L’EMOZIONE DELLE COSE

Quanto ho amato e amo la narrativa di Isabel Allende! Ma stanotte ho compiuto un tradimento, mi sono invaghita di Angeles Mastretta per il suo romanzo “L’emozione delle cose”. Io e lei, un tutt’uno appassionatamente: più o meno stessa età, stessi pensieri, stessa filosofia di vita. Ecco la mia mezza mela spirituale? No, l’altra mezza mela credo sia il complementare non l’identico. Il mio specchio allora? Forse un amore narcisistico, una forma di auto approvazione. No, neanche. Così sarebbe vanità e vanità non è stata. Ritorno alla parole amore che racchiude l’immenso e il ponderabile, l’immediato e l’eternità, poi, forse, trovo il termine adatto: affinità elettive.

“L’emozione delle cose” è già di per sè un concetto di vita che mi appartiene. Ho da sempre una teoria animistica è la stessa della mia infanzia con tutti i presupposti di una razionalità adulta. Del resto se ho scritto un incipit come “Anche le case hanno un’anima e dei sentimenti …” Posso ben giocare, adesso, con le parole e dire che anche le “cose” hanno un’anima e dei sentimenti. Non ce l’hanno per loro natura, ma glieli infondiamo noi, come per osmosi, caricandole di ricordi, che si chiamano affetti ,che si chiamano nostalgia, che si chiama voglia d’eternare il tempo che scivola via. Ma ognuno di noi in un oggetto il tempo lo ferma, compie la magia di risvegliare, tutte le volte che vuole, ciò che il tempo si è portato via.

Voglio riportare i passi del libro che più mi hanno colpito.

“OGNUNO HA IL SUO ROMANZO, SE LO PORTA SULLE SPALLE, LO INTESSE TUTTI I GIORNI. E, A VOLTE, VI RICAMA IL PAESAGGIO DEI SUOI ANTENATI COME SE FOSSE IL PROPRIO”

” IL COMPUTER MI SOTTOLINEA TRISTEGGIARE, NON ACCETTA L’ESISTENZA DI QUESTO VERBO. PERCHE’ NON MI HANNO CONSULTATA PRIMA DI COMPILARE IL DIZIONARIO? TRISTEGGIARE E’ INDUBBIAMENTE UN COMPORTAMENTO IRRAZIONALE, UNO STATO D’ANIMO CHE NON SIGNIFICA PER FORZA ESSERE RATTRISTATI, E’ ESSERE INVASI SENZA CAUSA APPARENTE DA UNA TRISTEZZA CHE COMINCIA AD ESERCITARE LA SUA ATTIVITA’ SENZA IL NOSTRO PERMESSO … TRISTEGGIARE E’ NON OSARE DIRE TRISTEZZA”.

” NON IMPORTA COME, COSA SCRIVO. IMPORTA NON AMMUTOLIRE DURANTE IL CAMMINO. VOGLIO SCRIVERE CON UMILTA’, SPINTA DAL DESIDERIO, GIOCANDO. VOGLIO SCRIVERE COME QUANDO CHIACCHIERO, SENZA TREGUA E SENZA OSSERVARMI TROPPO. PENSANDO SOLO ALLA STORIA, SOLO AL PIACERE DI RACCONTARLA PERCHE’ QUALCUNO ABBIA VOGLIA DI LEGGERLA.”

“CREDO NELLE PERSONE, NELLE STELLE, NELL’ARCOBALENO, NELLA MUSICA E E NEGLI ALTRI MIRACOLI DELL’UNIVERSO. CREDO ANCHE CHE FINO A QUANDO NON INVADE LA VITA DEGLI ALTRI CON IL PROPRIO CREDO, OGNUNO PUO’ CREDERE QUELLO CHE VUOLE”.

Ogni volta che leggo compio un viaggio. Spesso viaggio di notte evitando le soste e gli intoppi del viaggiare di giorno. Poco importa se il viaggio finisce all’alba perchè nè sonno nè stanchezza mi assalgono. So solo che al mattino approdo in un posto nuovo, è il Paese del mio Io che è diventato Universo. E’ il posto in cui il mio Io diventa Tutti, dove qualunque sconforto s’alleggerisce ed evapora verso altre galassie perchè  da qualche altra parte, in qualunque altra direzione posso andare incontrando altri pensieri.

Buon giorno a tutti quelli che avranno letto fin qui.

Grazie a mio figlio che mi ha fatto dono di questo libro.

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