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Archivi per la categoria ‘Scuola’

TUTTI A SCUOLA … con il grembiulino!

Sabato, 29 Agosto 2009

Si torna a scuola, ormai manca poco . Finito agosto tutto si rimetterà in movimento. Quest’anno comincia  con le difficoltà dei precari di ritrovare il loro lavoro, ai quali esprimo tutta la mia solidarietà e faccio un grosso in bocca al lupo perchè ottengano quel che meritano.

Detto questo mi piacerebbe tornare a parlare di scuola con tutti voi  senza polemiche e forzate prese di posizioni, ma con saggio spirito critico e apertura verso tutte le opinioni e circostanze.

Io comincio con i grembiulini invitando ad inviare ricordi legati ad essi, situazioni particolari e valutazioni sull’uso di tale abbigliamento in tempi moderni.

La mia teoria è che ben venga il grembiulino se deve dare l’idea dell’appartenenza ad un gruppo in un’età dove ancora la fase egocentrica non è del tutto superata. Largo spazio al grembiulino se è di utilità pratica a genitori ed alunni, ma se mi dicono che serve a livellare le differenze sociali noto nel discorso qualcosa di stonato. Gli scolari con il grembiulino non  sono coperti dalla cima dei capelli alla punta delle scarpe e  per fare affiorare le differenze sociali basta, a volte, anche un solo piccolo dettaglio. E poi perchè si dovrebbero ammantare le differenze sociali? Se si vuole innestare su di esse un sano intervento educativo è bene che si manifestino. La diversità, in ogni senso, non va nascosta, ma accettata senza emarginazione, diffidenza, derisione e quant’altro sia contro i diritti umani e civili.

Un’altra cosa mi suona strana nell’uso del grembiulino come salvaguardia delle differenze sociali: perchè alla scuola primaria si dovrebbe stare attenti ad eleminarle con questo mezzo e in tutti gli altri ordini non lo si usa affatto? Non lo si usa in una fascia d’età più alta, dove l’abbigliamento tende ad essere la principale causa di confronto, perchè?

Vi aspetto per chiacchierarne insieme.

Bimbi - ibmiB

Domenica, 14 Giugno 2009

Sono cambiati i bambini rispetto a qualche generazione fa? Non dico rispetto a quella dei loro nonni o dei loro genitori, ma anche a quella di qualche loro fratello di solo dieci anni più grande. Adesso li chiamano i nativi digitali, si adattano al mondo con altri mezzi. Ridono e piangono allo stesso modo, giocano, sognano e imparano forse in modo diverso. Quanto poco ne sappiamo di loro, noi che abbiamo avuto un altro impianto di vita? Oppure ne sappiamo, eccome,proprio perchè rileviamo le loro inquietudini, i loro disagi, la loro frenesia, il loro universale ed immutabile desiderio umano di vivere, amare, essere amati, essere felici.
Vogliamo parlarne insieme ?

C’era una volta: il banco con i buchi e … la maestra unica!

Lunedì, 1 Settembre 2008

Quando i banchi avevano i buchi per i calamai e si scriveva coi pennini tra schizzi e rimedi di carta assorbente, c’era la maestra unica. Unica nel senso che c’era lei sola alla cattedra, posta sulla pedana, con il suo camice stirato di fresco di fronte ad alunni rigorosamente in grembili bardati da enormi fiocchi. Ce n’era sempre una quando s’imparava a risucchiare l’inchiostro con la penna stilografica e sempre una quando arrivarono le pratiche cartucce ed infine le praticissime Bic. Siccome erano i tempi del bello, la calligrafia era un dono divino, la biro poteva rovinarla ed alcune si ostinavano a pretendere la stilografica. Ce n’era sempre una nella scuoletta del leggere dello scrivere e del contare. La mattinata era breve dal segno della croce alla lettura, al dettatino, ai pensierini ( più in là la composizione), ai conticini (e poi i problemini), la mezza paginetta di storia di e di geografia letta spiegata e ripetuta (spesso a pappagallo), il disegnino in fondo al quadernino e la canzoncina nelle feste comandate. Tutto dolce e tutto ino ina ini come i bambini.

C’erano poi i colpi di bacchetta e il silenzio perfetto, le orecchie d’asino e la coccardina sul petto. Il capoclasse e l’ultimo delle classe. La cocca della maestra sempre al primo banco, lo scapestrato dietro la lavagna. Una bastava e avanzava a dirigere questo gioco perfetto dell’io comando e voi ignoranti imparate.

Abbiamo imparato e poi imparato ad insegnare in un modo diverso. La contitolarità la collegialità, la responsabiltà condivisa, la programmazione con l’intento unitario del sapere in una vastità di sapere. L’Inglese, l’Informatica,(due delle famose”I” tanto sponsorizzate in sede di campagna elettorale diversi anni fa). Le meravigliose educazioni trasversali, l’arricchimento di attività alternative.

Il team docenti ha imparato il lavoro di squadra, ha insegnato il lavoro di squadra, ma ora c’è qualcosa che squadra cioè che non quadra: i conti. Tocca eliminare il superfluo e ci si accorge di quante maestre superflue! Via via che ne basta una sola, tutta a modino capace di scandire un dettatino e fare catenella, punto basso e punto alto. Quelle sì che erano maestre, tenevano a bada più di trenta alunni e nel frattempo riuscivano pure a fare i centrini! Per questo s’andava avanti allora e, se si vuole andare avanti al giorno d’oggi, tocca tornare indietro: una maestra sola che s’intenda di tutto, si chiuda la porta e via la scuola è fatta.

Non ci credete? Sul serio? Allora ditelo forte!

Eccovi dei link utili dove poter firmare petizioni:

http://www.firmiamo.it/controilmaestrounico

http://www.precariscuola.135.it

Guarda questo video

http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-PresaDiretta%5E17%5E183658,00.html

VOTA IL SONDAGGIO SUL TEMPO SCUOLA

http://www.sondaggi.rai.it/index.php?sid=85147%3C=it

“LA FIGLIA DEL SILENZIO” le sue sorelle e i suoi fratelli

Lunedì, 28 Luglio 2008
copertina del libro

copertina del libro

Chi non avesse ancora letto il libro di Kim Edwards “La figlia del silenzio” edito da Garzanti, si appresti a farlo perché si arricchirà senz’altro attraverso la sensibile esposizione di una storia che ha come protagonista una bambina Down.

Non aggiungo altro per non togliervi il piacere di scoprire da soli l’avvincente trama.

Vorrei solo puntare l’attenzione sul fatto che spesso i diversamente abili, non più relegati nel silenzio dalla famiglia e dalla società, si ritrovano, a volte, immersi in un silenzio culturale.

Questo accade allor quando la scuola decurta le ore di sostegno e le insegnanti si lasciano demoralizzare da chi con saccenteria ne vorrebbe destabilizzare la tenacia e la professionalità dicendo “Non pretenderà per caso di voler sconfiggere la patologia!”.

Lasciate che una frase del genere da un orecchio vi entri e dall’altro vi esca e continuate, con il solito impegno, ad attuare tutte quelle strategie che ritenete utili affinché i vostri alunni possano raggiungere i dovuti risultati secondo le loro potenzialità. In un bambino diverso bisogna crederci e ciò si trasformerà in una medicina miracolosa. Certamente ognuna di voi possederà la saggezza di credere basandosi sulle concrete conoscenze del caso.

Mi sono accorta che mi rivolgo al femminile, è la mia abitudine perché ruoto maggiormente tra insegnanti donne. Non me ne vogliano “gli” insegnanti anche ai quali questa pagina è rivolta.

Spero in una scuola che non produca ingiustamente figli del silenzio culturale e che gli sforzi di tutti siano tesi in questa direzione.

Tanti nuovi amici per tante nuove idee.

Mercoledì, 23 Luglio 2008

Un caloroso benvenuto a tutti coloro che vorranno partecipare a questo mio blog appena aperto.

Sono una scrittrice esordiente e mi piacerebbe condividere, con tutti quelli che vorranno partecipare, opionioni, suggerimenti e scoperte letterarie. Gradirei entrare in contatto con autori, che, come me, sono al primo impatto con il pubblico dei lettori, ma anche coloro i quali hanno un’esperienza consolidata e, perchè no, che ben venga pure qualcuno già famoso. Ma soprattutto aspetto l’intervento di chi ama leggere, qualunque sia il  genere preferito.

Il mio libro, edito agli inizi di quest’anno da A&B, s’intitola “LE FOTO SALVATE”. Per ora non vi racconto null’altro, magari pian piano si potrà approfondire. Mi piace aspettare un po’ qualcuno che lo abbia già letto e cominci a dire la sua. Vi indico soltanto il sito:www.lefotosalvate.it

Sono anche un’insegnante, perciò se qualcuno è interessato a tematiche scolastiche apra pure il discorso.

Al momento non so che altro dirvi, ma credetemi, sono una gran ciarliera basta che me ne diate lo spunto. Vi aspetto numerosi per una piacevole compagnia ed arricchimento d’idee. Sono convinta che chi più interagisce con gli alri più allarga gli orizzonti della propria mente. A presto.