MONDO GATTO

Sinuoso e misterioso, coccolone e altero, giocherellone e sornione … quanto ancora si potrebbe dire del gatto, ma diciamocelo insieme tra un commento e un altro, tra il saputo e risaputo, tra le nuove curiosità che magari saltano fuori scambiandoci informazioni.

Benvenuti in questa dimensione felina!

7 thoughts on “MONDO GATTO

  1. ORIGINI DEL GATTO

    I gatti domestici e selvatici affondano le loro radici alla fine del periodo del Cretaceo (circa 65 milioni di anni fa), quando i dinosauri si sono estinti. I loro primi antenati probabilmente sembravano piccoli, simili ai roditori. Nei successivi 10 milioni di anni un vasto gruppo carnivoro chiamato Credotonti si è evoluto. Queste creature lunghe, basse e dal cervello piccolo avevano potenti mascelle e denti molto forti che potevano
    afferrare, sbrindellare e stritolare la carne.
    Vissero per 10 milioni di anni e hanno generato la Miacid linea prima di essere estinti. Il Miacid di maggiore successo, chiamato Macis, possedeva un cervello più grande di quello di ogni Creodonte e, in particolare, denti sbrindellatori chiamati carnassiati. Macis è un primitivo ma diretto progenitore di molti animali tra i quali i gatti, i cani, i lupi e gli orsi. Per milioni di anni la linea Miacid si è sviluppata e divisa in molti gruppi. Questo sentiero evolutivo lentamente ha dato origine a forme animali che molto da vicino ricordano i gatti moderni.
    Esistono prove fossili sulla presenza di leoni e ghepardi già sei milioni di anni fa. Circa un milione di anni fa, leopardi, tigri, giaguari e l’estinto gatto selvatico di Martelli vivevano in Asia e in Africa. Si crede che il gatto selvatico di Martelli abbia dato origine a tre gatti più piccoli chiamati gatto selvatico delle foreste, gatto selvatico africano e gatto asiatico del deserto. I nostri gatti domestici quasi certamente discendono dal gatto selvatico africano, un gatto notturno.
    L’addomesticamento del gatto moderno è cominciato circa 6000 anni fa in Egitto, quando la popolazione del luogo ha riconosciuto le superiori abilità nella caccia ai roditori del cugino del gatto selvatico. Usato soprattutto come guardiano del cibo, lo spirito felino e l’elegante anatomia devono aver ispirato timore e rispetto tra gli egizi, visto che gli animali vennero presto venerati e mummificati. Un rapporto di questo tipo tra felini e umani si è avuto anche in Cina, forse 1.000 anni prima. La popolazione dei gatti si è diffusa nel mondo intero, seguendo una serie di vie di terra e di mare.
    La popolazione dei gatti è diminuita in Europa nel medio evo, poiché i gatti erano considerati simboli pagani di antichi credi e pratiche. Talvolta erano considerati ricettacoli di stregonerie e del male e spesso furono messi al rogo. Dal XIX secolo, tuttavia, la loro popolarità è risorta e sono diventati animali da casa e da compagnia. Oggi, tutti i gatti domestici e selvatici appartengono dal punto di vista genetico alla famiglia Felidae. Questa famiglia è suddivisa in tre generi: Felis, Acinonyx e Panthera. I gatti domestici e numerosi piccoli gatti selvatici rientrano nel genere Felis. Il ghepardo da solo appartiene al genere Acinonyx, mentre i grandi gatti che ruggiscono (leoni e tigri per esempio) costituiscono il genere Panthera. Tutti i gatti domestici hanno stretti legami genetici e costituiscono una singola specie chiamata Felis catus.

    http://www.ilmiogatto.net/evoluzione.htm

  2. GATTO IN EGITTO

    T

    Non a caso il gatto in Egitto era considerato sacro. Grande cacciatore di topi qual era permetteva di salvaguardare i magazzini di granaglie.

    f

    f

    NON VI PARE DI COGLIERE UNA CERTA SOMIGLIANZA?

  3. Ode al gatto

    f

    Gli animali furono imperfetti
    lunghi di coda
    plumbei di testa
    piano piano si misero in ordine
    divennero paesaggio
    acquistarono grazia nel volo
    il gatto
    soltanto il gatto
    apparve completo
    e orgoglioso
    nacque completamente rifinito
    cammina solo
    e sa quello che vuole.

    L’uomo
    vuole essere pesce e uccello
    il serpente vorrebbe avere ali
    il cane è un leone spaesato
    l’ingegnere vuol essere poeta
    la mosca studia per rondine
    il poeta
    cerca di imitare la mosca
    ma il gatto
    vuol solo essere gatto
    ed ogni gatto è gatto
    dai baffi alla coda
    dal fiuto al topo vivo
    dalla notte
    fino ai suoi occhi d’oro.

    Non c’è unità come la sua
    non hanno
    la luna o il fiore
    una tale coesione
    è una sola cosa
    come il sole o il topazio
    e l’elastica linea de suo corpo
    salda e sottile
    è come la linea della prua
    di una nave
    i suoi occhi gialli
    hanno lasciato una sola fessura
    per gettarvi
    le monete della notte.

    Oh piccolo
    imperatore senz’orbe
    conquistatore senza patria
    minima tigre di salotto
    nuziale sultano del cielo
    delle tegole erotiche
    il vento dell’amore
    all’aria aperta
    reclami
    quando passi e posi
    quattro piedi delicati
    sul suolo
    fiutando
    diffidando
    di ogni cosa terrestre
    perchè tutto
    è immondo
    per l ‘immacolato
    piede del gatto
    oh fiera indipendente
    della casa
    arrogante vestigio della notte
    neghittoso ginnastico
    ed estraneo
    profondissimo gatto
    poliziotto segreto
    delle stanze
    insegna
    di un irreperibile velluto
    probabilmente non c’è enigma
    nel tuo contegno
    forse non sei mistero
    tutti sanno di te ed appartieni
    all’abitante meno misterioso
    forse tutti si credono padroni
    proprietari parenti di gatti
    compagni colleghi
    discepoli o amici
    del proprio gatto.

    Io no
    io non sono d’accordo
    io non conosco il gatto
    so tutto
    la vita e il suo arcipelago
    il mare e la città incalcolabile
    la botanica
    il gineceo coi suoi peccati
    il per e il meno
    della matematica
    gli imbuti vulcanici del mondo
    il guscio irreale
    del coccodrillo
    la bontà ignorata del pompiere
    l’atavismo azzurro
    del sacerdote
    ma non riesco
    a decifrare un gatto
    sul suo distacco
    la ragione slitta
    numeri d’oro
    stanno nei suoi occhi.

    Pablo Neruda

  4. Da sempre il colore che viene universalmente considerato simbolo della vita è il rosso, colore dominante sugli altri. Anche per ciò che riguarda il cromatismo felino, il mantello rosso denota regalità, potere, energia e coraggio.

    Una mappa colorata di rosso

    La selezione del gatto rosso è stata determinata dalla legge della sopravvivenza. Il felino color del fuoco si è dimostrato più resistente e le sua mappa cromosomica ha valorizzato le caratteristiche di aggressività, dandogli maggiore chance di affermarsi.

    I rossi V.I.P.

    Il gatto rosso è più vivace, il gatto rosso è un pò come un leone, non solo per il colore del pelo ma anche per il carattere. In molti, esperti ma anche catofili dilettanti, credono in queste affermazioni. Il micio di Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany” era rosso, probabilmente anche il gatto di Shackespeare lo era, così come il famoso gatto protagonista di divertentissimi racconti francesi anni ’60, “Les Contes Rouges du Chat Perche”. Anche Garfield (all’italiana Isidoro) è amatissimo, un pò anche per il suo mantello color del sole. Churchill poi amava circondarsi in casa del suo gatto Jock. Il colore del suo mantello? Indovinarlo non è difficile ……

    Pelo corto, lungo o semilungo

    C’è un esercito di gatti comuni che esibisce con orgoglio il suo rosso mantello. Ci sono però anche tanti esemplari di razza che sfilano sulle passerelle il cui mantello è di colore rosso. Tra i gatti a pelo lungo, stupendi e ricercatissimi i Persiani rossi “self”. Tra quelli a pelo semilungo, spiccano i Sacri di Birmania e il Maine Coon. Infine tra i campioni a pelo corto i preferiti sono i Gatti Europei.

    Scegliere un pel di carota

    Per le sue caratteristiche di vivacità, di spontaneità, per la sua fierezza, per il suo indomito coraggio, che sia di razza o trovatello. il gatto rosso è un ottimo gatto da compagnia. Provare per credere.

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