sentirsi toccati dalla questione, che ormai riguarda tutti, non solo chi vive nelle città. Le strade, nella settimana che precede e conduce al 25, sono diventate una trincea immobile, nelle zone pedonali ricche di negozi si accalcano persone su persone a formare un indistinguibile muro umano e perfino nei supermercati le code sono interminabili e il cibo arriva a scarseggiare… ma che altro fare quando arriva questo momento dell’anno?

    Alcuni di noi hanno risolto la cosa generando un’allergia per la festa invernale per eccellenza e cercano riparo in paesi lontani dalla cristianità. Altri invece preferiscono passare gli ultimi giorni dell’anno in luoghi caldi e soleggiati, lontani dal tipico immaginario tutto neve e addobbi. Altri ancora si chiudono in casa, si danno malati e non aprono la porta a nessuno, negandosi al mondo.

    Se non appartenete a nessuna di queste categorie o proprio non riuscite a dimenticare il legame con il resto del cosiddetto mondo “normale”, ma continuate a essere convinti che le feste siano un pazzo e illogico coacervo di caos e confusione, tutto quello che potete fare è seguire la nostra piccola guida (e sperare che questi giorni passino presto).

    Innanzitutto, se potete, fate i vostri acquisti natalizi entro la prima decade di dicembre. Da quel momento in poi, infatti, inizia a circolare una figura altrimenti improbabile nel resto dell’anno (al di fuori del periodo dei saldi) denominata homo commercialis.
    Gli individui di detta razza, indistintamente maschi o femmine, usano infatti ritrovarsi nelle zone commerciali, attirati gli uni dagli altri come pezzi di ferro da un’enorme e potentissima calamita. Non avrete difficoltà a vederne a frotte in quei luoghi chiamati centri commerciali, loro territorio di caccia prediletto, dove potrete osservarne il comportamento insensato, nervoso e isterico. Se avrete la curiosità di guardare da vicino potrete vederli girovagare nei parcheggi alla guida delle loro auto per ore in cerca di un posto, oppure entrare e uscire furiosamente di negozio in negozio, calpestando i loro simili in una furia che non ha eguali in natura.

    Altro luogo da evitare soprattutto nei giorni cruciali delle feste natalizie, sono i cinema. In quelle che durante l’anno sono grandi sale scarsamente popolate dove si usa godere di un prodotto culturale, si consuma uno dei più grandi delitti della storia umana: il cinepanettone.

    Se il coraggio non vi difetta, potete tentare di entrare in uno di questi cinematografi. Già dall’ingresso potete capire che c’è qualcosa di anomalo, non notate la solita desolazione, al contrario c’è gente, molta gente. Se durante l’anno camminando nell’atrio potete sentire il rumore dei vostri passi riecheggiare, sotto Natale non riuscirete nemmeno a sentire cosa pensate, tanto i vostri pensieri sono sovrastati dalle chiacchiere delle persone che vi circondano stritolandovi in un flusso di andirivieni, tra chi esce e chi entra.

    I cassieri si trasformano in figure mitologiche, che non difficilmente si riuscirà a vedere di persona tanto diventano irraggiungibili. E se vi è dato la ventura di ottenere un biglietto (non entrando nel merito della posizione assegnata) dovrete allora chiamare a voi tutte le vostre energie e la vostra pazienza. Potete essere certi infatti che non avrete alcuna possibilità di vedere il film, ma piuttosto assisterete a una sequenza di battute e discorsi tanto fuori luogo quanto strillati, accompagnati dal costante rumore di mascelle in azione, intente a sgranocchiare quintali di pop corn e patatine.

    Allo stesso modo, vi consigliamo caldamente di tenervi lontano da tutte quelle zone del pianeta in cui durante il resto dell’anno è possibile fare sci. In questa stagione, infatti, le masse sembrano subire l’irresistibile fascino della neve e accorrono, riempiendo le valli come fiumi in piena. Se non volete spendere una buona porzione del vostro sudato stipendio per ritrovarvi ad attendere l’esito di una infinita fila semplicemente per prendere uno skilift, o se più prendere parte a una sorta di slalom gigante con persone al posto dei paletti, vi fa temere per la vostra incolumità, lasciate perdere la montagna. Non che trovare posto in albergo giù a valle possa essere considerate impresa meno temeraria, vista la difficoltà di reperire anche solo una poltrona per appisolarsi per non parlare delle irraggiungibili e improbabili tariffe.

    Insomma, siamo sicuri, che desistere dal partecipare a queste affollate maratone di resistenza umana renderà sicuramente il vostro Natale e il vostro umore molto più appropriati alla ricorrenza della nascita di Gesù.

    http://it.speciali.lifestyle.yahoo.com

  19. Daniela, è interessante, simpatico e fa riflettere l’articolo che hai inviato.
    Raffaele, sono contenta che quest’albero ti piaccia più del precedente.
    Ho da proporvi questo video e vi auguro una buona e rilassante serata: domani è domenica

  20. Stamane al risveglio i prati del parco di fronte a casa mia erano tutti bianchi di…

    Bentornato gelo.
    Rinnovi l’aria
    Intorno a noi.
    Nelle ventate
    Annunci l’Inverno.

    Buona domenica!

  21. Ben lontana dai miei luoghi
    Rimani nei ricordi
    Indelebili di altri paesaggi
    Nordiche esperienze
    Ancora vive in me.

    Qui fino a tre giorni fa si sentivano cantare i grilli. Ci sono stati un bel po’ di giorni che la stagione sembrava impazzita, una corsa all’indietro per recuperare l’estate. Poi è arrivato il vento gelido. Oggi pare abbastanza mite. Le mie ossa registrano gli eventi con grade fatica d’adattamento.

    Buona domenica anche da parte mia.

  22. Molto suggestivo, quasi miracoloso, dev’essere stato il canto dei grilli in dicembre! Hai lasciato una suggestione incredibile con questo dettaglio, potente come una ventata esotica, come quando la sabbia del Sahara portata dalle perturbazioni ad alta quota cade con la pioggia fin nelle nostre regioni settentrionali e tinge tutto di giallo. Potrebbe essere il titolo e l’ispirazione di un libro, Tosca.

  23. Sì, davvero un bel titolo: “I grilli che cantavano d’inverno”. Adesso però bisogna trovare la trama e poi il tempo di scrivere la trama. Un passo alla volta. Intanto Buonanotte, domani si torna al lavoro.

  24. Ciao gente, ho letto i vostri post e il titolo del libro è davvero carino, stuzzica la fantasia… sapete cosa mi è venuto in mente? Perchè non proviamo a scrivere insieme qualcosa?
    Ci vuole qualcuno che inizi e dopo gli altri continueranno la storia. Cosa ne pensate? … è un’idea stana…. chissà…sarei curiosa di sperimentare insieme a “due grandi” come voi.

  25. Un’idea non nuova e neppure tanto strana,Daniela. E’ una specie di gioco che un po’ rimanda anche alle Favole di Luisa Düss, un classico test proiettivo per bambini dove si propongono dieci racconti da completare. L’idea è divertente, ma oltre la dimensione ludica, dovremmo realizzare qualcosa di omogeneo dal punto di vista letterario. Probabilmente l’idea sarebbe più indicata per un piccolo libro di poesie,ma rimango aperto alle vostre proposte. Buona giornata.

  26. Idea fantastica! Ma chi comincia e da dove si comincia? Più che un libro di poesie mi piacerebbe una storia vera e propria. Certo lo stile letterario sarebbe piuttosto ibrido dato che ognuno ha il suo, ma forse in questo starebbe l’innovazione. S’è mai letto qualcosa scritto da tre persone?
    Tanto che ci costa provarci. Quel che viene viene, se è interessante si vedrà, altrimenti ci saremo solo divertiti. Via via che il racconto prenderà forma lo metterò sulla home page così avremo il tutto sempre sott’occhio.

    “Pinocchio aveva un grillo parlante, Alessia aveva i grilli per la testa, a stare a sentire sua madre, ma solo in pochi avevano sentito cantare i grilli d’inverno …”

    Buona continuazione e se avete un altro incipit mettetelo pure. Sarà il libro più matto del 2011! Raffaele, se preferisci la raccolta di poesie, facciamo pure quella.

  27. Volevo dire: mettere il punto interrogativo (non poter correggere il proprio testo direttamente è un bel problema!)

    Riporto la parte riveduta e corretta (quindi puoi cancellare i precedenti due commenti):

    ^^^^^^^^^^^^

    “…e quei pochi avevano ogni volta concluso di stare certamente sognando. Quando mai i grilli cantano nelle gelide serate invernali?
    Non era stata forse la nostalgia della bella stagione a generare un fantastico sogno ad occhi aperti, ad ingannare l’udito, a far sobbalzare di meraviglia il cuore e la fantasia?
    Tali erano i pensieri del vecchio…”

    ^^^^^^^^^^^^

    Buona giornata

  28. “…ortolano che in una fredda notte di Dicembre, mentre chiudeva la porta del proprio casolare accanto all’argine del fiume, ebbe l’impressione di sentir giungere dall’oscurità della campagna un flebile canto di grilli. Alzò allora gli occhi alle stelle, quasi per interrogarle su questo prodigio…”

  29. ” … Com’erano vivide le stelle nel cielo terso! La cintura di Orione, più splendente che mai, con le sue tre perle luminose, pareva di poterla toccare con un dito. Ma i grilli cantavano là fuori, tra i cristalli di brina, o cantavano nella sua mente? Le stelle non davano risposte e a lui, in fondo, non interessava averle. Era libero d’ascoltare quel prodigio, quell’armonico concerto, preso in prestito da una notte d’estate quando l’aveva incontrata la prima volta adolescente e bellissima vestita di gioia e di cotonina rossa. Ed ancora quando l’aveva salutata l’ultima volta vestita di silenzio e di scura seta blu. Allora fioccava la neva sulla cima della collina, ma tra le croci del prato sommerso di bianco i grilli c’erano a cantare. Di sicuro li aveva sentiti, quella volta ne era proprio certo. Ma ora perchè non si capacitava?…

  30. “Il canto dei grilli giungeva come invisibile pioggia battente, come un frinire diffuso, come un brusio di voci siderali (cosa stavano sussurrando lassù le stelle?) che proveniva da uno sconosciuto ammasso di luci venuto dai confini dell’universo ad occupare la volta del cielo notturno. Gigi (questo era il nome dell’ortolano) rimase a bocca aperta. Gli venne in mente una notte d’Inverno di molti anni prima, quando, vedendo le stelle riflettersi negli occhi scuri di lei, comprese che…”

  31. i corpi possono incontrasi e i cuori sincronizzarsi sugli stessi battiti, ma le anime sono capace di fondersi oltre il tempo e lo spazio. E la sensazione d’infinito e d’eternità che provò si tradusse in appagante senso di pace. Rientrò in casa e si mise a letto con il corpo ancora vecchio e tutto il suo essere scrollato improvvisamente dal peso degli anni mentre migliaia di grilli la fuori continuavano a cantare, nella sua mente continuavano a cantare. Poi il suono cambiò, fu come una nota stonata che si prolungava petulante sul comodino mentre piccoli lampi di luce si proiettavano nella camera.
    _ Come li hanno inventati questi aggeggi, che non si sa ma come prenderli!
    Borbottava Gigi pensando che se non ce la faceva a prendere in tempo quel marchingegno prima che smettesse di suonare, dopo sarebbe stato anche peggio. Che tasti avrebbe dovuto premere per risalire al mittente? I messaggi! La sua pronipote Alessia gli inviava i messaggi con i baci della buonanotte e lui con le mani tremanti, con la mente non organizzata a tutta quella modernità, invece di gioirne si disperava. Era molto meglio quando Alessia era ancora una bimba piccola che canticchiava insieme a lui: “C’era il grillino nel campo di lino, la formicuzza gliene chiese un filino, oliolì oliolà, oliolì oiolà …” Ora aveva i suoi amici, ne aveva tanti, troppi secondo lui, esageratamente troppi. Duemila e passa amici! E diceva di non incontrali mai e diceva d’incontrali tutte le sere a casa sua davanti a un affare dieci volte più grande di quello che aveva appena smesso di suonare sul suo comodino.
    _ Nonno da questo “affare”, come lo chiami tu, io parlo con tutto il mondo, posso sapere tutto quello che voglio, posso far circolare le mie idee…
    _ Ma i grilli li puoi sentire cantare?
    _ Certo che sì, ci sono tanti video con i grilli che cantano! Perchè t’interessano? Aspetta te ne faccio sentire qualcuno.

    E no, non erano gli stessi grilli, ma quella ragazzina che ne poteva sapere.
    Mentre rimaneggiava questi pensieri, rimaneggiava anche quel coso da sopra il comodino e, finalmente, il display si accese e lui poté leggere:
    ” Buonanotte nonno Grillo”
    Gigi sorrise, lo chiamava nonno Grillo e qualche volta giocando con le parole arrivava a dire anche nonno “Grullo”.
    _ Sono i giovano d’oggi, non sono mica cattivi, hanno solo un modo diverso dal nostro di dire e di pensare.
    Così asseriva Gigi a suoi amici del circolo quando vedeva le loro facce scandalizzate per quel che gli raccontava della sua bellissima pronipotina tale e quale la ragazza in cotonina rossa con le stelle negli occhi una notte d’inverno quando cantavano i grilli. E se i giovani potevano essere impunentemente irriverenti, un vecchio aveva pure il diritto d’essere adorabilmente rimbambito …

  32. “L’alba giunse quasi improvvisa con una lama di luce irreale attraverso le vecchie imposte della finestra della camera da letto di Gigi.
    Fuori, dopo un’abbondante e silenziosa nevicata notturna, tutta la campagna era ovattata e bianca. Il sole si stava levando pigramente e la terra stessa sembrava esprimere l’intenzione di non muovere nulla, né un volo d’uccello, né una foglia sul ramo. Altrettanto gli stessi pensieri di Gigi erano come sospesi, fluttuanti e fissi nel contemplare il magico paesaggio che l’alba regalava come una grazia e insieme come un enigma…”

  33. A vederla così è meravigliosa, sembra che il paesaggio sia stato spolverato di zucchero a velo.
    Anche qui l’Etna si è trasformata in un gigantesco pandoro e fa un bel freddino.

    Buonanotte

  34. ” Il telefonino squillò. Chiamata con addebito. Faceva sempre così quella ragazzina e non c’erano paghette che bastassero.
    – Nonno, oggi non sono andata a scuola c’era troppa neve.
    – Tutte scuse, la neve non ammazza mica, è bianca, soffice, innocente.
    – Ma dai che c’è tutto il traffico in tilt! Ti volevo raccontare cosa ho sognato stanotte.
    – Racconta, ma che sia un sogno vero, non di quelli inventati per attirare l’attenzione.
    – Io non invento nulla.
    – Al tuo confronto Pinocchio era un galantuomo.
    – E’ un sogno vero, ma proprio vero.
    – Dai racconta.
    – Ho visto un campo tutto pieno di neve e dalla neve sbucavano migliaia di grilli, cantavano e mangiavano tutta la neve e il prato tornava verde, ma loro erano diventati giganteschi per tutto quel nutrimento. Nonno, erano orribili!
    – E’ colpa mia, di tutto quello che ti ho raccontato, deve averti turbato, non ci pensare più.
    – E come faccio? Se guardo la neve dalla finestra, mi tornano in mente, mi viene voglia di vomitare, forse mi è salita anche la febbre.
    – E tua madre dov’è?
    – Dorme, è stata fuori tutta la notte.
    – Stai calma che vengo a vedere.
    – Non c’è bisogno che tu vada in giro con questa nevicata, tra poco vedrai che s’alzerà la nonna.
    – E’ lì? Sì, stanotte ha dormito qui perchè mamma non fidava a lasciarmi a casa da sola, ha paura che faccia le ore piccole con qualche ragazzo.
    – Ma se sei ancora una bambina!
    – Nonno, ho quindici anni superati da un po’, ho il diritto d’avere un ragazzo non ti pare?
    – O sì, certo, torna a letto.
    – Non lo so, ma ci penserò su.
    – Ti chiamo più tardi.
    – Ok!

    Tre generazioni di donne: figlia, nipote, pronipote. La sua amata Elide non c’era più, ma le aveva lasciato tre generazioni di donne. E lui pareva raccapezzarsi solo con l’ultima…”

  35. “…Ma chissà se era proprio così. In fondo la vita è come un infinito rispecchiamento di un’immagine o di un’anima originaria che viene filtrata e restituita in svariate versioni, generazione dopo generazione. Ognuno crede di trovare la sua bussola e il suo orientamento assecondando l’ispirazione. E se si trattasse solo di uno scherzo di Fata Morgana? E se la stessa amata Elide non fosse stata che il riflesso o il ricordo remoto di un più lontano e forte sentimento?
    Tali erano i pensieri di Gigi mentre percorreva lo stradello innevato che portava all’orto. Tutto era bianco come la glassa di un dolce natalizio e qua e là spuntavano i cardi da raccogliere per il pranzo. Il gelido vento invernale spazzava i cristalli di neve che producevano uno strano e flebile suono, somigliante forse al canto dei grilli.”

    FINE

    … e buona notte!

  36. Meraviglia delle meraviglie: la foresta di cristallo!
    Sì, adesso siamo in due a ballare l’Hully Gully e siamo sempre in due a cercare di scrivere un racconto, la cui idea è partita da una terza persona, che adesso è partita anche lei, per non si sa dove, visto che non c’è.
    La settimana di Natale scorre frenetica. Finita la recita scolastica con sorprendente successo, finiti lavoretti, bigliettini, addobbi … resta da animare la messa di mercoledì e di partecipare alle iniziative benefiche. La casa si è di nuovo riempita, tutte le stanze sono occupate. La temperatura dell’animo e quella metereologica si è rialzata. Oggi si è arrivati a 20 gradi, magari torneranno a svegliarsi i grilli. Il gigantesco pandoro ha perso un bel po’ dello zucchero a velo, mentre i pandori veri si affastellano con la minaccia di tramutarsi in ciccia.
    Intanto si va verso il Natale tra il sacro e il profano.

    Buonanotte

  37. Probabilmente non c’è più perché il 19/12 alle 0.00 (se controlli) io avevo messo la parola FINE al racconto,ma forse ti è sfuggita.
    Il resto è stato decretato saggiamente dai misteri della tecnologia informatica. Francamente l’idea di scrivere in società è, quanto meno, molto ambiziosa ed è come far cantare in coro dei solisti: non è detto che la qualità canora dei singoli garantisca automaticamente la riuscita armonica delle voci combinate in una sequenza estemporanea. Quel che si realizza con certezza è una “chimera”, figura mitologica talvolta resa splendidamente in forme artistiche, come la famosa chimera di Arezzo. Nel nostro caso si è realizzata una commistione di due stili (e pensare che dovevano essere almeno tre!) sul cui risultato è bello sorvolare, con buona pace dei grilli.

  38. Io avevo inteso FINE di quella puntata, non FINE assoluta, anche perchè pensavo che, nel momento in cui si fosse deciso di smettere, se ne sarebbe discusso. Questione di punti di vista, va bene anche così. Mi diverte l’idea di come il caso intervenga quando l’attenzione umana non è delle migliori, dato che la mia ultima aggiunta al racconto si è magicamente volatilizzata. Io mi sono molto divertita e avrei continuato, al di là del prodotto e dello stile, era un gioco nuovo, interessante, stimolante e per certi versi costruttivo, ma sempre questione di punti di vista e chiudiamola qui.
    Eccoci alla vigilia di Natale. Io ho il fiatone per quel che ho corso dovendo portare a termine tutti i dovuti preparativi. Mi sono concessa una sosta, così in mattinata, perchè ancora mi aspetta il bello. Il bello senza ironia, dato che comunque è bello, anche se comporta un notevole affaticamento.
    Spero stasera di riuscire ad affacciarmi su questo blog per porgere a “tutti” i miei più sinceri auguri, se nel vortice non dovessi riuscirvi ve li anticipo adesso, ma, comunque, entro domani sarò senz’altro da voi.

    Se volete inviare simpatiche cartoline natalizie ecco un sito interessante

    http://apps.facebook.com/oryzone_xmas/

    A presto

  39. caminetto

    Buon Natale
    a chi è solo e a chi è in compagnia. stelle

    Buon Natale
    a chi è allegro e a chi ha il cuore triste. stelle 1

    Buon Natale
    a chi già dorme e a chi veglia l’attesa.stelle 3

    Buon Natale
    a chi crede nel miracolo e a chi ha smesso di sperare.stelle 4

    Buon Natale
    a chi s’avvicina e a chi s’allontana.stelle 5

    Buon Natale
    a chi si ferma e a chi passa via veloce.stelle 6

    Buon Natale
    a chi c’è, a chi c’è stato, a chi ci sarà.stelle 7

    Buon Natale stelle 8
    a tutti

    Buon Natalestelle 9
    di cuore.

  40. Sembrava un miraggio il 2000 e sono già passati dieci anni. Come saremo tra altri dieci? Di certo noi adulti tutti un po’ più vecchi, i bambini ragazzi, i ragazzi uomini. Come sarà il mondo tra altri dieci anni? Chi vivrà saprà. Intanto è bello pensarlo migliore così com’è bello pensare migliore l’anno che sta per arrivare. Appendiamo l’ottimismo insieme al calendario nuovo.
    Quest’isola è deserta e forse parlo da sola, eppure mi sento in compagnia. E’ una grande amica la scrittura, non abbandona mai.
    Ogni cosa ha il suo tempo, il suo apice e il suo declino. Alla fine di quest’anno saluto quel che è stato: i compagni di classe,il caminetto, l’isola, il guardiano del faro … Saluto di simpatia, non di commiato. Saluto anche gli alieni, che ancora tentano l’ingresso. Domani forse sarò troppo presa dai preparativi del cenone e gli auguri voglio lasciarli adesso. Un abbraccio a tutti quanti, vi immagino felici per le vostre vie, per le vostre faccende, vi immagino fiduciosi nei giorni a venire, vi immagino appagati di ogni vostro desiderio. E che la mia immaginazione corrisponda perfettamente alla realtà. Buon anno a voi tutti e a tutti i vostri cari.

    auguri buon anno

  41. S.SILVESTRO 2010

    L’anno vecchio sta finendo,
    con tutte le sue parole,
    con tutte le sue immagini,
    con tutto ciò che rimarrà
    nella memoria o forse svanirà.
    Ecco, sta per andarsene. Lentamente,
    con la flemma di un vecchio saggio,
    passa e saluta il poco tempo che rimane.
    Forse il suo silenzio inascoltato
    è la voce del cuore della vita.

  42. BOTTI DI CAPODANNO

    Scoppiano i botti già prima dell’ora
    come la mente beota che ignora
    la legge antica del tempo che scorre
    e nulla mai dalla fin lo soccorre.

    Buon 2011, nella coscienza della continuità, nel disincanto da ogni grandiosa illusione di palingenesi, nella gratitudine verso la vita che sempre si rinnova nel suo “qui e ora”, come un dono di possibilità nuove.

  43. Ho fatto il primo guaio dell’anno, dovevo cancellare dello spam e per sbaglio ho cliccato sul bellissimo commento di Raffaele, per fortuna sono riuscita a recuperarlo dalla posta in arrivo ed eccolo qui sotto:

    A Tosca e a tutti i fantasmi dell’isola deserta rinnovo i miei auguri di buon 2011.
    E’ bello ritrovare la continuità in ciò che si rinnova. Anche la novità stessa prende vita da ciò che è acquisito.
    Lasciamo che il tempo avanzi come noi tutti sul sentiero della vita.
    “Se trattieni il respiro lo perdi, se lo lasci andare lo possiedi per sempre” (Adagio taoista)

  44. Grazie Raffaele per questi tuoi sentiti invii. Eccezionale la poesia “Botti di Capodanno”. Mi sono resa conto che si tende sempre più all’esagerazione, non so da voi, ma dalle mie parti, ogni anno si fa a gara a chi ne spara di più. In controtendenza quest’anno mi sono totalmente astenuta e non ne ho sentito la mancanza. Non è che prima facessi chissà che cosa, qualche girandolina luminosa e via, ma per questo 2011 nulla tanto è tutta pura scaramanzia le cose vanno comunque come devono andare. E quel che prima erano delle piacevoli tradizioni oggi pare siano diventate una vera e propria esaltazione.

  45. Anche qua da noi c’è stato un incremento di botti per lo scorso capodanno, senza danni né incidenti. Un tempo anch’io mi rifornivo di una variegata e nutrita santabarbara per festeggiare l’anno nuovo. Da qualche anno mi è passata la voglia e il divertimento. Forse perché sempre più vado cercando un altro tipo di esplosioni e di illuminazioni, quelle interiori o dello spirito. Queste però non sono così facili da rintracciare e da ottenere “a comando”. Non sono come il tappo dello spumante di capodanno. Buona domenica.

  46. Oggi c’è il sole, ha una luce pallida e scalda poco, ma c’è. Tra poco è ora di smontare tutti gli addobbi natalizi. Ogni anno aumentano. Il bello è che quando si mettono e quando si tolgono è come se arrivasse un saluto da parte di qualcuno. Da parte di tutti coloro che, nel tempo, hanno regalato o, addirittura, cofezionato con le loro mani i vari ninnoli. Questo dà un significato alle cose, al di là del materiale apparire e, a pensarci, non dispiace più l’affaccendamento del mettere e del togliere i simboli di lunghe tradizioni. Buon inizio di settimana. E’ il primo inizio di settimana di questo nuovo anno, andiamo avanti!

  47. Già: è la prima settimana dell’anno e l’ultima del periodo natalizio. Andiamo avanti! Il calicanto in fiore preannuncia la primavera, non proprio alle porte, ma certo presente nel desiderio e nell’attesa.

  48. Ieri notte era in programma lo spettacolo delle stelle cadenti. Ho fatto una puntata fuori dopo cena, ma sia il freddo, sia le luci della città verso nord-est mi hanno dissuaso. Rimedierò andando ad osservare l’eclisse parziale di sole, tra qualche minuto. Il cielo sembra abbastanza limpido e la temperatura sottozero non mi fermerà di certo. Se riuscirò a scattare qualche foto decente vi lascerò una documentazione.Buona giornata.

  49. Allora aspettiamo le tue foto perchè qui ha piovuto tutto il giorno ed il sole è stato ben eclissato dalle nuvole. E’ da ieri notte che piove e ancora non smette. In compenso sono riuscita a finire un libro comprato durante queste feste. Si tratta di “Accabadora” di Michela Murgia. Mi è piaciuto tantissimo e non voglio perdermi in arzighigoli di definizioni varie. So solo che veramente meritava il successo che ha avuto e, a mio parere, non era la spesso risaputa montatura editoriale delle grosse case editrici e dei premi infondanti.

  50. Purtroppo, nonostante le aspettative e le prime apparenze, il cielo non era del tutto limpido per via delle nubi sottili sì,ma quanto basta per rovinare lo spettacolo. Vi propongo, tra i miei tentativi di fotografare l’eclissi parziale di sole, quello migliore. Non si vede certo la tipica falce, ma indubbiamente il sole, in parte oscurato dalla luna e con la luce diffusa per la presenza delle nubi, ha un aspetto …molto insolito. http://www.panoramio.com/photo/46049440
    Circa “Accabadora” devo dire che probabilmente lo leggerò, anche se è un periodo in cui ho molto da fare.Buona giornata.

  51. Molto suggestiva questa tua foto, Raffaele. Mi dà l’impressione di uno di quei quadri che rappresentano l’apparizione divina: un triangolo luminoso che squarcia le nubi. Buona giornata anche a te tra i tuoi molti da fare, ti auguro che vadano tutti bene secondo i tuoi fini. Che chiederesti stanotte alla befana? Io vorrei che tenesse ben legato il sacco con tutto quello che già ho affinchè non si perda nulla. I desideri in più li lascio appesi nei sogni, così, senza troppe bramosie. Tra poco si torna ai consueti regimi. Non sono abituate alle partenze, forse non mi abituerò mai, per fortuna i giorni corrono verso i ritorni e l’attesa che li condensa è frenetica di tutti quei mille da fare che anestetizzano la nostalgia.
    Buona befana per te e per tutti.

    befana

  52. Ciao Tosca,
    siamo Clara e Fabio volevamo salutarti e dirti cosa ci ha portato oggi la befana : a me (Clara) ha portata due calze dove ho trovato: cioccolattini e carbone e nell’altra profumini, lucidalabbra e chewing-gum, ed un piccolo blocco per prendere appunti. Invece a me (Fabio) mi ha portato , due calze piene di cioccolattini e dolciumi vari e poi un braccialetto della Nike ed un librettino per prendere appunti .
    E a te cosa ha portato?
    Auguri 🙂 🙂 🙂
    Clara e Fabio (@) (L)

  53. Carissimi Clara e Fabio, a me la befana ha portato voi due! E poi un mucchietto di carbone. Giuro che è la verità. L’ho trovato stamattina in un angolo del balcone, magari il vento e la pioggia l’avranno scaraventato giù dal barbecure posto sulla mansarda di quelli del piano di sopra, ma la coincidenza è straordinaria. Vorrà dire che comunque non sono molto buona. Voi invece a quanto pare sarete stati degli angioletti visti i bei regali, ma quanti anni avete? Come siete capitati qui? Di tanto in tanto in passato si affacciava una Clara su questo blog, è la stessa, ma in compagnia di Fabio? E chi sarebbe Fabio? L’amico, il fidanzatino, il fratello, il cuginetto … ? Vedete come sono ficcanaso, per questo mi arriva il carbone il giorno della befana. Spero che tornerete a farmi visita molto presto. Ciao ciao.

  54. Ciao Tosca,
    anche a te è arrivato il carbone? Anche a me…che strana coincidenza. Scusateme per la lunga assenza ma non ho trascorso un bel periodo e sinceramente non ho avuto molta voglia di scrivere, comunque adesso va un po’ meglio. Ti do notizie su Clara e Fabio, sono i miei nipotini!!! la mitica Clara la conoscevi già, e Fabio è il fratellino, alias “piccola peste”. Adesso hanno il loro pc e credo verranno a trovarti.
    Ciao, un bacio a presto

  55. I ricordi sono un gran bel regalo, anzi un regalo prezioso. Senza i ricordi, nell’imminente presente con l’incognita del futuro, la vita non avrebbe direzione, sarebbe un incubo. Pensiamo al dramma di chi ha perso la memoria. In una scatola d’oro mettiamo i ricordi quali il più ambito regalo.
    Poi mi è venuto di pensare,Raffaele, che magari i saranno stati anche i ricordi di trascorse befane a farti compagnia. E a questo pensiero, con un po’ di ritardo sono arrivati i miei di ricordi befaneschi. Belli davvero, grazie per avermeli, in qualche modo, risvegliati.
    In quanto a Daniela, posso dire che il vederla riapparire su questo blog è stata una grande gioia, anche questo, insieme a quello dei suoi straordinari nipotini, è stato un regalo posticipato della befana. Ma ti vorrei chiedere Daniela, il tuo carbone come ti è arrivato? Non è che a te è arrivato quello finto fatto zucchero?
    Domani è il penultimo giorno di vacanza. E mi sono detta che è crudele mostrare il paradiso a chi poi deve rituffarsi nell’inferno. Ho troppo assaporato queste vacanze, ho così tanto gioito nel trastullarmi a letto la mattina, nel non dover correre al ritmo di frenetici orari, nel godermi la casa piena di calorose presenze, che adesso che sta tutto per tornare come prima mi sento sgomenta. Sì è lo stesso sgomento delle ritorno al lavoro dopo le vacanze estive. Si fa tanto per abituarsi allo stress, si cerca un momento di relax per non schiattare e dopo belli che riposati ci si lamenta di dover ricominciare. La natura umana è bizzarra, la mia forse anche troppo. E’ che ho tanta voglia di pensione! Ma la mia pensione è un miraggio lontano nonostante l’età. Forse sarebbe bastato vincere alla lotteria, ma non ho comprato neanche il biglietto. Sì è proprio bizzarra l’umana natura.
    Buonanotte a tutti quanti.

  56. Ricordo i tempi in cui si credeva davvero alla Befana, in cui questa piccola grande magia illuminava la fine delle vacanze di Natale. Tempi remoti, ma sempre presenti nel profondo del cuore.Buonanotte da parte mia.

  57. Un giorno di nebbia fitta. Anche questa è una magia senza tempo. Mi viene in mente la scena del vecchietto nel film di Fellini “Amarcord”. Ho l’impressione di averla già proposta qui tempo fa. Buona domenica.

  58. La nebbia, secondo me sta a metà strada tra la magia e l’incubo. Può essere molto suggestiva, ma altrettanto opprimente. Qui ci sono state giornate primaverili, nelle quali ho potuto riprendere le mie passeggiate sul lungomare. Ho assistito a scenari fiabeschi. Un pomeriggio cielo e mare parevano dipinti a pastello con tutte quelle incredibili sfumature tra il lilla, il rosa e il celeste che solo il tocco della natura sa dare. E’ alla meraviglia si è aggiunta la scogliera scura di pietra lavica punteggiata di bianco dai gabbiani in sosta per dare, forse, poi il cambio a quelle che a decine e decine volano ad ali spiegate da soli o in strane formazioni. La cosa più stupefacente sono state le loro strida che, a tratti, somigliavano, incredibilmente, al riso garrulo dei bambini. Anche stamattina c’era bel tempo, ma ora pare che si stia annuvolando, del resto domani si torna al lavoro, sarebbe ancora più triste doverlo fare in una meravigliosa mattina “primaverile”.
    Quel che di nuovo volevo dire a te, Raffaele, ed anche a tutti quanti gli altri, è che tempo fa scrivevo recensioni per il sito Sololibri.net, ora stanno facendo una sorta di concorso ed al momento sono la prima in classifica con la recensione “Il bambino dal pigiama a righe”.
    Mi è apparsa la notifica dapprima su facebook e mi sembrava una burla, una delle solite. Poi sono andata a vedere e ho scoperto che era vero. Non ho ancora vinto naturalmente e, sinceramente, lungi da me a farci qualunque pensiero in merito, però fin qui mi ha fatto molto piacere.
    Vi passo il link http://www.sololibri.net/-Concorso-SoloLibri-net-.html. Una volta giunti lì cliccate su “classifica del concorso” magari mi troverete ancora prima oppure retrocessa, chissa!

  59. Era una cosa mia, dell’intimo dei miei pensieri, ma ho voglia di tirarla fuori.
    Ieri sera faceva un bel freddino, non volendo accendere la stufa sono andata alla ricerca di qualcosa da mettere sulle spalle: una bella sciarpona che facesse da scialle. Ne ho diverse, ma una l’amo. Si può amare una sciarpa? Sì che si può se è stata sferruzzata con lana buona e tanto amore da mani ormai sparite in un mucchietto di cenere. E’ la sciarpa che “zia Gianna” mi regalò nella gelida tristezza lombarda lontana dai miei affetti. Zia mia in effetti non lo era veramente, ma lo divenne quell’anziana donna dai modi gentili, lo divenne col cuore. La sciarpa di zia Gianna è di un calore unico, forse, più che per la qualità della lana, per un alito della sua presenza. Erano anni che non tiravo fuori la sciarpa di zia Gianna e lo feci proprio ieri sera. Ieri sera andai anche a trovare una parente che mi raccontò di avere avuto una telefonata da altri parenti di zia Gianna per informarla dell’uscita di un libro. Si tratta di “Una tragedia italiana. 1943. L’affondamento della corazzata Roma” di Andrea Amici, casa editrice Longanesi 2010. Che c’entra la zia Gianna in tutto questo? Ve lo racconto.
    La zia Gianna era poco più di una bimba genovese, che a soli 14 anni s’innamorò di un siciliano che viaggiava per mare. A 16 anni lei e 20 lui erano già due giovani sposi innamorati nella grande tragedia di una guerra che pareva non avere fine. L’ultima volta s’incontrarono al porto di Genova, Gianna portava con se la figlioletta di appena un anno a farle conoscere il padre. Poi la tragedia: il giovane marito di zia Gianna si perse nell’affondamento della corazzata Roma. Di lui le rimase anche un’altra figlia appena concepita. Dovette mettere le bimbe in collegio e andare a lavore sperando in un ritorno, cercando informazioni, ma nulla. Dovette essere molto dura la vita di zia Gianna. Io la conobbi anziana, piena di garbo, d’ottimismo, di voglia di fare, di grande generosità. Se n’è andata qualche anno fa e le sue ceneri sono in attesa di essere versate nello stesso punto dove affondò la nave. Pare che l’iter burocratico non sia dei più semplici. Io sono certa che comunque l’abbia ritrovato il suo grande amore e ieri sera, ancor prima della notizia di un libro, che in qualche modo la riguardava, mi ha indicato lo scialle di lana color pagliernino lavorata a punto rasato con grandi ferri e grande cuore.

Leave a Reply