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Poeticamente approdati

Poeticamente approdati

Vagando tra i flussi del web sono approdate poesie bellissime sull’isola del mio blog. Sono l’eco spirituale di Daniela L.R., Natale Maugeri, Raffaele Russo, Rita Di Vincenzo e Dino Borcas. Si trovano sparpagliate tra le varie pagine dei diversi articoli e ho deciso di rimetterle insieme.

DANIELA L.R.

A Tosca

In una monotona serata
da questa virtuale ragnatela imprigionata
in un bel blog sono per caso capitata.
Era una serata piuttosto fosca
quando ho conosciuto la scrittrice di nome Tosca
e senza perdere un sol momento
scrivo anch’io nel suo blog
senza alcun ripensamento.
La bella famiglia diventa ogni giorno più grande
ospita scrittori, poeti e qualche modesta insegnante
che sfoga nel blog senza timore
ogni suo gelmineo malumore!!!
Un plauso a Tosca,
brava, allegra e immediata
… che questa allegra famiglia da te creata
possa ispirarti per un’altra letteraria trovata!!!

Cchi tirribbili nuttata…

Fu ‘ppi ddaveru ‘na ranni brutta nuttata
‘dda scossa ‘ì tirrimotu accussì inaspittata!
Fu comu ‘na longa pinnillata
di culuri niuru
ca casi, chiesi cu ‘dda si forti annacata
cancillau n’ta dda tirribbili nuttata.
Tutti chianciunu ‘ppi ddi puvireddi morti
e tutti i beni distrutti
ma ammenzu a tuttu ddu ‘ran duluri
Gabriella nasciu supra n’autombulanza
a manu d’un sulu dutturi…
Ma a vita cuntinua,
tra gioia e dispiaciri
e nuautri chi putemu diri?
Na rivulgemu ‘o Signuruzzu
e dicemu ‘na prijera
‘ppi sta sfurtunata

(Che terribile nottata)

(Fu davvero una grande brutta nottata quella scossa di terremoto così inaspettata! Fu come una lunga pennellata di colore nero, che case, chiese con quella sì forte scossa cancellò nella terribile nottata. Tutti piangono per quei poveretti morti e per i beni distrutti ma in mezzo a tutto quel gran dolore Gabriella nacque sopra un’ambulanza per mano di un solo dottore… Ma la vita continua tra gioie e dispiaceri e noi altri cosa possiamo fare? Ci rivolgiamo al Signore e recitamo una preghiera per questa gente sfortunata.)

Il Blog di Tosca

Venire nel tuo blog,
mia cara Tosca
è stare bene insieme
e formare una bella tresca.
Ci incontri tante belle persone
e davvero ti senti un leone!!!
C’è Natale, già tutto abbronzato…
beato lui che al mare è già stato.
Raffaele ,invece , da grande artista
potrebbe diventare anche un celebre vignettista.
La dolce Irene,
sempre così garbata,
ci racconta sempre della sua giornata.
Ogni tanto c’è la visita di Dino
sempre gentile e tanto carino.
Rita compone poesie in versi
e ci fa viaggiare dentro noi stessi.
Si leggono poi, di Filly, con molta malinconia
messaggi intrisi di leggera filosofia.
E poi la grande scrittrice Tosca,
come un direttore d’orchestra,
guida tutti quanti con molta autorevolezza.
Che dire poi di me?
… niente di particolare…
so solo che da questa bella classe
non me ne voglio andare!!!
Al nuovo compagno
Al caro Giuseppe il mio benvenuto
non preoccuparti perchè
in conto ti ho tenuto.
Non ti conosco, ma sarai senz’altro speciale
se questo blog hai cominciato a frequentare.
Sono sicura che con noi ti divertirai
ed un grande blogger diventerai.
Daniela L. R.

DIVERSO

“Diverso”

è una parola

ma ancora non un verso.

“Diverso”

non cambiare mai

la tua idea, il tuo sogno,il tuo pensiero non fermarti, sii te stesso e vanne fiero!

La tua bontà e la tua intelligenza

abbatteranno il muro dell’indifferenza!

La diversità

è la tua bellezza, la tua eleganza interiore che non ti fa mai sentire un essere superiore.

E’ nata con te la dolcezza

e la gioia di donare

la tua DIVERSITA’ è la tua grandezza!

La gioia che tu hai,

la voglia tua di vivere

colmerà di speranza

chi, per te, ha abbandonato

stupide gioie effimere.

I sorrisi, il cuore, gli occhi

di chi ti sta accanto

riempirai di speranza

senza fartene un vanto.

Diverso

si è nella propria

grandezza spirituale

capace di amore e perdono

Mamma

“Mamma”, la prima parola
dai bimbi sussurrata,
per indicare te, dolce e adorata.

Mamma, in ogni momento
ti chiediamo aiuto , e tu
non ci lasci nemmeno
per un minuto.

E’ immenso il tuo amore,
ed ogni figlio tu porti
nel tuo grande cuore.

Mamma, il dono della vita
che ci hai dato, non potrà
mai essere del tutto ripagato.

Mamma, amo il tuo dolce sorriso
e la tua insuperabile allegria,
che scaccia subito la mia malinconia.

Mamma, ti stringo forte al mio cuore
per raccontarti il mio grande amore.

Daniela L.R.

P.S. Dedicata alla mia impareggiabile mamma Maria.

senza eguali!

1° Blog-compleanno

Il 28 luglio ,caro Blog,sei nato
e nemmeno per un istante
ci hai abbandonato.
Tante persone ti han visitato
ma solo con un gruppetto
ti sei fortemente legato!
Insieme a Tosca, da cui sei nato
una bella torta virtuale
ti abbiam preparato.
Tutta farcita di:
poesie, sfoghi, misteri
guarnita da tanti,
profondi e culturali pensieri.
Su di essa una candelina colorata
per indicare che di acqua sotto i ponti
ne è passata….
Brindiamo insieme,
con i calici in mano, alzati
a te , caro Blog, che ci hai presentati
e che di bei momenti ce ne hai donati!!!
Auguri di cuore, per il tuo compleanno
che sia il primo di un intero millennio.

“LAMENTO DI UN INSEGNANTE PRECARIO”
di Daniela L.R.

Fra pochi giorni la scuola inizia,
ma nel mio cuore c’è tanta mestizia!
La SCUOLA, a cui la vita ho dato
da quest’anno mi lascia DISOCCUPATO!!!
Per tanti anni al Nord sono stato
e per te,SCUOLA, ho tanto lavorato,
lasciando casa, famiglia e affetto
per un futuro sereno, una nuova famiglia,
un nuovo tetto.
Ma la nostalgia della mia terra
era così intensa
che son tornato giù a far supplenza,
sperando che il mio sogno
tanto agognato,
si trasformasse in
INSEGNANTE DI RUOLO A TEMPO INDETERMINATO!
Così mi sposo, faccio un mutuo, nasce un figlio
convinto che io possa star tranquillo.
Ma questo sogno, un incubo è diventato
perchè da quest’anno sarò
UFFICIALMENTE DISOCCUPATO!!!!
Cosa adesso mi resterà da fare?
Lo squillo del telefono ogni mattina dovrò aspettare
ed una piccola supplenza elemosinare?
Da questa crisi, per me, non usciremo…
e noi precari di stenti moriremo!
Solo un miracolo ci può salvare…
a noi non resta altro che pregare!!!….

AUGURI A TUTTI QUANTI

A Natale, il bloggatore
un buon anno dal
più profondo del cuore.

A Raffaele, sommo poeta
l’augurio del buon anno
vola sulla coda della cometa.

A Giuseppe Castorina
auguri, auguri,
buon anno e con
la rima.

A Luciano voglio
augurare un 2010 sovrano
con una calorosa
stretta di mano.

Per Irene,
così dolce e carina
tanti auguri ed una
affettuosa carezzina.

Ed infine a Tosca
voglio augurare
un 2010, più ricco
e gioiso che io
conosca.

E a me stessa
voglio augurare
un 2010 da
non dimenticare!!!

ACROSTICO AUTOCELEBRANTE

Insieme
Liberiamo

Belle energie che
Lasciano
Ovunque
Grande

Dimostrazione di
Inestimabile e simpatica sintonìa.

Tanto che
Oso dire che
Siamo gli unici
Capaci di
Avere ancora voglia di volare!!!!

ACROSTICOESTIVO

Estate, finalmente
Sei arrivata
Tanto, tanto ti abbiamo
Aspettata.
Tutti contenti e a passo di danza
Estate, con te, andiamo in vacanza!!!!

CAVALLO BIANCO

L ungo la silenziosa spiaggia
U n bianco cavallo galoppa, selvaggio.
G ià si sente nell’aere
L’ odore salmastro portato dal vento.
I ndomito e fiero, il bianco cavallo, si mostra agli
O cchi stupiti di un bimbo che guarda!!!

MONDIALEACROSTICO

L’ultima giornata dei mondiali
U’ultima emozionante partita
G ioiamo amaramente perchè
L a Nazionale
I taliana più non c’è!
O nore e merito alla Spagna campione del mondo!!!

Temporale di luglio

Tuoni, fulmini, nuvole a pecorelle
E poi giù viene la pioggia a catinelle.
Mare in tempesta, raffiche di vento
Pioggia purificante
Offre a tutti il suo rinfrescante intervento.
Raffina l’aria e la profuma
Alternando momenti di bruma.
Liberi la mente da brutti pensieri
E dai a tutte le cose magici poteri.

Davanti al mare
Io ti voglio assaporare

Le gocce di pioggia poter
Udire, sulla ghiaia picchiettare
Giacere sulla spiaggia e
Lasciare la pioggia
Inzuppare e
Ogni piccola parte del tuo corpo accarezzare.

BUON 2° COMPLEANNO BLOG!!!

In una calda estate di due anni fa,
la mitica Tosca appariva qua…
A questo blog ha dato vita
regalandoci una gioia infinita.
Su quest’isola meravigliosa
tanta gente si è affacciata
ma solo pochi l’hanno abitata!!!
Chi più, chi meno si è raccontato,
pezzi di vita ha lasciato,
e Tosca con la sua virtuale magia
ha unito tutti in allegria.
La cosa più bella
che in questo blog si trova
è la sincera amicizia che si trova…
non c’è alcuna discriminazione
tra principianti e affermati scrittori.
Tutti qui hanno lo stesso spazio e la stessa libertà
e possono esprimersi anche nella loro semplicità!!!!
Non c’è nè polemica , nè invidia, nè furbizia
ma solo una profonda e affettuosa amicizia,
che rende il blog un’oasi incantatacon Tosca regina incontrastata.
Tanti auguri, mio caro blogghino
sei ancora un po’ piccolino
speriamo tanto che ancora crescerai
e per sempre con noi starai.
Siamo rimasti in pochi,
ma davvero buoni
a farti ancora tanti,
ma tanti AUGURONI!!!!!

PAESAGGIOACROSTICO

Paese che vai, paesaggio che trovi
Amici sinceri e nuovi sapori.
Spiagge assolate
Amene colline
Grandi distese di
Grano e colorate fascine….
In volo bianchi gabbiani
Osservano dall’alto noi umani.

PAESAGGIO FERRAGOSTANO

Partiti tutti
Alla ricerca di
Efficienti e attrezzate
Spiagge su cui
Andare per passare
Gioiosamente il ferragosto e poter
Godere il bagno
In uno splendido e
Odoroso mare… ma

File lunghissime di auto
E tende assiepate su
Ristretti spazi
Ricavati tra un ombrellone ed un altro…
Ammucchiati e chiassosi….
Giornata davvero molto nervosa, priva di un
Oblìo tanto agognato!!!
Stressati da tale situazione meglio
Tornare
A casa e stare sdraiati vicino al ventilatore
Niente è più bello che
Osservare il cielo e vedere solo da lontano il mare!!!

GIORNATA DI FERRAGOSTO

C’è chi si rinfresca al mare,
chi invece in montagna si va a rilassare.
C’è chi a casa se ne sta, per ore ed ore
con un buon libro in mano ed il ventilatore.
Ma un pensiero particolare
va a chi invece è in ospedale e sta
trascorrendo questa giornata
con la speranza di una guarigione immediata!!!
A chi invece non ha niente da festeggiare,
non ha nulla da mangiare
vive di stenti e per strada
senza che nessuno dia loro un’occhiata.
Un pensiero per chi soffre e non ha un posto…
e poi a tutti:BUON FERRAGOSTO!!!

SOLLEONE

Sole, mare,spiaggia
Oggi il sole spadroneggia
La gente, mangia, si tuffa, si diverte
Le follìe sono ininterrotte
E tutt’intorno è un gran baccano
Ogni minuto diventa sovrano per
Nuotare, cantare e ballare
Ed ogni attimo gustare!!!

PAESAGGIO POST-FERRAGOSTIANO

Spazzatura, bottiglie rotte e plastica dappertutto
Per chi, come me, al mare è ritornata ecco
Il bel paesaggio che ha ritrovato!!!!
Amareggiata per tale INCIVILTA’
Giro lo sguardo in cerca di un piccolo e
Gradevole posto su cui potermi sdraiar…
Invano tento di rilassarmi ma sono in troppi coloro che gozzovigliano
Ancora sulla spiaggia, chiassosi.

Dovunque si sente il piangere dei minori
E l’urlare sguaiato dei genitori che
Tutto permettono ai loro figlioli, anche il tirare
Un sasso nel mare, fregandosene se qualcuno può
Raggiungere e all’ospedale mandare.
Persone senza rispetto per nessuno e niente
Avanzano in branco con le loro tende.
Tutta la spiaggia sequestrano per loro e agli
Altri bagnanti non resta che guardare la loro assenza di decoro!!!

SETTEMBRACROSTICO

Settembre,dolce mese
Eccoti arrivato dopo
Tante attese!!!
Ti sei presentato
Elegante nel tuo aspetto,
Malinconico il tuo visetto.
Bambini gioiosi prendi per mano
Ridi contento e regni sovrano,
Esterni solo la tua allegria che mai nessuno ti porterà via!!

NATALE MAUGERI

Lo specchio del tempo

Un riflesso
spartisce e ricompone
le miserie umane.
La solitudine
dell’essere soli
nel reciproco vagabondare
in un mondo illuso
e palliativo di sè stesso.

…Slogan isolati
e urlati da mille e mille voci
rassegnati alla fame,
non reagiscono più.

Luna
Quante volte
come un amante
cedo al tramonto
nel profondo oblio
dei tuoi riflessi.

Non può la vita

Il rumore
di un alito d’amore
termina in un cestello sporco.
Il tempo corre
e ti accarezza:
ma fin quando?
Il rumore di mille passi
traveste tutto:cancella.
Ma non può la vita
travestire il mondo,
dove un sorriso
ha il valore
solo nell’attesa
che tutto cambi.
Dondolando arriva una foglia,
è stecchita,
passata nel tempo.
s’adagia su un brandello
e mormora qualcosa,
qualcosa che ha già vissuto.
La prende in mano,
la lascia passare
sul sorriso delle sue labbra,
apre un portafoglio di cartone
e la conserva.
Solo i battiti
del suo cuore
gli dà fremiti.
Ma non può la vita
cancellare il sorriso.
Arriva un tempo tempestoso,
e il marciapiede si placa: tace.
I rufoli del vento
penetrano nei vestiti laceri
e si attorciglia, soffre, piange.
Non può pagare,
non ha niente da dare;
ma può dire!
Può dire,”Amo la vita”.
Una mano tremante,
s’affaccia
da una tasca bucata,
le dita sono contorte,
trapassate dai reumatismi tremano.
Riprende la foglia
e le ridà la vita,
la fa volare
dove lui non può andare.
La guarda all’orizzonte
fin dove arriva il suo sguardo,
rimette la mano in tasca
e si stringe.
Domani, forse, sarà una bella giornata;
ma arriverà in lui
il solito rumore.

Ma non può la vita aggrapparsi a lui
per dimostrare al mondo il nostro egoismo.
Non può la vita.
…Non può.

Come l’eroe…

Uno sparo si infranse
nel cielo tiepido d’un mattino.
Nel silenzio tacque:
ma lui rantolò
màdido e pieno di sangue.
Aveva sete,
mal di testa;
tentò di rialzarsi
ma si lasciò ricadere sull’erba.
Si sentì agitato,
aveva voglia di rintanarsi,
ma la sua vita
pareva ritirarsi da lui.
Sorrise,
come l’eroe
che torna ferito,
si asciugò
il sangue coagulato
e sentì il dolore
di mani violente
che infrangevano la sua vita.
Guardò in alto,
ma una stilla di sangue
gli coprì l’orizzonte.
Qualcosa dentro ancora gli parlava,
ma tutta quella bellezza ormai
era inutile.

Amazzonia
Uniti nel silenzio
allungati dalla resa dell’aurora
esili lembi di vita
ancora acerbi
giacevano ritorti e scheletriti
sui detriti sabbiosi.

Morsicati dalla marea,
sorvegliati
da elusivi rigagnoli di vita,
percorrevano
quel correre
da sempre smorzato,
dove l’ignoto e l’imperturbabile
diventano vita.

Amina

La tua vita impigliata
ora sta volando.
Oggi è festa,
finalmente insieme
dalla stessa parte.

Nel tuo colore

Nel tuo colore
i fruscii dell’acqua
i silenzi mistici;
la pace.

Nel tuo colore
un altro domani
un altro dipinto
un’altra vita.

L’amore
Correre verso la vita,
accarezzando
l’espressione dei tuoi occhi.

Nel tuo colore

Nel tuo colore
i fruscii dell’acqua
i silenzi mistici;
la pace.

Nel tuo colore
un altro domani
un altro dipinto
un’altra vita.

Nel tuo colore
l’Amore…
di un nuovo istante
di abbondanza di vita verso di me.

Una ninfea
Una ninfea
che si apre,
deve per forza
accarezzare l’acqua.
Un mio pensiero
che si schiude,
deve per forza
accarezzare la tua anima.

Marciapiedi

Ho visto
un uomo
tramare timori
sul ciglio d’un marciapiede.

Respirava i fruscii della gente
mormorando
storie passate;
ma di lui nessuno sapeva niente.

E fu quel giorno
che affranto
mi chinai ad ascoltare
le vie deserte
della solitudine.

Il muro
Solo i miei passi
si alzano dal silenzio.
In un angolo
la droga sta scegliendo un’altra vittima.
Lei sorride.
Ma no!Non è sorriso:è dolore.
Irrigidisce le mani umide,
non parla.
Il muro l’avvolge
silenzioso e imperturbabile,
solo un gesto con la testa.
Di fronte c’era ancora scelta,
ma lei,pellegrina
del nostro tempo,
alzò i passi verso l’infinito.
Anche lei c’era cascata
adescata senza scrupoli,
ma era una ragazza diversa
da quella che il “Mondo”,
credeva di conoscere tanto bene.

Deserto

I miei pensieri
sono file di cammelli
carichi di speranze
come carovane dirette alla Mecca.
La mia anima attraverso i suoi territori
cerca strade reali,
ma tempeste di sabbia
spazzano tutto.
Dell’oasi che per secoli
sono state stazioni di sosta,
restano solo le testimonianze.
Deserto!
Confini inanimati
che come nomadi
cambiano posizione
per catturare i resti del buio,
perchè il sole
non sciolga le loro ali.

Una mamma s’arrende

Un sorriso
cade nell’alba che nasce,
dov’è celato
il pianto d’un bimbo
che muore alla resa della sua mamma.

a sera

La sera
il desiderio d’amore
strazia la mia anima.

La sera
è solo per te,
straordinaria sensazione.

Libertà

Il silenzio
tra gesti dimendicati
sulle piaghe,
oltrepassa la tua cella.

Dentro gli occhi
la fatica insoddisfatta;
e l’atrio
che dura una vita.

Ti avevano detto
che eri importante,
tanto quando i colori della vita.
Ma tu li istruivi, li mettevi in guardia.

Non facevi domande,
ma davi solo risposte
rubate alla tua vita,
pallida e cicatrizzata.

Poi un cortile
un’aria fredda
e piccoli grandi astuti
figli del potere.

Possiamo sperare

Seduta in silenzio
guardi nel vuoto,
dove tutto sembra fuggire lontano;
dileguarsi nell’etere.
Calcinacci
somigliano a vecchi solitari,
dagli occhi tristi,
ma so

che ancora possiamo sperare.

AIDS
E’li,
con l’amore in mano,
sola;isolata.
Da due anni
ha lasciato il futuro.
Ha un’unica compagnia:l’AIDS.
Piange con l’ultima flebo,
ormai parlano le ultime gocce,
si sentono anche sussurri.
Amare è anche morire.

Al confine della vita

Esistenze nude

vagano ai confini della vita.

Vagano verso l’ignoto

senza lasciarsi vincere

per custodire una verità

prigioniera del loro essere.

Vagano insieme

obbligati alla morte

per non tradire se stessi.

Da un albero che soffre

si stacca l’ultima foglia;

anch’essa è stanca

e insieme oscillano come vecchi timonieri.

Ora sono struttura,

strisce di realtà

che si confondono col passato.

Da una fessura

vedono passare un uomo

che cammina senza fretta,

lo vedono inginocchiarsi

e fare il segno della croce

con la morte nel cuore.

Il vagabondo
Amava la vita,
con momenti pressocchè immutabili.
Amava l’uomo,
ma aveva paura del mondo
agli occhi della gente.
Erano vicini;
ma era un mondo
ormai irreversibile,
amava la vita
anzichè difenderla.
Ascoltava invecchiando
il ritmo invalicabile dei giorni.
Ma per lui
era un lusso restare in vita
e come i vecchi “faraoni”
chinò il capo
per vivere dopo la morte.

RAFFAELE RUSSO

Ultimo papavero.

Vedo in un campo un fiore languente
che tra le stoppie arse e pungenti
si leva esile, sospiro estremo
di una stagione che non c’è più.

Ora, staccato dal suo fragile stelo,
sulla mia mano l’osservo pietoso
mentre rivivo il bel tempo passato,
la primavera che non c’è più.

Quanti ne vidi di quei rossi fiori
allor che in festa la natura era!
Non mi fermai ad ammirarli allora
e or mi dolgo che non sono più.

(Estate 1964)

Meraviglioso fiore di primavera,
desiderio che s’annuncia sulla gemma
e la dilata in esplosione di vita
grido di colore alla natura immensa.
Se non sfiorissi non saresti che
un piccolo cartoccio di plastica,
non biodegradabile.
Forse monnezza.

In questa notte ventosa
le stelle sembrano luci di barche,
miriadi di luci di una fantastica flotta
all’ancora in un golfo immenso.

Ti aspetteresti di vedere salpare al largo
questo infinito naviglio scintillante,
ma l’orizzonte dov’è nell’oceano notturno?
Dove sono le spiagge oltremare?
Come sarà l’aurora ai confini del cosmo?

In questa notte ventosa
rimango a guardare, e il cuore
si dilata come vela che prende il largo.

Il vento ha percorso la notte
come una mandria di bufali oscuri,
ininterrottamente.
Ha parlato con voci sibilanti, strane,
scuotendo imposte, piegando fronde
tra cigolii di rami e di lamiere.
La luce dell’aurora è apparsa stanca
come uno sbadiglio, e ancora
sembrava rigirarsi nelle coltri
la luce imbambolata dell’alba.

E ora piove.
Filamenti sottili
rigano l’aria di Marzo, magicamente
di suggestioni autunnali.
Il cielo grigio accumula nembi riapparsi
dagli anfratti dei ricordi.
Stupefatte, smarrite,
sorprese da lacrime copiose
si piegano le viole
e domandano il sole.

Ci sono giorni in primavera
distesi come su un grigio lenzuolo
buttato là nel cielo tra pieghe di nuvole
indifferenti passaggi, occhi spenti
e attonito silenzio.

Ci sono fiori tra le pagine di un libro o di un quaderno
ai quali si ritorna con il tumulto del cuore e dell’anima
come se fossero tutt’altro che secchi e schiacciati
dalla morsa crudele del tempo.

http://www.raffaelerusso.it/Miscellanea/Nuove_poesie.html

GIOVEDI’ SANTO

Lascia che oggi resti desto il cuore
e con la mente vegli la coscienza,
mentre risuona ancora quel fragore
di terre torturate con violenza.

Qualcuno chiede: “Dove sei Signore?”
Qualcuno vive nell’indifferenza.
Qualcuno va e rapina senza onore,
come rapace nella sua insolenza.

Tanti si fanno palchi di parole
e stanno come attori sulla scena,
cogliendo l’occasione per venire

a disquisir di quanto ci si duole.
Ma c’è un’umanità in tale arena
che nel soccorso vuole intervenire.

GIORNO DI SOLE

I miei occhi si tuffano
nel mare come al mattino
i voli dei gabbiani.
Scintilla l’onda sul golfo
e Capri laggiù mi parla,
m’interroga, mi chiede
di te, Zia Tita.
E io non so. Confuso,
dalla terrazza Mergellina,
le palme, il porticciolo
mi dicono: “Nulla è cambiato.
‘O sole è sempre ‘o stesso.
‘O core vive e nun tramonta maje”.
Ora m’illumino. Respiro
l’aria fina del parco, al Belvedere.
A te sorrido e penso:
“E’ ‘o vero!”

Al mio paese natale,
terra materna
dov’è parte dell’intreccio
delle mie radici.

Alle sue colline, ai calanchi,
ai fiumi e torrenti,
ai cieli di ogni stagione
che sempre si rinnova.

Alle sue antiche e taciturne mura,
alla sua sottile, sempre presente
e inimitabile magia.

COM’E’ “DIVERSA” LA GIORNATA,OGGI!

Piove.Come d’autunno
il cielo pesa piombo di nubi
sulla bilancia del tempo
che ora gronda di pianto
insistente, inconsolabile.
Rimane immobile il cuore
e guarda l’acqua che scende
sulle siepi, sugli aceri,
sulle foglie nuove di quercia,
come quel merlo, stupito,
acquattato tra i rami del bosso,
in attesa del sole,
sotto l’ombrello verde
di ombre amiche.

COME UN PRESAGIO…

Sembra che il tempo voglia volgere al meglio.
C’è bisogno di sole.
La natura vuole distendersi al calore dei raggi
come i bagnanti sulla spiaggia dorata
dopo una prolungata immersione
nelle onde del mare.
L’ho sentito gridare dalle rondini, stamane.
Come un presagio.

TEMPORALE

Limpida sera di maggio
nel tuo azzurro vedevo
palpitare ricordi d’estate.
Rapito nei voli delle rondini
dimenticavo il peso del vivere,
feroce presagio che esangue
regala la mano del tempo.

Ma la notte ha inghiottito la luna
gettando una coltre ululante
sullo sguardo incredulo della terra.
In un attimo scagliando schiaffi
la pioggia è giunta, obliqua e buia.
Chiudendo le finestre,
ai lampi ho chiuso gli occhi,
al turbamento il cuore.

ILLUMINAZIONE

Buongiorno, Ideale!
Ti risvegli all’alba
e con occhi annebbiati
cerchi il sole per definirlo
nella sua maestà, e mestamente
lo vedi distante, irraggiunto.
Quanto più santa e saggia
senza saperlo è quella mosca
che beatamente si liscia le ali
sul filo d’erba, splendida
gemma di luce nel raggio
del nuovo giorno.

IL SOGNO

Sognare come nuotare.
Lasciare la riviera al tramonto
e attraversare il mare.
E al largo vedere allontanarsi
di sera le luci della costa
in un cielo già pieno di luna.

Sognare come nuotare.
Sentire sul viso gli spruzzi
dell’onda notturna e nel cuore
il desiderio di un luogo
al di là del mare, una spiaggia,
un paese sconosciuto, o forse
stranamente familiare.

IL LIBRO

Nel labirinto dei sogni
io cerco un libro.
Un volume sconosciuto
e insieme familiare.
Quando lo vedrò tra i tanti,
là, sugli scaffali sconfinati
della biblioteca della vita,
lo riconoscerò. E’ certo.
Tra le dita ne saggerò la pelle,
ne studierò l’inimitabile sentore,
i polpastrelli sfioreranno pagine
riconosciute come un viso amato
e gli occhi ritroveranno luce
decifrando antichi inchiostri,
voci viventi racchiuse negli scrigni
di tipografiche alchimie.
Là, nell’infinito, atemporale spazio
di una biblioteca, mi attende un libro.
E io lo sto cercando.

UN’ AIUOLA

Vorrei un’aiuola.
Solo una piccola aiuola
fiorita ancora di sogni,
di attese in boccio,
di colori non sbiaditi
dai raggi implacabili del tempo.
Vorrei un’aiuola, una piccola aiuola
che aprisse i cancelli sui viali
di un giardino infinito.
Là certo ti ritroverei
sotto l’ombra dei lecci,
nelle danze lucenti
di una farfalla.

PRIMO MATTINO

Mi sfiora il cuore
questa brezza gentile
e nelle foglie nuove
freme l’antica quercia.

Trattenendo stupita
il respiro degli anni
in un mattino di sole
s’affaccia di nuovo
sull’arcano del tempo.

ULTIMA LUNA DI MAGGIO

Ultima luna di maggio,
falce librante, un sorriso
distratto concedi, lampada
fatua, alle braccia protese
dell’abete. All’imbrunire
tu accendi illusioni.

SERENATA DOLENTE

Accanto a te
il mondo sembra vuoto.
Scialbi i colori
si fanno al tuo passaggio.
Tu che l’omaggio ambisci
e l’attenzione e il plauso
passi con vacuo sguardo
sublime indifferenza.
Se tu sei stella
di certo sei compagna
di un solitario navigante
e in mare ti fai bella
per indicar te stessa
non tanto a lui la via.
Glaciale meraviglia
un giorno ti vedrai
non più unica a rara.
Ti disferai come neve

VIALE STRADONE

Abbagliante solstizio d’estate
incedi come destriero di luce,
alta la fronte ai vertici del cielo,
vibri come diapason di cristallo.

Diffuso frinio, invisibile fiamma
s’alza nell’estasi dei platani antichi.
Nell’ombra tace e improvviso riprende
il gioco canoro dei demoni alati.

IL CAMINETTO

Conosco un caminetto,
un focolare acceso
dove da tempo ardono lingue
di fiamma crepitante.

Vive perenne il fuoco
e s’alimenta come per magia
grazie alla legna d’alberi diversi,
di fascine, di rami, di cortecce.
Ardono essenze fumiganti
con aromi svariati e differenti.

A volte il fuoco ha forza
e illumina vivace la serata
di molteplici fiamme incoronato.
A volte appare come brace
solitaria, pensierosa,mesta
e nella semioscurità
quasi dolente invoca l’alimento.

Il caminetto ha un’anima che arde:
a volte riflessiva, a volte allegra
fa crepitar scintille luminose.
E’ come il porto che accoglie il navigante
e per un po’ lo fa sentire a casa.

ARBATAX

Sulla spiaggia al tramonto
il sole indugia tra i rami del mirto.
Caldo l’aroma dell’elicriso
punge di nostalgia il cuore.

Volano i ricordi, rarefatti
come cirri rosati nella sera.
Ora il sospiro della risacca
inutilmente ha umidi gli occhi.

Sul bagnasciuga i passi
lasciano labili impronte.
Non così la memoria.
Come torre sulla rada dell’anima
contempla l’oltremare.

TEMPORALE ESTIVO

Borboglìo sordo.

Incede plumbeo,
denso il groviglio
d’intestini nel cielo.

Scroscianti,
grigie ragnatele
calano fitte,
sul verde di luglio.

Come sipari annunciano
l’intervallo nei fasti d’estate.

VIGILIA DI FERRAGOSTO

Lucidi gli occhi,
l’estate già depone
la radiosa corona
e il sole lentamente
abbrevia l’arco
del suo volo nel cielo.

Flebili canti s’alzano
dai campi ancora caldi
di stoppie arse, a sera:
cauti anche i grilli
le stelle interrogano
della stagione a venire.

FINE AGOSTO

Com’è chiaro il sole
in questi giorni!
Negli occhi lucenti
è quasi Primavera,
ma dolce un turbamento
sfiora il cuore
e l’Estate.

QUESTI GIORNI DI SETTEMBRE

Questi giorni di Settembre
hanno una luce d’inizio Aprile
e nei colori pur verdi d’Estate
già freme un brivido d’Autunno.

LAMENTAZIONE DELL’ALIENO ALIENATO

Disse un alieno, alquanto preoccupato,
“Una nevrosi m’han diagnosticato.
Grazie ai terrestri- oh,maledizione! -
mi sento addosso la loro alienazione.

C’è chi mi vede verde con le antenne,
oppure con tre gambe e con le penne,
chi mi ritien del ciel l’ambasciatore,
chi pensa a me con ansia e con terrore.

Leggo sul blog di Tosca il disquisire
di chi sopra l’alieno intende dire
che il sottoscritto…beh, sarebbe l’Altro,
e trova il suo pensiero proprio scaltro.

Ma , vivaddio!, se l’Altro io sono ora,
dove mai troverò me stesso, alla buon’ora?
Meglio tornare a casa, tra le stelle!
Qui sulla Terra si senton delle belle

teorie, su Ufo, alieni e via dicendo,
che il mal di testa fan venir tremendo.
Come se non bastasse, oltre alle teorie,
scrivono acrostici, versi e poesie,

componimenti alquanto sibillini
dove gli alieni fanno a pezzettini.”
Così dicendo l’alieno sconsolato
lasciò la Terra e più non è tornato.

IL SILENZIO DI TOSCA

Un silenzio s’aggira nel blog.
Non si può non notarlo.

E’ come quando in una galleria
percorrendo i quadri alle pareti
t’aspetti di vedere il capolavoro
che dà il nome alla mostra,
la anima, la colora, le dà voce,
eppure non lo trovi. Svanito forse?

Un silenzio s’aggira nel blog.
Non si può non notarlo:
è il silenzio di Tosca.

POMERIGGIO DI NOVEMBRE

Il viale di platani, il cielo pesante
di nembi. S’oscura anzi tempo
questo breve pomeriggio autunnale.
Attendono il verde le auto incolonnate,
svogliatamente, come file di automi.
Ed ecco nel cielo di ghisa appare un volo.
Volteggia, s’avvita come un uccello colpito
dalla mira di un cacciatore. Tra i rami
danza come una farfalla impazzita.
Finchè il faro di un’auto impietoso
illumina una foglia di platano che misera
va sull’asfalto. E il verde s’accende.

SCENA NOVEMBRINA

La pioggia sui rami scorrendo
distacca le ultime foglie e i colori
scivolano al suolo come acquerelli
in calde lacrime di rimpianto.

PENTOLE

Bollendo alcune pentole borbottano,
alcune cuociono “pipiando”
alla maniera del ragù napoletano,
alcune sono fracassone e sbattono
(che musica!) allegramente il coperchio,
alcune infine sono silenziose…mistero!
E per tutte vale la fatidica domanda:
“Che cosa sta bollendo in pentola?”

PENSIERO

Il dolore come la gioia
sono come fiumi sotterranei.
Non subito vengono scoperti,
ma se se sente l’influsso
e quando sgorgano all’aperto
rivelano la vitalità della corrente
che percorre gli abissi
del mondo interiore.

PASSEGGIANDO NEL PARCO DELLE TERME DI RIOLO

Stamane la nebbia
svapora pigra
tra i rami dei platani.
L’Autunno non ha fretta
di spogliare il parco
e lente le foglie cadono
con fruscio di cartocci.

Passa una giovane donna
con marcia decisa,
chiusa nel suo giaccone,
mani nelle tasche, jeans,
cuffia di lana calzata sulla fronte,
lunghi capelli color delle foglie.

E io stupefatto ammiro
l’Anima che si rivela
così, per pochi attimi.

ALBA ROSSA

Al risveglio la rossa luce
di un’alba autunnale
insolita, apocalittica,
filtrando tra le imposte
mi ha suggerito insieme
curiosità e vago timore
per l’incognita giornata,
per l’incognita del vivere
che di nuovo s’affaccia.

UNA PRESENZA

Quando l’aula si svuota
e si allontanano sonore le voci
degli alunni e il silenzio sospeso
avvolge i banchi, la cattedra,
i grembiuli appesi e la lavagna,
le finestre stesse hanno una luce
distratta, come persa nei ricordi.
Una presenza ancora aleggia
nell’aula, sacerdotale, muta.
Sulla cattedra si china, flette
la fronte e attende l’ispirazione.

A VOI AMICI…

…Tanti auguri di buon anno
senza guai e senza affanno,
con benessere a palate
e giornate fortunate.
Possa il cuore star contento
e di ogni sentimento
positivo ed ottimista
faccia sempre la provvista.
Possa sempre comparire
sul sentier dell’avvenire
il sorriso ed il coraggio
di percorrer questo viaggio
delle vita che ogni volta
si presenta ad una svolta.
Possa questo caminetto
darvi il fuoco dell’affetto,
e la buone ispirazioni
per novelle produzioni.

PIAZZA DEI MARTIRI

L’ampio parcheggio nebbioso
nel gelido mattino d’ Inverno
come una giungla è percorso
da fiumi di auto guardinghe.

Chiusi in giacconi imbottiti,
i neri volti coperti da sciarpe,
randagi in passamontagna
tra veicoli tediati vagano,
sbracciandosi ad indicare
ogni posto che si libera.

Guanti pesanti di lana
stringono pacchi di calzini,
accendisigari, fazzoletti
e altre varie inutili cose.
Ansiosi sguardi tutti uguali
assediano ad ogni sosta.

Ogni moneta è un esorcismo
che allontana il povero diavolo,
serrata nel guanto di lana.

ACROSTICO MEDITATIVO

Attanagliata dal mito
finisce banalizzata.
Ridotta ad esotismo
induce ingenuità.
Conquista i marciapiedi
attraversando il mare.

Argomenti ideologici
fanno proliferare
risse tra benpensanti.
Intanto lentamente
con il nostro domani
annoda il suo legame.

QUESTA FRAZIONE PRESENTE

Come sabbia scivola
tra le dita del tempo
ogni remota esperienza.

I lontani orizzonti
sfuggono agli occhi
che li rincorrono invano.

Solamente è concessa
questa frazione presente
affacciata sull’infinito.

PRIMI GIORNI DI MARZO

Sui rami spogli
piange l’Inverno
il suo declino
e si congeda
con lacrime
d’amenti.

NOSTALGIA D’ESTATE

E’ strano,come tutte
straordinariamente
tocchino le corde
antiche dei ricordi,quelle
tanto attese,poi rimpiante,
estati della nostra vita!

SOGNO DI LUGLIO

Lontana
una vela
giallo-ocra
leggera
i flutti portano
oltremare.

SCOGLIERA

Le onde spumeggianti,
uscendo,entrando
giù negli anfratti d’ombra,
la scogliera d’alghe i tonfi
inghiotte, misteriosi,
oscuri sospiri del mare.

SERA

Il volto
sorridente
della sera
saluta
il mondo
al termine
del giorno

IDEALIZZARE LUGLIO?

Lasciar nella memoria
unicamente gioia,
glissando sulle pene,
l
e amarezze e i torti,
incerto se sia astuzia
o forse ingenuità.

MEGLIO PRECISARE

Laudator temporis acti,
una fede sicura
gli si conferma in mente:
la vita già vissuta
indubbiamente splende,
ogni incertezza è poi.

La vita come fiume
una corrente porta
girando alla sorgente
le spalle e la coscienza.
Intanto la memoria
opera sul sublime.

ELOGIO DELLA FRUTTA

Finché sull’albero puntuale
ritornerà, colorata e dolce,
una delizia stagionale
tanto gradita e celebrata,
tanto cantata e dipinta
avremo prova della vita.

LUGLIO 1970

La notte ci regalò
un ammiccare di stelle
giù al porto-canale.
Lontano dalla folla
i tuoi occhi fissavano
ogni istante, assorti.

MEDITAZIONE

La voce del silenzio,
un’ eloquenza strana!
Già, con il non detto,
lascia le porte aperte
in ogni direzione:
o consenso, o dissenso.

SIC TRANSIT GLORIA…AZZURRA ovvero… SARCASTICACROSTICO

La Spagna fa “fiesta”
una giusta baldoria.
Gli azzurri in TV
li vedi più tu?
Il cuoco della Nazionale
ormai ha chiuso lo spot.

CANICOLA

Luce accecante. Sui campi
una distesa di aride stoppie.

Giace la terra esausta. Rare,
le ombre fuggon l’arsura.

Il calar della sera è sogno,
o ancora grazia non concessa.

APOCALISSE…CHE BRIVIDO!

Se girano le sfere
fermiamo per piacere
il moto vorticoso
e anche un po’ noioso
di tutte le menate
ad arte cucinate:
minestra riscaldata,
fandonia già inventata!

SCHERZI… DEL CAVOLO

Ci fece vagheggiare
aiuole e piante rare,
viole, gardenie e rose
o ghirlande odorose.
Orbene, un impostore
ci diede un cavolfiore!

UN AUGURIO PER IL PRIMO AGOSTO

Anche se ormai Luglio è finito
Gioiamo ancora. Apre l’Estate
Orizzonti per noi comunque nuovi.
Sta alla nostra fantasia scoprirli,
Tendendo alla ricerca, all’inventiva.
Ogni tempo ha tesori da donare.

GRATITUDINE

Piante,
Alberi
E
Strade.
Atmosfere,
Giochi di luce.
Generosa terra
In ogni suo dono
Offerto.

PIOGGIA D’AGOSTO

Pare autunnale
Il cielo e il tempo
Oggi è variabile.
Vagano nubi inquiete.
Estate, dove sei?

LA VOCE DELLA NOTTE

Non c’è silenzio più profondo
O sacro che in questo tempo,
Tanto di tenebre avvolto, eppure
Tanto nell’intimo colmo di luce.
Estatica l’anima ascolta e tace.

SETTIMANA DI FERRAGOSTO

Le ore passano pigre, senza fretta.
Anche il sole s’alza sbadigliando
senza guardar l’orologio.
L’estate non più giovane ora incede
con pompa matronale. Inquieta
evita il pensiero del prossimo declino.
Affida ai fuochi d’artificio
ricordi di una vita e disincanti.

POMERIGGIO DI MEZZA ESTATE

Poco alla volta s’allungano
Ombre e già declina il mese
Mentre l’Estate ha sguardi
E pensieri colmi di nostalgia
Ricordando la luce di Luglio,
Indimenticabile, solstiziale
Giovinezza del sole, anima
Gioiosa della dolce stagione
In un attimo volata, smarrita
O forse già nel desiderio eterna.

PIOGGIA D’AGOSTO

Per un nonnulla
Il cielo s’adombra.
Offeso forse,
Versa lacrime
E tiene il broncio.

QUI E ORA

Andiamo col pensiero
Già all’Autunno, eppure
Ogni giorno di questo
Strano e dolce periodo
Traduce ancora dell’Estate
Occasioni, sogni, incognite.

PENSIERO DEL MATTINO

Buona cosa è contemplare
Un paesaggio, cogliendone
Orizzonti, colori, dettagli
Nell’occasione che ogni tempo
Dona a noi, figli della fretta,
Invitandoci a sostare, a pensare.

LA LUNA E I GRILLI

Hai notato
quant’è flebile,
continuo e lontano
il canto notturno
dei grilli a fine Agosto?
Come respira greve
il sonno della campagna
nell’ argenteo brusio
del plenilunio?

COMMIATO

Alla scadenza
Già ti prepari.
Ora il tuo tempo
Sta come il vespro
Tramontando. Addio,
O dolce mese estivo.

ESTATE SETTEMBRINA

Sempre con noi
Estate si mantiene.
Tutto ciò che di buono
Ti sembra permanere
E’ il volto dolce di questa
Magica stagione, viva,
Benedetta dal sole,
Rinascente, in nuova veste:
Estate settembrina.

MAGIA DI SETTEMBRE

Si avverte nell’aria
E come musica
Tocca dolcemente
Tutte le corde del cuore
E della mente i pensieri.
Mi riporta lontano e muove
Brusii di ricordi, immagini,
Rinnovato stupore
E rende grazie alla vita.

RITA DI VINCENZO

Argine,
che spezzato vibri a notte…
tranello al cuore
che, sbocciato in pianto,
fa l’ultima corsa accecato..

Io libellula di cielo..
Io libellula di stagno…
foglia di quercia,
frinito acerbo…

Sbriciolii di sole,
mentre erbe soffocanti d’inedia
muoiono pallide…

Nuovi pulviscoli di luce
in sfolgoranti colonne
di sospiri quieti
e rassegnati…

Torna l’età a verdeggiare
avida di calore,
mentre nodi scorsoi di follie
s’agitano al vento
come altalene.

Tutto è rapace

Nell’abisso profondo
di finta quiete, io penso..

Ombre profilate di vetri
taglienti navigano ad intervalli
e poi sordo mormorio
dalle gole di un ruscello
vibra;

Bianca colomba..
bianco essere schizzato
d’inchiostro serpentino.

Tutto è rapace..profondo,
di un male che spezza..
mentre cristalli densi di vita
si raffreddano all’aria….

Alla notte
Zagara notturna,
in ebbri veli ti culli
eccitando la notte.

Solo il battito del silenzio
mentre s’incendia un’altra alba.

Amare,
io sono così…
prego per la luna che si torce,
violento il vento
che impazzisce di nuvole
e corro con l’anima sospesa.

E poi,
quando tutto si trasforma
in pianto,
un marciapiedi su cui dormire
coprendomi con
migliaia di stelle.

La mia poesia

Nasce così,
senza sbocciare di pollini,
nasce così dal cuore…o chissà da cosa…
Io me ne sto qui,
e rido e piango insieme alle parole,
da sola o in compagnia…cosa importa…
L’aria ha un gemito di pianto
e freme sotto quel ponte il gregge
di cupi cirri.
Uno squacio di stelle che si chiude di nebbia,
si stroncano i rami dell’essere e il vento sussulta
sulle imbrunite cime
bisbigliando al crepuscolo.
Volgo gli occhi alla mia Etna
e laggiù le iridi incontrano il mare
cangiante di luci..
L’aria scuote il suo pulviscolo d’oro….
nasce così la mia poesia.

“Ancora corro
per deserti,
sabbia d’oro
sotto i miei passi.
Ho visto tramonti
di cieli infuocati
e lassù…grappoli di
stelle chiacchierine”.

Perchè mai l’aurora dolcissima
si contorce in brevi spasimi di luce
e offre l’oro dei suoi capelli
al giorno…
Le stelle hanno già sciolto le loro trecce
e perle vivide di rugiada
bagnano il ventre della terra.
Il mattino intona la sua risata
mentre le foglie fresche di pioggia
respirano regolari.
E’ il vento che trema,
che vibra le ciglia dell’alba
nei primi lumeggiari di sole.

Ancora sera…
i fiori scivolano
nel colore della notte
e nel mondo,
di un solo colore,
solo il suono del vento…

Laggiù il promontorio
morde l’azzurro cupo
del mare…qualche lacrima
cade dal cielo e attraversa il buio.

Pittore improvvisato
di rapidi schizzi…
mi sono fermata
ai confini del mare
seguendo le orme dei gabbiani
mentre il cuore rotolava
negli abissi….

Piove,
e lo sguardo che spazia fuori
si bagna di
attimi d’argento
mentre scorre i profili
dei monti innevati….

la musica arriva dal cielo
e si stempera nel mare o nei prati
in deliziose assonanze…

Poi la sera
si adagia sul mondo
e mentre chiude il sipario..
accende le luci dei sogni……

LIEVE

Piove stasera
ed il vento arrabbiato
mi spazza la mente e i ricordi
dal cuore.

Lampi improvvisi….splendenti…
saettano nel cielo e nell’anima:
soltanto i miei occhi sono più grande
dell’immensità….

e
suona piano un disco chissà dove,
con la voce
di questo strano vento.

Saluto tutti gli amici di questo blog augurando loro la buonanotte.

Ecco fatto, è stato un bel lavoro ripercorrere gli archivi di questo blog, ma ne è valsa la pena, spero di non averne dimenticate. Adesso via via che le invierete le andrò a sistemare così si arricchirà questa piccola preziosa antologia.

Aggiungo un altro veliero, è un veliero fantasma.

Ancora
riprendo antichi sentieri,
nuvole del cuore passeggere.

Velata d’incoscienza
conto le ore…
e rugge all’apparente sereno
una rapace morsa:

sono, io so..spire inestricabili..

Tutto cancella il tempo
col suo lume di pallido sonno”.

Goccia dopo goccia
si spegne lasperanza,
scoloriscono i colori del sogno..
mentre lo sguardo assente
vaga sulla parete bianca.

Creatura del mondo,
forse ti giungono ancora
l’eco di risa,
frammenti di vita serena
come onde tumultuose…

Posso udire l’urlo tuo silenzioso
che oltrepassa i confini del tempo
per approdare ai lembi dell’infinito”.


Infiniti voli di pensieri
come passeri
nella rugiadosa mattina;

note leggere,
ali di farfalle…zagare..
dimmi….
da quale pregiata essenza,
da quali petali di tempo
è formata la nostra vita”.

AUTUNNO

Volano le foglie secche sul viale
spinte d’un leggiadro maestrale
mentre lesto ruba al meriggio i colori
il tramonto dipinto di rosso come l’ardore
dell’ultime rondini che lasciano la magione
salutando nell’imbrunir d’ autunno la stagione
Mi fermerò tra queste pietre
chiare
per saziare di sale la mia pelle:
resterò qui a perdermi
tra l’eco assordante
dell’acqua…
sirena triste,
le iridi affogate
nei cristalli
mentre il tempo scorre
uguale,
silente,
feroce…
Mi nutrirò di cielo e di
mare,
ruberò l’acqua a conchiglie
gelose,
cercherò me dispersa in questa
immensità.
E quando il vento
con la sua mano dolce
mi legherà i capelli,
fonderò il mio essere qui..
per sempre…

Tutto tace,
fisse stelle,
rami come braccia imploranti….
Anche i girasoli chinano il capo
mentre la luna
si spegne nel mare…..

GIUSEPPE CASTORINA

Settembre

Il poeta ne canta i tramonti
il pittor ne invidia dei colori le trame
e l’odor de’ boschi ammalia tanto
l’ alma mia rapita dal mar d’estate……

Buongiorno amici
da queste magiche sponde vi giunga il mio saluto
mentre io al mar m’inchino e nel suo azzuro son perduto…
E sopra il mio scranno mi muovo fra carte ed intenti
navigando nell’incertezza dei tanti momenti
sperando che dopo tempesta quiete faccia
e che l’onda plachi l’arrivo della bonaccia…

IL PESCATORE

solo nella notte un vecchio pescatore
guarda il cielo, guarda il mare
tempo fa buono deve andare….
solca l’acqua il legno, il freddo sulle spalle
ma non è solo l’accompagnano le stelle…..

Il giorno di carnevale

Canti e balli la festa impazza
maschere e carri si va in piazza.
Stelle filanti sfidano il cielo
coriandoli ovunque, è tutto un velo
Il carnevale porta allegria
scaccia i pensieri e la malinconia.
La gente ride, scherza e pure urla
della vita stessa ne fa una burla…
Tutto è lecito e si vive in fondo
questo strano, pazzo, girotondo
Si dimentican guai e tutto è pazienza
fino a mezzanotte poi è penitenza;
per il religioso o per la vocazione
vien dì delle ceneri è tradizione
astinenza e digiuno altrimenti son peccati
mi sa che il carnevale…. ci ha tanto fregati…..

RAGAZZA VENTENNE

Il mandorlo si riveste di trine
palpito di un’altra primavera
e la terra ride
complice di un’esistenza che rinnova.
E il tempo scorre
di anno, di giorno
di ora in ora divengo.
E il passero nudo
mette piume e vola
vola alto nell’immenso,
nel suo cielo d’illusione,
nella sua folle precaria giovinezza.
Finchè le ali lo sospingono vola
nel suo sogno senza fine

nella sua folle

precaria giovinezza.