21 Febbraio 2010 - Scritto da Tosca Pagliari


Gli occhi vedono, guardano, osservano, sorvegliano, frugano, scoprono, rivelano, piangono, gridano, ridono, implorano, si spalancano e si socchiudono, si aprono al primo vagito, si chiudono con l’ultimo respiro. Gli occhi dalle iridi di tanti colori dal nero velluto al celeste trasparente come cristallo. Gli occhi dalle forme svariate che connotano la varietà umana. Occhi che incantano, occhi che penetrano, occhi sbalorditi, occhi furbi, occhi dolci, occhi furenti, occhi innamorati, occhi sdegnati, occhi lieti, occhi tristi, occhi che trasportano l’essenza dell’anima sulle finestre del mondo.
Cos’altro mi dite?
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2 Febbraio 2010 - Scritto da Tosca Pagliari

Dicono che ci si ammali nell’animo lasciando l’Africa. La mancanza del suo odore, del suo calore, dei suoi suoni, sapori e colori diventa una deprivazione troppo grande per riuscire a sopportarla. Deve essere una sorta di richiamo primordiale che lo si sente rinascere dentro e poi non lo si sa più annientare, millenni di civilizzazione che gridano al rifiuto e preferiscono lasciarsi risucchiare dalle ancestrali origini. Sarà questo? O che altro? Chi può dirlo con esattezza? Eppure sono tanti coloro che ammettono d’aver contratto il “mal d’Africa” e di non esserne più guariti.
Riscopriamola insieme questa grande Africa con tutte le sue usanze, le sue genti, la sua flora, la sua fauna, la sua miseria e la sua ricchezza.
Riscopriamola al caldo del camino immaginandolo un rosso sole sulla savana.
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25 Gennaio 2010 - Scritto da Tosca Pagliari

Nivek, Il segreto dell'erba tagliata
Un bambino perduto in una dimensione fantastica,
visioni che si accendono su inquietanti scenari reali,
uno strano filosofo che pretende di sapere tutto e niente.
Una favola moderna
da leggere tra le righe.
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9 Gennaio 2010 - Scritto da Tosca Pagliari

Siamo creature marine sbarcate sulla Terra, ma parte del nostro spirito è rimasto in quel brodo primordiale, così il mare ci richiama da millenni. Tutte le leggende, le metafore, le poesie, le canzoni,i dipinti, i racconti, i misteri e i sogni veleggiano sulle sue acque. La sua vastità, lo sguardo che si perde nel suo azzurro infinito, la sua profondità ancora da esplorare del tutto, la cangiante magia dei suoi colori e del moto dei suoi flussi, il suo imparagonabile odore che dalle narici passa a inondare l’animo, tutto questo ha un fascino irresistibile: il fascino eterno del mare.
Qui vi aspetto per i vostri tuffi e le vostre nuotate, per l’attracco dei vostri velieri carichi di poesia, per gettare l’ancora nei momenti di tregua dai tumulti quotidiani, per partire verso mete lontane tutte le volte che si ha voglia d’evasione.
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2 Dicembre 2009 - Scritto da Tosca Pagliari

C’è il regalo fatto a sorpresa, quello su consiglio o richiesta, quello fatto di cuore e quello, invece, per circostanza. Il fascino del regalo comunque sia rimane, aprirlo è curiosità ed emozione. Arriva Natale e il regalo diventa obbligo di tradizione o momento speciale? Il piacere di offrire il proprio dono alle persone care o i nervi a pezzi a causa del girovagare per i negozi con l’angoscia dello sperpero?
Come in tutte le cose credo ci voglia la giusta misura ed il dono è proprio quello fatto col cuore, il resto è solo un acquisto impacchettato e infiocchettato.
Voi che ne dite?
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19 Novembre 2009 - Scritto da Tosca Pagliari

Questa nostra Terra è una sfera, chi pensa di poter svelare i misteri li legge in una sfera. Ce la faremo a scoprire o almeno a intuire il mistero di quel che è stato per comprendere quel che è ed ipotizzare quel che sarà? Il mito, la religione, la storia, la filosofia, la scienza, tutto lo scibile umano non basta a decodificare molti i misteri del nostro Pianeta.
Facciamone, se vi va, argomento di conversazione ed anche discussione se è il caso. Non troveremo di certo le risposte, ma una sola porta aperta sul dubbio può diventare una squallida via di fuga, migliaia di porte aperte sul dubbio forse possono allargare l’orizzonte.
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4 Novembre 2009 - Scritto da Tosca Pagliari

Intendo non migliori in termini di fredda tecnologia, ma migliori in sentimenti d’affetto e fraternità, spirito di giustizia, solidarietà, organizzazione economico - sociale, risorse mediche e scientifiche e tutto ciò che di buono siate in grado di offrire a questo mondo insieme a tutti gli altri possibili mondi.
Benvenuti non umani se vi siete evoluti oltre le debolezze e le cattiverie umane e se la vostra intelligenza sia in grado di porre rimedio ai nostri sfaceli, ma se siete come noi o peggiori di noi mi auguro che siano tutte delle grosse bufale gli strani racconti sul vostro esistere.
Il tread è aperto amici miei frequentatori del blog, aspetto i vostri interventi.
Ma intendo aperto anche a voi alieni, benvenuti! Sono un’umana matta, ma ne troverete anche di peggio.
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7 Ottobre 2009 - Scritto da Tosca Pagliari

Stasera ho la febbre. Da bambina quando avevo la febbre passavo il tempo a guardarmi le mani. Avevo tutto il tempo per farlo e le studiavo nei dettagli restandone affascinata. Adesso che il malessere m’impedisce di dedicarmi a mansioni più faticose, trovo il tempo di tenere le mani sulla tastiera e scrivo. Voglio scrivere proprio del potere della mano. L’essere umano si è distinto via via dal mondo degli animali grazie all’abilità delle mani, i bambini acquisiscono abilità di pensiero attraverso l’abilità delle mani, manipolando le cose imparano a manipolare le idee. La mano spesso può molto di più di mille discorsi: accarezza, picchia, indica, ammonisce, minaccia, accompagna, allontana, elemosina, porge, benedice, soccorre, uccide, cura, costruisce, distrugge, compie molteplici attività pratiche ed artistiche, meravigliosamente scrive quindi parla. Una mano si completa con l’altra, le mani vanno d’accordo, sono esempio di cooperazione. Le mani accompagnano la voce con gesti inconsci e significativi, gesticolano appunto facendo da spia alle informazioni nascoste dell’io. Nel palmo della mano c’è chi scopre un destino fatto di linee. In effetti nel nostro corpo tutto ha un senso, perchè non lo si dovrebbe scoprire anche nelle linee della mano? Nessuna mano è uguale ad un’altra, lascia un’impronta diversa.
Le metafore e i proverbi abbondano riguardo alla mano o alle mani. Vogliamo scevrarli insieme? O pensate che abbia la febbre troppo alta se dalle mute osservazioni infantili sia giunta a tutte queste considerazioni?
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14 Settembre 2009 - Scritto da Tosca Pagliari

In una società dell’immagine la bellezza diventa il valore primo a braccetto con successo e ricchezza. Cosa non si fa per la bellezza! C’è in moto tutto un mercato, tutta una ricerca cosmetica e chirugica, tutto un bombardamento di messaggi pubblicitari più o meno espliciti. I brutti anatroccoli hanno sempre avuto vita difficile, ora pare che stia per diventare una vita impossibile. Gli standard si elevano, belli, secondo i canoni convenzionali, ma anche intelligenti, istruiti, dotati di talento musicale e sportivo. Super donne e super uomini da iniziare a costruire nel grembo materno e potenziare fin dai primi giorni di vita. Esseri fatti nascere con l’aspettativa di dimostrarsi i migliori. L’altruismo e la bontà diventano una parola che sa di poco, appannaggio dei semplicioni o di chi deve sopperire alla poca indulgenza di madre natura. I messaggi mediatici sono chiari ed espliciti: belli e eternamente giovani.
In tutto questo tran tran i concorsi di bellezza spiccano sovrani, diventano intrattenimento di giorni e giorni e fanno odience a più non posso.
Ci sarà mai una miss Italia per grandi meriti morali sponsorizzata alla stregua di una d’apparente bellezza? Già perchè ormai è d’apparente bellezza che si parla visti i rimedi possibili al giorno d’oggi per ogni eventuale inestetismo. Su ogni bellezza, naturale che pur sia, aleggia, di conseguenza, il dubbio della genuinità.
Mi chiedo ormai che senso abbia tutto questo e mi rispondo che forse sono rimasta l’unica a non trovarci un senso, non mi sono evoluta. Vivo nel mio medioevo di antichi valori mentre la modernità ne ha scoperti degli altri e per scusarmi di cotanta ignoranza porgo i miei auguri alla nuova miss Italia: nuova di zecca, creata solo poche ore fa.
Dopo di che chiedo a voi di scambiarci le solite chiacchiere sull’argomento aperto.
Infine metto una parte del mio romanzo che ritengo abbastanza significativa in merito all’argomento proposto
” Irina … Era una sognatrice, un’esteta, un’irrequieta. I suoi interessi legati alle trame intrigate dei racconti d’amore, alla bellezza in senso assoluto: tutto doveva essere sempre bello e perfetto. Là dove non era possibile se lo inventava, lo camuffava con le illusioni… La sua fissazione principale restava comunque la bellezza estesa in tutto e tutti. Il bello doveva essere ovunque, ogni cosa doveva apparire bella dalla natura, agli oggetti, ma in modo particolare alle persone. Le guardava e le catalogava in belle o brutte senza mezze misure. Guai, a parer suo, non esser belli. Chi non era bello non contava nulla, aveva addosso la peggior sciagura della vita”.
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29 Agosto 2009 - Scritto da Tosca Pagliari

Si torna a scuola, ormai manca poco . Finito agosto tutto si rimetterà in movimento. Quest’anno comincia con le difficoltà dei precari di ritrovare il loro lavoro, ai quali esprimo tutta la mia solidarietà e faccio un grosso in bocca al lupo perchè ottengano quel che meritano.
Detto questo mi piacerebbe tornare a parlare di scuola con tutti voi senza polemiche e forzate prese di posizioni, ma con saggio spirito critico e apertura verso tutte le opinioni e circostanze.
Io comincio con i grembiulini invitando ad inviare ricordi legati ad essi, situazioni particolari e valutazioni sull’uso di tale abbigliamento in tempi moderni.
La mia teoria è che ben venga il grembiulino se deve dare l’idea dell’appartenenza ad un gruppo in un’età dove ancora la fase egocentrica non è del tutto superata. Largo spazio al grembiulino se è di utilità pratica a genitori ed alunni, ma se mi dicono che serve a livellare le differenze sociali noto nel discorso qualcosa di stonato. Gli scolari con il grembiulino non sono coperti dalla cima dei capelli alla punta delle scarpe e per fare affiorare le differenze sociali basta, a volte, anche un solo piccolo dettaglio. E poi perchè si dovrebbero ammantare le differenze sociali? Se si vuole innestare su di esse un sano intervento educativo è bene che si manifestino. La diversità, in ogni senso, non va nascosta, ma accettata senza emarginazione, diffidenza, derisione e quant’altro sia contro i diritti umani e civili.
Un’altra cosa mi suona strana nell’uso del grembiulino come salvaguardia delle differenze sociali: perchè alla scuola primaria si dovrebbe stare attenti ad eleminarle con questo mezzo e in tutti gli altri ordini non lo si usa affatto? Non lo si usa in una fascia d’età più alta, dove l’abbigliamento tende ad essere la principale causa di confronto, perchè?
Vi aspetto per chiacchierarne insieme.
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