xanax onlineadderall onlineLevitraCialis

Archivi per la categoria ‘ricordi’

I paesaggi fuori e dentro di noi.

Domenica, 1 Agosto 2010

I pittori li dipingono, i fotografi li cercano per catturarli dall’angolatura migliore, gli ecologisti fanno in modo di salvaguardarne l’ecosistema biologico, gli architetti sono alle prese (o quanto meno dovrebbero esserlo) per integrare armonicamente la parte antropica con quella naturale, i poeti li mettono come sfondo ai loro versi, cantanti e musicisti li descrivono a suon di note, le sovraintendenze ai beni culturali si danno da fare per proteggere quelli che racchiudono siti archeologici. Di fatto i paesaggi sono un patrimonio storico-artistico, ma anche un’identità, una comunione di luoghi e di spiriti dove ricordi e abitudini si legano fino a renderli unici e irrinunciabili. Noi siamo anche il paesaggio in cui viviamo, quello di cui ne abbiamo nostalgia, quello che sogniamo, quello per cui lottiamo. Rurali o urbani che siano i paesaggi diventano parte della nostra identità perchè in essi ci riconosciamo, perchè essi influenzano le nostre abitudini ed il nostro mondo interiore.

Allora, se vi va, scambiamoci pensieri amichevoli e saggi sui paesaggi.

Un vero amico chi é?

Venerdì, 19 Marzo 2010

Bella domanda direte voi o magari avrete già la risposta giusta. Per maggiore chiarezza vi propongo un’ulteriore serie di domande allo scopo di chiarire il valore dell’amicizia ai giorni nostri.

E’ cambiato rispetto al passato il concetto d’amicizia?

Ha un senso anche l’amicizia virtuale?

Tra le nuove generazioni avete notato esempi significativi d’amicizia?

Avete preso atto, qualche volta, di quanta ipocrisia si possa celare in un’ “amicizia” ?

Avete voi stessi altre domande da porre?

Tutto questo per capire e riuscire a credere che, nonostante tutto quello che può accadere ai nostri giorni, l’amicizia vera esiste ancora. L’amicizia leale, disinteressata, cooperativa, assistenziale, ricreativa, complice, indissolubile. Un’amicizia che sia Amicizia come abbiamo imparato sui passati testi scolastici e attraverso i quali ne abbiamo scoperto anche mitici esempi. Non il titolo d’una trasmissione dove poi pare che tutto ci sia tranne l’amicizia, non gli usurati discorsi dei Talk show, non le effimere frequentazioni e gli incontri occasionali in luoghi di comune intrattenimento. Parlo dell’amicizia che sia aiuto a costo dell’abnegazione personale, confidenza sincera, rifugio d’un segreto, solido puntello in una situazione difficile, parlare sincero ma senza offesa, comprensione dell’altrui punto vista. Parlo di un’amicizia che sia anche solidarietà, conforto, condivisione , appoggio materiale e spirituale al bisogno, anche voglia di divertimento ma non solo quello. Parlo di un’Amicizia vera di cui mi piacerebbe vederne un largo fiorire in questa società in cui trovani troppo spazio l’individualismo e l’arrivismo.

Adesso a voi la parola sperando che l’argomento vi piaccia.

TUTTI A SCUOLA … con il grembiulino!

Sabato, 29 Agosto 2009

Si torna a scuola, ormai manca poco . Finito agosto tutto si rimetterà in movimento. Quest’anno comincia  con le difficoltà dei precari di ritrovare il loro lavoro, ai quali esprimo tutta la mia solidarietà e faccio un grosso in bocca al lupo perchè ottengano quel che meritano.

Detto questo mi piacerebbe tornare a parlare di scuola con tutti voi  senza polemiche e forzate prese di posizioni, ma con saggio spirito critico e apertura verso tutte le opinioni e circostanze.

Io comincio con i grembiulini invitando ad inviare ricordi legati ad essi, situazioni particolari e valutazioni sull’uso di tale abbigliamento in tempi moderni.

La mia teoria è che ben venga il grembiulino se deve dare l’idea dell’appartenenza ad un gruppo in un’età dove ancora la fase egocentrica non è del tutto superata. Largo spazio al grembiulino se è di utilità pratica a genitori ed alunni, ma se mi dicono che serve a livellare le differenze sociali noto nel discorso qualcosa di stonato. Gli scolari con il grembiulino non  sono coperti dalla cima dei capelli alla punta delle scarpe e  per fare affiorare le differenze sociali basta, a volte, anche un solo piccolo dettaglio. E poi perchè si dovrebbero ammantare le differenze sociali? Se si vuole innestare su di esse un sano intervento educativo è bene che si manifestino. La diversità, in ogni senso, non va nascosta, ma accettata senza emarginazione, diffidenza, derisione e quant’altro sia contro i diritti umani e civili.

Un’altra cosa mi suona strana nell’uso del grembiulino come salvaguardia delle differenze sociali: perchè alla scuola primaria si dovrebbe stare attenti ad eleminarle con questo mezzo e in tutti gli altri ordini non lo si usa affatto? Non lo si usa in una fascia d’età più alta, dove l’abbigliamento tende ad essere la principale causa di confronto, perchè?

Vi aspetto per chiacchierarne insieme.