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TUTTI A SCUOLA … con il grembiulino!

Si torna a scuola, ormai manca poco . Finito agosto tutto si rimetterà in movimento. Quest’anno comincia  con le difficoltà dei precari di ritrovare il loro lavoro, ai quali esprimo tutta la mia solidarietà e faccio un grosso in bocca al lupo perchè ottengano quel che meritano.

Detto questo mi piacerebbe tornare a parlare di scuola con tutti voi  senza polemiche e forzate prese di posizioni, ma con saggio spirito critico e apertura verso tutte le opinioni e circostanze.

Io comincio con i grembiulini invitando ad inviare ricordi legati ad essi, situazioni particolari e valutazioni sull’uso di tale abbigliamento in tempi moderni.

La mia teoria è che ben venga il grembiulino se deve dare l’idea dell’appartenenza ad un gruppo in un’età dove ancora la fase egocentrica non è del tutto superata. Largo spazio al grembiulino se è di utilità pratica a genitori ed alunni, ma se mi dicono che serve a livellare le differenze sociali noto nel discorso qualcosa di stonato. Gli scolari con il grembiulino non  sono coperti dalla cima dei capelli alla punta delle scarpe e  per fare affiorare le differenze sociali basta, a volte, anche un solo piccolo dettaglio. E poi perchè si dovrebbero ammantare le differenze sociali? Se si vuole innestare su di esse un sano intervento educativo è bene che si manifestino. La diversità, in ogni senso, non va nascosta, ma accettata senza emarginazione, diffidenza, derisione e quant’altro sia contro i diritti umani e civili.

Un’altra cosa mi suona strana nell’uso del grembiulino come salvaguardia delle differenze sociali: perchè alla scuola primaria si dovrebbe stare attenti ad eleminarle con questo mezzo e in tutti gli altri ordini non lo si usa affatto? Non lo si usa in una fascia d’età più alta, dove l’abbigliamento tende ad essere la principale causa di confronto, perchè?

Vi aspetto per chiacchierarne insieme.

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76 Commenti a “TUTTI A SCUOLA … con il grembiulino!”

  1. Tosca Pagliari Scrive:

    Mi permetto di fare per prima un commento inserendo delle parti di “LE FOTO SALVATE” dove appare il tema del grembiulino, che segue la protagonista nel passare da un grado di scuola all’altra.

    “Con i soldi che aveva lasciato il padre le si dovevano comperare i grembiuli, ma Pia decise che era uno spreco prenderli belli e fatti, ci avrebbe pensato lei a cucirli. Comprò un buon taglio di cotone bianco, ma esagerò con le misure: un centimetro in più di qua perché la bambina era in crescita, qualche altro di là perché più in avanti toccava metter sotto i maglioni pesanti, qualche altro non si sa bene il perché, fatto sta che risultarono talmente larghi e lunghi che la bambina si rifiutò d’indossare. Per evitare storie si misero da parte per quando sarebbe stata più grandicella e nel frattempo se ne comprarono due già pronti con colletto e fioccone rosa in dotazione.”

    “- Voglio vedere la mattina per andare a scuola chi ti legherà il fiocco del colletto del grembiule, visto che ancora non lo sai fare?-
    - Tanto andrò alle medie e il fiocco non ce lo avrò più!-”

    “Lei invece aveva i capelli legati, il grembiule nero ed una gran voglia di scappare da quel salottino messo a disposizione dalla madre superiora”.

    ” Per fortuna non aveva più il grembiule nero e non doveva più pensare quotidianamente cinque minuti alla morte. Adesso c’erano le assemblee studentesche, che gli allievi delle classi più avanti animavano con foga.”

  2. Luciano C. Scrive:

    Ricordo: grembiule nero e fiocco azzurro, nella seconda metà degli anni sessanta, passando per il sessantotto che solo il mio fratello maggiore viveva da protagonista, il cambiamento! Le tv pian piano invadevano le case delle famiglie, che al calar della sera estiva si intrattenevano con i propri filgli nipoti e affini, con racconti di vita vissuta, novelle di Giufà e savi argomenti. L’uniformità a scuola lasciava intravvedere solo le differenze di sesso e somatiche; tutti uguali davanti all’insegnante burbera autorevole ma tanto buona. che intonava Fratelli d’Italia mentre a tutti si distribuiva il panino e la tavoletta di cioccolato. La bontà si percepiva, era al primo posto nella scala dei valori, carosello segnava il confine della sera dei piccoli con la sera degli adolescenti e adulti. Il grembiule come di senso di patria, di appartenenza, di rigore e tutela, di doveri e diritti per tutti uguali. E’ tutto cambiato, zainetti, diari, marche, sono gli status simbol degli scolari, che iniziano il loro percorso già ben informati da ciò che le pubblicità televisive propinano ed inducono all’acquisto. Con nostalgia ricordo quei tempi; eran senz’altro tempi migliori!

  3. Raffaele Scrive:

    Ho frequentato l’asilo (il “giardino d’infanzia”) a Imola: là avevo il grembiulino bianco con un contrassegno personalizzato (un’auto rossa, riportato anche sull’attaccapanni): un modo per trovare facilmente i propri abiti. A Imola ho frequentato anche la 1^ e la 2^ elementare: avevo un grembiulino nero,ma non ricordo bene il colore del fiocco.Mi pare celeste. A Napoli ho frequentato la 3^ elementare: avevo un grembiule nero, con fiocco verde se non ricordo male. A Faenza la 4^ e la 5^ elementare: grembiule a piccoli quadretti azzurri e bianchi: non mi pare si portasse il fiocco. Ricordo molto bene l’odore dell’inchiostro nei calamai di vetro collocati (pericolosamente!) nei banchi di legno, le cannette delle penne, i pennini, la carta assorbente, il sussidiario, l’astuccio di legno con i 6 pastelli Giotto da usare con parsimonia.Che profumo di legna d’abete quando si temperavano! Sarà una banalità, però mi vien da dire: sembra ieri!

  4. Giuseppe Castorina Scrive:

    Buongiorno amici, anch’io sono “passato ” per il grembiulino ed era nero con il fiocco azzurro. Io per la verità non lo soffrivo molto ma credo che fosse più che per un fattore estetico, che per il mio carattere ribelle . Allora il grembiulino, era indice di ordine e pulizia ricordo che uno dei tre maestri con cui ho frequentato le elementari, ogni mattina ci passava la rassegna tipo militare: ci faceva allineare sull’attenti e controllava miniuziosamente, che tutto fosse perfettamente a posto, a cominciare dal grembiulino stesso. Una volta trovò una scucitura sul collarino bianco che supportava il fiocco ed il malcapitato possessore fu rispedito a casa :”vai e non ritornare se non tutto in ordine !” Così disse il maestro … che esagerazione. Gli ultimi due anni evidentemente l’altro maestro, non la pensava allo stesso modo e ci permetteva addirittura , dopo l’ingresso, di toglierci di dosso ” la divisa ” com’egli la chiamava, per indossarla di nuovo dieci minuti prima dell’uscita. Ho ricordi bellisimi di quei tempi avevo dei bravi insegnanti e tanto ho appreso da loro. Ancora oggi mi soffermo spesso a chiaccherare con il mio vecchio maestro, ormai tanto avanti con l’età ma estremamente lucido, per lui è un grande piacere che un suo alunno si ricordi di lui ma lo è ancr di più per me credetemi. Comunque , non vorrei essere polemico e non vorrei cadere nelle scontatezze delle posizioni e nemmeno della retorica ma io credo che non è che ritornando al grembiulino ( che forse potrebbe essere un buon affare commerciale) che si risolvano i problemi della scuola…..

  5. Tosca Pagliari Scrive:

    Grazie Luciano, Raffaele e Giuseppe per aver inviato i vostri i ricordi e le vostre considerazioni su questo thread.
    Un grazie doppio a Raffaele per aver messo la recensione del mio libro sul suo sito. Io l’ho linkata su questo blog potete trovarla nella relativa sezione oppure andarla a visitare direttamente da: http://www.raffaelerusso.it/Miscellanea/Sullo_scaffale.html

  6. Tosca Pagliari Scrive:

    http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=6198#comments

    Qui potete andare a leggere un mio racconto breve inedito. E’ nuovissimo, l’ho scritto in una calda serata sul balcone, poco dopo il mio rientro da Lucca. L’ho scritto per gioco, per quell’unico “piacere” di scrivere su cui Raffaele, spesso, m’induce a riflettere. E se si scrive con piacere, forse, chi legge riuscirà a riscoprire altrettanto piacere. Forse.

  7. Raffaele Scrive:

    E’ un periodo, Tosca, per me molto pieno di letture, per studio, per impegno e per diletto. Appena possibile leggerò per bene il tuo racconto che, a prima vista, mi ispira vero interesse.Buon fine agosto a tutti!

  8. Clara Scrive:

    Ciao Tosca
    sono Clara,oggi mi trovo dalla zia per finire il libro delle vacanze…. che stress!!! Fra pochi giorni inizia la scuola,mi dici tu come faremo a mettere il grembiule con tutto questo caldo? Il mio grembiule è blu con il colletto bianco e ricamato.Ma io lo vorrei rosa che è il mio colore preferito,sempre meglio di quello della zia,che era nero con un collettone bianco,rigido e un fioccone blu.Vorrei dire al ministro Gelmini:”Usiamo invece del grembiule una uniforme come quella usata nei college inglesi?”Questa è la mia proposta.
    Baci CLARA.

  9. Tosca Pagliari Scrive:

    Ciao Clara, forse un’uniforme potrebbe essere più comoda e anche più graziosa. Ce ne vorrebbero almeno tre, o tre modi per combinarla in maniera estiva, di mezza stagione ed invernale. Forse costerebbe un bel po’ di più d’un grembiule e la scuola, essendo pubblica, dovrebbe sovvenzionarla o darne un contributo. Scrivila una bella letterina alla Gelmini, chissà !?
    Intanto ti auguro un felice ritorno a scuola e le insegnanti vedrai che saranno tolleranti e aspetteranno il clima giusto per il grembiule. Del resto anche loro si presenteranno in abbigliamento estivo e non indosseranno di certo il camice come facevano le maestre d’un tempo. Sarebbe bello che le cose cambiassero o per tutti o per nessuno. Non sempre è così, pazienza.
    Un bacione e tanti auguri ancora.

  10. Tosca Pagliari Scrive:

  11. Raffaele Scrive:

    E’ una tragedia davvero! Stridente il ricordo, inevitabilmente un po’idealizzato, dei nostri grembiulini e dei banchi di legno, in una scuola rintracciabile solo negli archivi della memoria, con le attuali, allarmanti realtà scolastiche.Ma consoliamoci: si farà il Ponte sullo Stretto!

  12. natalemaugeri Scrive:

    Ciao Tosca
    Non voglio ripetermi, ma è veramente bello.Complimenti!

  13. Tosca Pagliari Scrive:

    Che cosa, Natale?

  14. Raffaele Scrive:

    Perchè preoccuparsi tanto? La crisi della scuola verrà compensata, oltre che con “grandi” opere, con una nuova edizione del Grande Fratello, “live”, all’interno di un istituto. Sono aperte le iscrizioni per docenti, discenti, bidelli, genitori degli alunni. (Poi finisce che la fanno sul serio!)

  15. Giuseppe Castorina Scrive:

    Buongiorno amici oggi riprendo il posto dietro la scrivania nel mio ufficio non so quanto durerà, ma si va avanti. Ho letto il tuo racconto Tosca complimenti. Anche in questo racconto, hai messo in evidenza, delle tematiche sempre di costante attualità e lo hai fatto, come sempre, con garbo e stile; quasi accarezzando la problematica ma allo stesso tempo delineandone chiaramente i contorni. Ho dato una chiave di lettura al racconto , forse molto personale, in cui la differenza pure d’ideazione fradue mondi (meridione e settentrione) vicini eppur ancor così tanto lontani, viene infine accumunata dalla fiducia in se stessi e dalle certezze della cultura che portano all’emancipazione ed all’apertura mentale. Ho inteso metaforicamente in questo senso, la figura d’Ilaria. Raffaele, son d’accordo con te, anche se la scuola è già una “soap opera”.

  16. Daniela L.R. Scrive:

    Caro Raffaele,
    se la ministra legge la tua proposta, in sintonia con il caro Silvio e l’inseparabile Giulio darà il via alle iscrizioni, perchè così sarà davvero la scuola
    della multimedialità, dell’integrazione, e del non far nulla ed eseere famosi… che sfacelo!!!
    Daniela

  17. Raffaele Scrive:

    Ahimè,Daniela! Come non essere tristemente d’accordo?

  18. Tosca Pagliari Scrive:

    Ciao Daniela, Giuseppe e Raffale, come siete lungimiranti, purtroppo!

  19. Raffaele Scrive:

    C’è un bel detto napoletano a commento di queste sventure:

    Comme ricett’ ‘a capa ‘e muort’: «Signo’, peggio no!»
    Come disse il teschio: «Signore, peggio di cosi’ no!»
    (Non so se conoscete la relativa storiella)

  20. Tosca Pagliari Scrive:

    Io non la so, mi piacerebbe che me la raccontassi.

  21. natalemaugeri Scrive:

    Ciao Tosca
    Parlavo del tuo racconto.
    Notte a tutti.

  22. Tosca Pagliari Scrive:

    Grazie Natale. Buona notte anche a te.

  23. Raffaele Scrive:

    E’ presto detto:

    In un vicolo di Napoli, in un’epoca imprecisata del passato, viene portato, con una carretta sgangherata, a nuova sepoltura un cadavere esumato e piuttosto malridotto. Il vicolo è abbastanza sconnesso, come anche oggi spesso sono le strade popolari a Napoli (non quelle di rappresentanza,naturalmente!), piene di buche e intralci. Il carretto si rovescia, si rovescia anche la bara e il teschio del morto (in napoletano:‘a capa ‘e muort’) si stacca dal corpo e rotola rimbalzando nel vicolo come una curiosa palla. Un gruppo di scugnizzi osservano la scena, poi per divertimento iniziano a giocare pallone tirando calci impietosi al povero teschio che amaramente conclude: «Signo’, peggio no!» (”Signore, peggio di così no!”).

    Possiamo anche noi innalzare questa invocazione al cielo? Che non ci capiti peggio di quel che già sta capitando?
    Che ne dite, cari compagni di classe?
    Buona notte a tutti voi.

  24. Raffaele Scrive:

    Un’altra versione dialettale è “No chiù peggio,Signò,ricette ‘a cap’ e muort’!” (”Non peggio di così, disse il teschio!”). Il significato naturalmente è lo stesso.
    Visto l’argomento mi piace inserire un video del grande Totò: http://www.youtube.com/watch?v=AZ8mrzSKzQs&feature=related

  25. Giuseppe Castorina Scrive:

    Buongiorno amici, ciao Raffaele,a proposito di quanto sopra c’è un altro detto dialettale siciliano che si può accostare all’argomento :
    a ‘mmortu c’ha ballunu ‘n coddu a pansa …. ( ad un morto ci ballano sopra la pancia….)

  26. Raffaele Scrive:

    Anche questa è buona! Mi pare che la crisi della scuola abbia attivato la metafora della danza macabra!
    http://www.youtube.com/watch?v=rZ_w_ZLmqAU&feature=related

  27. Tosca Pagliari Scrive:

    E visto che ci siamo io ne so un’altra: “Quannu unu è mottu, na cuteddata chiù, na cuteddata menu…” ” Quando uno è morto, una coltellata più, una coltellata meno…” ( tanto non si sente più nulla).

  28. Tosca Pagliari Scrive:

  29. Daniela L.R. Scrive:

    Cara Tosca,
    da qualche giorno , fra le innumerevoli pubblicità trasmesse in tv,è sbucata fuori quella del “grembiulino xxyy” .che è trasmessa innumerevoli volte e nei momenti di maggiore ascolto televisivo. Ne sono rimasta a dire disgustata è poco. Non era mai successo di vedere si facesse esplicita pubblicità al grembiule, è il primo anno…che vergogna. Con tutto quello che sta succedendo nella scuola, con gli scempi fatti da questa scellera-
    ta riforma, come si può esseri così poco sensibili….ahahah sanno questi signori, nostri capi , cosa significhi questa parola? Ne dubito fortemente. Hanno idea di quanta gente è rimasta disoccupata? E poi dicono che stiamo uscendo dalla crisi…che impietosa bugia!!!
    Sempre più disgustata e sgomenta
    Daniela

  30. Tosca Pagliari Scrive:

    Carissima Daniela, “loro” ti risponderebbero, forse, che la pubblicità si fa ai beni di consumo. Il grembiulino come il diario, lo zainetto ecc… sono dei beni di consumo ad uso scolastico. Si pubblicizzano però le marche e quel che si pubblicizza fa tendenza. Allora che vuoi che ti dica, tra questi scolaretti ci saranno quelli con i grembiulini “in” pubblicizzati e quelli con i grembiulini “out” non pubblicizzati. Però saranno tutti ben uniformati con il grembiulino. O no. Può darsi che mi sia confusa. Dov’è che mi sono confusa?

  31. Raffaele Scrive:

    Speriamo nelle risorse delle persone, delle spirito, del cuore e dell’intelligenza delle persone. I grembiulini, firmati o meno,finiranno prima o poi nei rifiuti.
    Così anche la grandeur, in tutte le forme e in tutte le salse, e a tutte le età. Anche il Superman dei fumetti, bontà sua, ammetteva di avere dei limiti (la cryptonite). Guai a noi se dovessimo identificarci con dei Superman senza limiti, senza freni e senza ritegno. Speriamo che la scuola conservi la sua “mission” educativa e non diventi un allevamento di polli consumisti e presuntuosi.

  32. Raffaele Scrive:

    “Un giorno, in un prato, una rana vide un bue. Le sembrò splendido e provò una cocente invidia per la sua grandezza. Prese così a gonfiarsi quanto più poteva.Chiese poi ai i suoi piccoli se fosse diventata più grande del bue. Essi risposero di no. Ancora quindi tese la pelle con più energia e rinnovò la sua domanda su chi fosse più grande.I figli risposero: – Il bue! -Ferita nell’orgoglio, la rana si dilatò ancora di più e alla fine scoppiò.” (Fedro)

  33. Giuseppe Castorina Scrive:

    Buongiorno amici, provo rabbia ed amarezza per quello che sta accadendo oggi in Italia, nella scuola e nel mondo del lavoro in genere. Cinquant’anni di lotte e di conquiste sindacali cancellate in pochi anni in nome della revisione e del risanamento!!?? In verità poi solo per arroganza ed incompetenza ( mio personale parere). Non voglio esprimermi oltre in merito, assumerei inevitalbilmente delle posizioni e non è corretto farlo su queste pagine. Il dubbio che mi sorge però, è come mai già dall’anno scorso, quando l’idea del grembiulino era solo un’ ipotesi, alcune aziende ne avevano già di fatto avviato la produzione? Questo la dice lunga su che parametri è intesa la riforma della scuola! Spero e credo vivamente anch’io, nell’ intelligenza e nello spirito delle persone ma ahimè di gente che si crede Superman senza ritegno e freni, caro Raffaele, oggi ne esiste tanta…..

  34. Tosca Pagliari Scrive:

    Questo dice già tutto da sè.

  35. Tosca Pagliari Scrive:

    E di quest’altro che ne pensate?

    GREMBIULINI DISEGNATI DAI RAGAZZI (leggi il resto)
    http://fiorani-pavia.blogautore.repubblica.it/2009/07/22/i-grembiulini-disegnati-dai-ragazzi/

  36. Raffaele Scrive:

    Chissà perchè mi torna in mente una citazione di Marx :”La critica ha strappato dalla catena i fiori immaginari, non perché l’uomo porti la catena spoglia e sconfortante, ma affinché egli getti via la catena e colga i fiori vivi”. Ho l’impressione che ancora si faccia di tutto per occultare le catene, stavolta con fiori di plastica e multimediali. Che tristezza!

  37. Giuseppe Castorina Scrive:

    Buongiorno amici, forse è vero quello che affermava la mia insegnante di lettere delle scule medie: ” anche dalle più evidenti negatività, bisogna saperne cogliere il lato positivo “. Raffele quella citazione mi pare concludesse “È dunque compito della storia, una volta scomparso l’al di là della verità, quello di ristabilire la verità dell’al di qua.”

  38. Raffaele Scrive:

    Cerchiamo di cogliere il lato positivo, ovvero il bicchiere mezzo pieno. Poi si tratta di vedere di che cosa è pieno (”la verità dell’al di qua”).

  39. Giuseppe Castorina Scrive:

    Sempre saggio Raffaele …..

  40. Tosca Pagliari Scrive:

    Ciao Raffaele e Giuseppe, a proposito del lato positivo e del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, oggi la metafora mi viene di giocarmela nel seguente modo.
    bicchiere
    La mamma prova il grembiulino alla figlia ed esulta, anche se la crescita c’è stata pare che, comunque, il grembiulino, per il pregio d’essere stato comprato un po’ più comodo, vada bene lo stesso. Perfetto così quest’anno non si cambierà grembiulino. E vai! Bicchiere mezzo pieno! Le scarpe non entrano più, ma se c’era da comprare anche il grembiulino, altro che, anche il portafoglio sarebbe stato un po’ più vuoto. Poi, per strada, casualmente, mamma e figlia incontrano la maestra. La bambina è felicissima di rivederla, l’abbraccia, la bacia esulta dicendo che tra poco si rivedranno a scuola. La maestra scuote la testa e deve ammettere che non ci sarà nella sua classe quest’anno e neanche nella sua scuola. La bambina si rattrista, la mamma si allarma, l’insegnante cerca di calmare le acque dicendo che in fondo la bambina si abituerà, rivolgendosi alla piccola la rincuora con la prospettiva che, come è successo in quel momento, potranno incontrasi per caso e salturarsi tante altre volte, raccontarsi anche qualcosa se si vuole. Alla madre dice di non preoccuparsi perchè tutte le colleghe sono brave e i bambini hanno un forte senso d’adattamento. Perchè ha detto tutte queste cavolate e non “andate a fare la rivoluzione perchè sta succedendo il finimondo ed i vostri figli non avranno più garanzia da un anno all’altro di una stabile e serena sistemazione con un’insegnante presente negli anni e, quindi, in grado di stabilire quella necessaria continuità didattica che permette di apprendere in maniera proficua? Perché? Non lo sa neanche lei e si sente improvvisamente vigliacca. Spesso a cercare di tenere le acque chete per sereno vivere si diventa complici dei misfatti, se capita un’altra mamma glielo dirà eccome per il verso giusto. Le dirà anche di riunirsi ed andare a protestare insieme a quegli insegnanti che si ritrovano senza un posto di lavoro e, molti di loro, non sanno come portare avanti i propri figli! Mentre procede verso casa la mamma pensa alla delusione e all’amarezza della figlia, allo sforzo di dover cambiare metodo didattico e relazionale. Allora pensa al suo bicchiere scolastico e non lo vede più mezzo pieno, neanche mezzo vuoto, ma com-ple-ta-mem-te vuoto!
    Intanto va verso casa anche la maestra e pensa a quant’è fortunata ad essere di ruolo, a non dover andare a protestare, a occupare i provveditorati come i precari. Proprio mezzo pieno il suo bel bicchiere! Nella mente fa girare l’acqua del suo bicchiere come fanno i sommelier prima della degustazione e si compiace, poi l’acqua si ferma e lo guarda meglio il suo bel bicchiere mezzo pieno, mentre lo guarda continua a pensare. Però anche quest’anno ha cambiato classe, scuola addirittura, sarà così anche il prossimo anno? Le toccherà sempre ricominciare da capo, senza mai poter vedere crescere i frutti seminati? Senza mai riuscire a consolidare dei rapporti con i colleghi, il dirigente,i genitori e tutti quanti gli operatori scolastici che l’affiancano. Senza mai, soprattutto, conoscere pienamente gli alunni e riuscire così ad accompagnarli adeguatamenti nel loro processo di crescita educativa e culturare! Nella mente il bicchiere non è più mezzo pieno e neanche mezzo vuoto e neanche del tutto vuoto, le è caduto per terra, si è rotto, si china a raccogliere i cocci e cerca d’incollarlo, di metterlo in piedi, di renderlo ancora funzionale, così come cercherà quest’anno di dare il giusto tiro alle molteplici discipline che le hanno assegnato. “Far di necessità virtù” è questo il consiglio che ha sentito tante volte, troppe volte. Lo coglie in “PIENO”, ma basterà? Sono i soldati sul campo che vincono le guerre insane, ma quante vittime sul cammino! Lei, col bicchiere rabberciato tra le mani, sa solo che non ha proprio voglia di lavorare male a discapito di un disservizio, perchè nel suo lavoro ci crede e se lo è scelto con passione, perseveranza,impegno e sacrifici. Intanto vede il bicchiere riempirsi fino all’orlo e traboccare, bagnare a terra, allagare, formare un mare, un mare agitato di gente che grida di smetterla e di riportare la scuola ai sui grandi valori, a quei valori che non hanno “prezzo”. Il mare intanto diventa una folla di gente in fila nei cortei, davanti agli uffici scolastici provinciali, accalcati in occupazione. E li vede in tutta la loro disperazione, poi li vede con i bicchieri in mano, ognuno ha il suo bello pieno, lo porta in alto e brinda alla vittoria. E’ così che dovrà andare! E forse così andrà se anche i precari a tempo indeterminato si decideranno a guardar bene dentro i loro bicchieri e a non restare inermi dopo quello che vi hanno visto.

  41. Raffaele Scrive:

    Splendido il tuo scritto, Tosca: Ispirato, intelligente, competente e appassionato. Ci sono momenti nella vita in cui i bicchieri purtroppo si rompono o non sono più disponibili. Allora ci restano le mani per raccogliere l’acqua della fonte, per asciugarci le lacrime e sostenere la fronte nella meditazione. Quest’ultima è condizione molto personale per rivolgere lo sguardo alle cose ultime.

  42. Tosca Pagliari Scrive:

    Grazie Raffaele, passa parola, che la gente non sa o non vuol sapere o si tenta di tutto per non farglielo sapere.

  43. Luciano C. Scrive:

    Buona domenica a tutti.
    “”Mezzo pieno o mezzo vuoto”" : quelli che lo vedono mezzo pieno sono speranzosi e dicono che tutto sommato non va male; quelli che lo vedono mezzo vuoto sono disperati e dicono che finchè c’è vita c’è speranza. Ambedue stanno male perchè galleggiano esattamente nello stesso punto. Ma voglio dire un’altra cosa ancora: la Scuola è nell’occhio del ciclone, essa senza dubbio è una mission essenziale per lo sviluppo del Paese, il malessere coinvolge insegnanti alunni famiglie; voglio però dirigermi sugli attori principali, gli insegnanti in quanto lavoratori. Costituzione della Repubblica italiana: art.1 “”L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”". Tutti i comparti del lavoro sono in sofferenza, criticità ovunque sia in Aziende pubbliche che nelle piccole medie imprese. Non si rileva un settore che non risente di difficoltà. Questo malessere diffuso, (non propendo per il “mal comune mezzo gaudio”) è il risultato di un tipo di amministrare senza controlli, da una spesa eccessiva si è passati ai tagli estremi di risorse, perchè, e la cosa continua tutt’ora, i soldi si sciupano per in utilità di pochi invece che per necessità collettive. Vi ricordate i tempi in cui con una esenzione dal ticket sulle medicine, quanti andavano a far la spesa in farmacia? La sanità è stata dissanguata, risultato chiudono gli ospedali! Mentre al nord si costruisce la TAV, quì da noi da Catania a Palermo ci vogliono oltre quattro ore di percorrenza, e chi sapeva che i macchinisti, che un bel momento si agitavano paralizzando i trasporti, avevano i seggiolini divelti ridotti al solo telaio nelle cabine di pilotaggio? eppure al seguito avevano la responsabilità di 500 o 1000 passeggeri, persone. E via di seguito passando per Alitalia ultimamente, ecc. Che dire di autori ed editori di libri scolastici, testi che cambiano di anno in anno ma che sono uguali, magari è la copertina o una pagina diversa, e le famiglie pagano. Mi fermo, certo non è un rilassante argomento domenicale. Una sola domanda “mi sorge spontanea”: a chi notificare l’atto d’accusa? Alla sovranità (perduta) del popolo?
    CIAO.

  44. Raffaele Scrive:

    Ben detto,Luciano…Tristemente detto…
    P.s. per Tosca: che cosa sono quelle due lettere un po’ più sopra? (rr)

  45. Tosca Pagliari Scrive:

    Ciao Luciano hai fatto proprio un “bel” quadro di una situazione che va oltre la scuola. Condivido, ma la cosa come hai accennato tu non consola, anzi accresce l’amarezza.

    Ciao Raffaele quel “rr” che era rimasto per aria in un commento, adesso cancellato, mi ha fatto sorridere, perchè mi è venutaa in mente la sigla di “Rabbia Ruggentel”. In realtà era un errore perchè pensavo d’inserire un’immagine e per fare questa operazione prima devo scrivere qualcosa poi attivare modifica commento e lì mi appare la barra degli strumenti per inserire i file multimediali.Così cancello quel che ho scritto e inserisco l’immagine o il video che voglio. Al momento so farlo solo così e non so se c’è un altro sistema. Quella che volevo inserire era un’immagine piuttosto grottesca di un “caro” ministro, ma poi ho deciso di lasciar perdere, perchè ho pensato che certe esagerazioni involgariscono e non risolvono il problema. Dovevo, però, cancellare quelle due lettere battute a caso e invece me ne sono dimenticata. Ora mi piace pensare che il mio inconscio abbia voluto comunicare qualcosa come apputo “rabbia ruggente”.

  46. Raffaele Scrive:

    Oppure: reale rottamazione!

  47. Giuseppe Castorina Scrive:

    Buongiorno amici, Luciano ha evidenziato delle grandi verità. Io non so a chi notificare l’atto d’accusa però provo a riflettere ed a fare autocritica. Tante volte, troppo spesso, rileviamo i problemi, i disagi e ne viviamo pure il malessere. Ma quante volte pur essendo consapevoli della condizione, restiamo a guardare aspettanto che siano gli altri ad agire? Quante volte seppelliamo la testa sotto la sabbia facendo finta di non vedere o quante volte anteponiamo il nostro iinteresse individuale a quello della comunità? Ed ecco allora il paradosso; ci si lamenta ( a ragione), si è insoferenti ma alla fine si resta inermi accettando di fatto lo stato di passività. Ormai siamo parte di un sistema, corrotto e perverso, dove tutto è lecito perfino l’illecito, dove la speranza lascia il posto alla rassegnazione, dove l’arroganza e la poca cultura dominano. Eppure tanto si attacca ma poco si agisce. Io credo che ci sia bisogno di educazione e sensibilizzazione in merito e si può fare tanto; in famiglia, nelle scuole, nelle associazioni, nei blog …. bisogna “educare” stimolare la gente alla ragione, al dialogo, al rispetto del bene comune non all’atrofizzazione del pensiero cosa che al momento riesce molto bene ai gestori del potere.

  48. Raffaele Scrive:

    Mi allineo decisamente al pensiero di Giuseppe.

  49. Tosca Pagliari Scrive:

    Giuseppe hai perfettamente ragione.

  50. Tosca Pagliari Scrive:

    Passando ad un altro argomento, qualcuno si ricorda di Irina Reylander e il suo libro “IL SEGRETO DEL DENARO” ? Se lo andate a cercare lo potete trovare su questo blog tra i vecchi articoli. Tempo fa ho pubblicato un suo video e ora ne pubblico quest’altro.

    Irina ha una concezione particolare della funzione del denaro, la scoperta di ciò è nel suo libro che spazia dalla psicologia, alla sociologia, all’economia, alla storia, all’arte, alla mitologia … per lanciare l’input di quanto la gestione proficua del denaro sia nella reale percezione di esso stesso.

  51. Giuseppe Castorina Scrive:

    Interessante ! Dovrò leggere il libro; fra l’altro la sig.ra Irina ha menzionato nel video un concetto che si rifà alla “Teoria delle stringhe” (Gabriele Veneziano) della fisica quantistica e proprio in questo periodo sto leggendo qualcosa in merito.

  52. Tosca Pagliari Scrive:

    In quanto alle già note “dolenti note” aggiungo quest’altre note, almeno si può sempre ritrovare il lusso di mettere le note quando ci vogliono.

    A voi i commenti.

  53. Luciano C. Scrive:

    Ciao a tutti,
    mi rendo conto di aver innescato un infinito dibattito, finchè lo si vuole mantenere naturalmente.
    Il paradosso in cui si viene catapultati, è la naturale conseguenza facendo parte del sistema corrotto e perverso, dell’unico sistema quello a cui apparteniamo, un binomio inscindibile, perchè tutti gli elementi del sistema rispondono anche al minimo a leggi ben precise, un voler trovare (doverosa e umana esigenza) un certo equilibrio per sopravvivere, che sovente significa ripiegare, scegliere il male minore, utilizzare forme o giri più larghi per arrivare dove si vuole. Certamente dipende dal contesto, ovvero dal sistema che si attacca per modificarlo. Quante volte, nell’eccellente società quale la famiglia SI DEVE AGIRE con fermezza e senza spazio ad alternative dovendo prendere decisioni nell’interesse della stessa; quindi molto si agisce. E quante volte invece in un altro contesto/società l’azione è preceduta da una valutazione dei rischi, dal ponderare ciò che sarà un certo risultato e quale dev’essere quello ottenuto; ed ecco che sembra si agisca poco, ma è il contrario, l’azione è più complessa ed articolata. Quanto invece all’attacco non segue alcuna azione, perchè l’indice accusatore si ritira e si nasconde omertosamente per paura. Stimolare la gente alla ragione non è cosa facile, spesso anche davanti all’evidenza dei fatti si nega, lo fanno tutti, è una prassi, fortemente praticata negli ultimi tempi, sentiamo o no dei frequenti scandali che si scoprono ogni giorno, questi sono esempi paralizzanti!
    Personalmente ho dedicato tutta la mia vita per l’affermazione di principi e della libera espresione del pensiero, lottando pure aspramente, ma questo si paga a caro prezzo.
    Abbiamo ragione, siamo accusatori e vittime allo stesso tempo.
    La sottile differenza sta nel non sapere ciò che ognuno di noi ha fatto.
    Allineamoci!

  54. Giuseppe Castorina Scrive:

    Ciao Tosca mi piace il video. Ironico ed amaramente divertente. Ma scusa la mia ignoranza chi è l’artista?

  55. Tosca Pagliari Scrive:

    Non lo so, non lo conosco neanche io.

  56. Giuseppe Castorina Scrive:

    Ciao amici, finalmente un pò di fresco. L’estate lentamente cede il passo , i paesaggi cominciano a mutare e la pioggia diventa perfino piacevole. Ci lasciamo dietro i ricordi delle vacanze e ritorniamo ai normali aspetti della vita quotidiana. Anche nell’apparente normalità però c’è sempre un aspetto piacevole, forse anche poetico se si vuole è questo che bisogna cogliere da ciò; altrimenti tutto diventa piatto, monotono……

  57. Raffaele Scrive:

    Mi allineo ancora al pensiero di Giuseppe.

  58. Tosca Pagliari Scrive:

    Amici, chiedo venia. Sono sommersa tra le scartoffie burocratiche d’inizio scuola. Appena riemergerò sarò di nuovo presente. Intanto continuate a farvi compagnia tra di voi. A presto.

  59. Raffaele Scrive:

    L’avevo intuito,Tosca.

  60. Giuseppe Castorina Scrive:

    Buongiorno amici, oggi l’isola è un pò deserta sarà che il tempo minaccia pioggia …. scherzo naturalmente. Sto leggendo un libro di Nicholas Guild ” Ninive ” che praticamente è il seguito di un altra bellissima opera dello stesso autore ” L’assiro” ,che lessi invece tanti anni fa. Se non avete mai letto L’assiro, ve lo suggerisco.

  61. Raffaele Scrive:

    Salve amici. Anche per me è un periodo un po’ saturo d’impegni la cui urgenza mi prende e mi limita. Tuttavia sono desideroso di farmi vivo con più calma
    anche per portare un feedback, appena posso, sui recenti scritti di Tosca e Giuseppe che ho in mente di leggere. Buona serata a tutti.

  62. Raffaele Scrive:

    QUESTI GIORNI DI SETTEMBRE

    Questi giorni di Settembre
    hanno una luce d’inizio Aprile
    e nei colori pur verdi d’Estate
    già freme un brivido d’Autunno.

  63. Giuseppe Castorina Scrive:

    SETTEMBRE

    Il poeta ne canta i tramonti
    il pittor ne invidia dei colori le trame
    e l’odor de’ boschi ammalia tanto
    l’ alma mia rapita dal mar d’estate……

  64. Tosca Pagliari Scrive:

    Sono, momentaneamente riemersa dalle scartoffie, mezza viva e mezza morta e che vedo! Poesie! Un pizzico, forse anche un po’ di più di un pizzico, per chi è riuscito a trovare tempo e ispirazione. Grande è invece l’ammirazione. ( Sono stata contagiata, come potete leggere, mi vengono le frasi in rima “zione”, sarà l’incoscio che reclama attività più creative dal mio essere? )
    Raffaele, questa tua ultima poesia si andrà ad aggiungere alle altre ed ora mi giunge improvvisa la riflessione che ho quasi raccolto un intero anno delle tue poesie. Una meravigliosa piccola antologia approdata sul mio blog. Alla fine bisognerà trovare un titolo particolare da mettere accanto al tuo vascello, comincia a pensarci, la scelta la lascio a te.
    Giuseppe fammi sapere se la poesia che hai inviato ti appartiene così provvederò ad archiviare nella “flotta” anche la tua.
    Al momento, scusate ancora, non ho molte idee, la mente è ancora intorpidita. Spero che mi si riaccenda un pizzico d’estrosità al più presto.
    Auguro una buona giornata a tutti quanti.

  65. Luciano C. Scrive:

    Per Non Dimenticare: l’11 settembre 2001.

  66. Raffaele Scrive:

    E chi può mai dimenticare quell’ immane apocalisse, quello schiaffo osceno e sibillino come un interrogativo della Sfinge al nuovo millennio che si stava aprendo?

  67. Tosca Pagliari Scrive:

    Il mondo non dimenticherà.

  68. Giuseppe Castorina Scrive:

    Ciao amici buogiorno. Ciao Tosca si, è mia. L’ 11 settembre non potrà mai essere dimenticato, resterà una una ferita sempre aperta. E’ stato quell’ avvenimento, la leggittimazione di quanto peggio può emergere nell’ uomo: l’odio e la cultura ad essa. Si sono leggittimate guerre, terrorismo, conflitti ideologici, ma è stato messo più in risalto questo, che la cosa più importante : la vita umana, l’alto valore che essa esprime e la propria sacralità. E’ questo che l’ 11 settembre ci deve ricordare ed a ciò si deve fare riferimento. Forse siamo tentati dalla convinzione che il mondo migliore per cui ci siamo battuti e che sognavamo, non possa esistere, che ci avviciniamo all’utopia, ma il “forse” non è una certezza e questo non ci deve indurre alla rinuncia. Quindi l’11 settembre diventi ” memoria che non sia solo dolore “, punto di inizio della speranza e del risveglio delle coscienze.

  69. Tosca Pagliari Scrive:

    Giuseppe, ecco fatto! Adesso hai anche tu il tuo vascello su “Poeticamenti approdati”, mi auguro che faccia ancora tanti interessanti trasporti. Buona giornata a te e a tutti gli altri.

  70. natalemaugeri Scrive:

    Buon fine settimana a tutti gli Isolani.Spero anch’io che il mondo prenda spunto dell’11 settembre per cambiare rotta, ma c’è anche da dire che si deve partire dalle piccole tragedie di ogni giorno, solo cosi si possono evitare queste Apocalisse che riducono l’uomo schiavo senza una via d’uscita.
    Ciao a tutti.

  71. Raffaele Scrive:

    Grazie Tosca per l’idea dell’antologia. Io tra l’altro ho in progetto di pubblicare un libro che contenga una miscellanea di racconti, poesie, foto e pensieri miei. Lo sto scrivendo, anche se - secondo il mio costume - senza fretta. Un saluto a te a tutti gli isolani e un augurio di un bel fine settimana settembrino!

  72. Luciano C. Scrive:

    Buon weekend di settembre, popolo!
    Dopo la torrida estate mi sento sopravvissuto. Godiamoci il fresco.
    Uno specifico saluto alla conduttrice, Tosca!

  73. Raffaele Scrive:

    Dimenticavo: complimenti.Giuseppe,per la tua poesia che ha un pizzico di retrò molto gradevole e musicale. Continua a produrre!

  74. Tosca Pagliari Scrive:

    Ciao Natale, Giuseppe, Raffaele, Luciano. Ho fatto l’appello e mancano le donne. Ehi donne! Dove siete finite?
    Luciano dice di essere sopravvisuto all’estate, io spero di sopravvivere fino alla prossima estate, l’idea del fresco non mi sgomenta, ma dell’inverno con tutte le intemperie e i malanni nutro grande angoscia. Forse se potessi starmene a casa senza dover uscire per il lavoro e le commissioni varie, forse potrei apprezzarlo. Staremo a vedere, magari un anno non è come un altro e, per fortuna, nel bene e nel male, le stagioni tornano.
    Buona domenica a tutti, donne comprese che spero si affaccino a lascare un salutino.

  75. Giuseppe Castorina Scrive:

    Grazie Tosca, grazie Raffaele, ciao amici. buona domenica.

  76. Giuseppe Castorina Scrive:

    Buongiono amici a proposito di scuola seguite questo link :
    http://www.youtube.com/watch?v=4VnCN0iGlUQ

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