UNA SCOPERTA MERAVIGLIOSA

quadrifoglio 1

 

La bambina paffuta aveva un’andatura buffa mentre correva verso la madre ed era come presa da improvvisa frenesia. Poi parlò con la sua solita vocina un po’ inceppata, con quel suo modo di mettere insieme le parole senza l’intenzione di formulare frasi perfette. Le sue idee erano macchie di colore, musiche, fragranze, forme, abbracci e baci. Le sue idee erano lampi  improvvisi di luce che illuminava una zona del suo essere.

_ Mamma, perché  ieri tutti non come me e oggi tutti come me?

La madre la guardò stupita perché aveva compreso il senso completo della frase e non si sarebbe mai aspettata  una tale considerazione. La bambina attendeva con calma, con le sue labbra  perennemente dischiuse e tutta la dolcezza del mondo negli occhi obliqui. La madre organizzava velocemente i pensieri scegliendo la forma linguistica adatta ad esprimerli, selezionando verbi e aggettivi, rievocando e sintetizzando suggerimenti  psico-pedagogici. Poi decideva di scegliere la chiarezza insieme alla pura verità ed impastare il tutto col sorriso del nonnulla e il tono della casualità.

_ Oggi siamo stati ad un convegno, a un festa,  dove c’erano tanti bambini come te. Mentre nella tua scuola ci sei solo tu così. Ma tu non devi sentirti dispiaciuta quando sei con i bambini che non sono come te, perché tutti ti vogliono bene così come sei.

_ Come sono io?

_ Tu sei speciale perché il tuo corpo è organizzato con qualcosina  in più. Quel qualcosina in più  ha un nome strano, si chiama “cromosoma”.

_ Cor- so-mo-na ?

Cercò di ripetere la bambina con l’intento di saperne di più e la madre continuò, cercando di sdrammatizzare  e rincuorarla più che poteva:

_Ma sei stupenda anche così. Più stupenda di tutti e tutti ti vogliamo un gran bene. Mi capisci?

La bambina sorrise arricciando il nasino camuso e lasciando apparire la lingua tra i denti, mentre negli occhi baluginò qualcosa. Prese la mano della mamma e la condusse verso l’uscita.

La giornata  era luminosa , la primavera aveva fatto il suo solito buon lavoro in cielo e in terra. Il prato era d’un verde inteso, il trifoglio era spuntato rigoglioso. La bambina fece cenno alla madre di sedersi proprio lì tra tutta quella morbidezza rinnovata. Quindi le fece cenno d’aspettare spalancando la manina tozza. Si avviò e ritornò presto con un libro in mano, le si sedette accanto,  accarezzò i trifogli e disse:

_ Questi tutti gli altri.

Aprì il libro nel punto in cui un quadrifoglio era stato conservato e aggiunse col tono contento di chi aveva fatto una scoperta meravigliosa:

_ Questa io!

 

TOSCA PAGLIARI

(scritto nell’estate del 2014 per “Andare oltre si può”)

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