107 thoughts on “L’articolo che non c’è

  1. Cara Tosca, possiamo scrivere ciò che vogliamo?
    Voglio esprimere la mia totale indignazione verso tutto ciò che sta succedendo nel mondo della scuola!!! Stiamo, anzi siamo caduti veramente in basso sopra tutti i fronti…mi vergogno di essere una cittadina italiana…siamo proprio allo sbando e nessuno fa nulla per poter cercare di salvare il salvabile!!!!

  2. Raffaele, la foto che ho visto su panoramio mi ha affascinato tantissimo e l’ho commentata provando a iscrivermi nei meandri tecnologici, dei quali pare che abbia chissà quale dimistichezza, invece confesso che vado a tentoni. Per quel che riguarda il famoso concorso di recensioni di cui ho parlato ieri, tutto sommato, ritorno a pensare che si tratta di qualcosa di effimero e manipolato. Secondo me vincerà chi avrà più amici che andranno a votare. Ieri ho fatto un po’ di manovre anch’io su facebook tentando di promuoverlo, ma oggi ho deciso di smettere. Che senso ha?
    Fino a che punto m’interessa? Alla luce di queste domande lascio andare le cose. Ritorno al primigenio piacere di scoprire per caso che la mia recensione era stata, per chissà quali dinamiche, la più votata e lo è ancora per il momento.
    Quel che mi piace in questo istante è la mia tazza fumante di tè verde aromatizza di scorza di limone e miele dell’Etna, il PC acceso, il blog, le mie dita che viaggiano veloci sui tasti per parlare con voi.

    Daniela accolgo il tuo sfogo e come te mi sento impotente. Del resto la scuola è un servizio e se non si muovono gli utenti, noi possiamo ben poco. Il guaio è che gli stessi utenti non si stanno rendendo conto di quel che s’innesca realmente sul campo e sono persino contenti di quel che accade, non capiscono che selettiva come adesso la scuola non lo è mai stata. L’unica soddisfazione è quella di continuare a lavorare con la serietà di sempre, anche se d’ideali sono piene le tombe.
    Oggi come prima giornata di lavoro è stata tutto sommato affatto drammatica come l’ozio delle vacanze faceva prevedere. E’ stato bello ritrovare alunni e colleghe. Speriamo che duri questo stato d’animo perchè questo, come ben sai, è un mese piuttosto pesante.

    Mi piace questo spazio senza una tematica ben precisa, invece di giocare in un recinto si può correre per ogni vallata e sono contenta che l’abbiate gradito anche voi.

    Mi piace quel che ho trovato e ve lo invio

    Buona serata

  3. “…I figli crescono ti tagliano fuori…
    Ma in ogni cosa che fanno
    Sai che c’è sempre una piccola parte di te…
    E anche se poi se ne vanno…
    Sai che c’è sempre una piccola parte di te…”

    Stasera ho quest’animo. Un altro aereo è volato.

  4. Gli aerei son fatti per decollare. I cordoni ombelicali per essere recisi al termine della loro funzione. Buona serata.

  5. Stanotte c’è una colata lavica spettacolare, ci vorrebbe il tuo genio fotografico, Raffaele. I miei occhi ne hanno fotografate chissà quante, ma ogni volta è una meraviglia. Buona notte.

  6. Ne sono sicura, Raffaele. Io, ieri notte, avevo avuto una mezza idea di provare a scattare qualche foto. Ho trovato la macchina fotografica guasta. Mi è parso un segno del destino e non ci ho provato neanche con il cellullare.

    Vi comunico che il quel famoso concorso sono già retrocessa in seconda posizione. Staremo a vedere fin dove scalerò la classifica all’incontrario di qui alla fine del mese.

    Intanto sono più interessanti le notizie della signora Etna che stasera sembra un po’ più calmina e non si vede rosseggiare. In quanto a ieri notte…
    questo video non è opera mia nè di gente che conosco, ma corrisponde perfettamente a quel che ho visto

    Buona serata.

  7. Scesa ancora in quarta posizione. Domani vi darò ulteriore aggiornamento. Ma che forza questo concorso! D’ingegni simili se ne erano visti pochi. Per vincere bisogna autopubblicizzarsi, ma autopubblicizzandosi ( che razza di parole tiro fuori!) si mette a conoscenza del fatto altri possibili concorrenti che possono entrare in competizione. Una strategia eccezionale! Certo che essere stata per un po’ di tempo prima in classifica non so se è servito a mettermi o a togliermi i prosciutti dagli occhi. Devo comunque dire che è stato piacevole e molto soddisfacente, ora che me la gusto dal di fuori sta diventando molto divertente. Che sarà meglio?
    Oggi giornata pesante. Stanca morta, vado a nanna così la smetto di sragionare. Buona notte.

  8. C’è una giornata splendida, vado per la mia solita passeggiata, poi stasera vi racconterò sperando di trovare qualcuno a cui raccontare. Siete spariti tutti e mi auguro che non abbiate alcun problema, ma sia solo una vostra libera scelta. Buona domenica ovunque voi siate.

  9. C’è nessuno?
    Intanto parlo.
    Sono tornata dalla straordinaria passeggiata e se io vado sempre in giro imbacuccata, quale vecchia bacucca io sono, ho visto tanti giovani in maniche corte e addirittura in costume da bagno a godersi il sole sulla scogliera. Di neve sull’Etna ne è rimasta qualche strisciolina qua e là, in casa non c’è alcuna forma di riscaldamento da giorni e giorni. Quanto voglio bene a questa Sicilia così calda!
    Buona serata

  10. Qui il clima è di tutt’altro genere: freddo, umido e caliginoso, ma non mi dispiace. E’ la stagione.
    Ho ben presente il clima estivo e le belle oedalate in bici nelle mattine soleggiate di Luglio e Agosto attraverso la campagna.
    Ritorneranno, come ritorneranno i fiori di Primavera e i colori d’Autunno.
    Ma ora m’immergo nell’Inverno, nelle sue giornate brevi, nell’atmosfera sospesa e nelle brume dove tutto è sfumato e velato.
    “Carpe diem”. Sempre più amo immergermi in questa filosofia, in questa evidenza esperienziale e -perché no?- in questa emozione.
    Buona serata.

  11. Incuriosito da una testimonianza dell’autrice del libro, in una recente trasmissione televisiva, ho acquistato e sto leggendo il secondo libro di Chiara M. (così si fa chiamare), “Oscura, luminosissima notte”,Ed. San Paolo. E’ la testimonianza umana e spirituale di una giovane donna trentina, ex-infermiera, che da alcuni anni sta combattendo contro il progredire di una terribile malattia degenerativa che, oltre a limitare la sua autonomia le provoca lancinanti dolori in ogni sua minima azione. Credo che dopo questo passerò a leggere il primo, “Crudele, dolcissimo amore”. Per altri dettagli: http://www.chiara-m.it/chiara-m.it/Benvenuti.html
    Ieri ho iniziato un corso di Taiji Quan con sciabola. Devo dire che è stata un’ottima idea. Un’ulteriore occasione per conoscere le sfaccettature di questa antica disciplina marziale cinese, talvolta definita come “meditazione in movimento”, con ha tanti aspetti interessanti e utili per il benessere psico-fisico. Buon inizio di settimana.

  12. Grazie Raffaele, ho seguito il tuo link e ho scoperto un po’ di più di questa straordinaria scrittrice. Forse prima o poi leggerò anch’io qualcosa di suo.
    Complimenti per il tuo corso di Taiji Quan con sciabola ti auguro il più assoluto benessere pisico-fisico.
    A scuola invece sono cominciate le influenze, classi decimate e bimbetti e bimbetti che chiedono sempre più spesso di essere venuti a prendere dai genitori perchè febbricitanti. Io per ora me la cavo, con tante influenze che ho preso in passato qualche cocktail di anticorpi speriamo che funzioni.
    A volte accadono cose strane, avevo aperto questa pagina pensando di proporre un libro, non lo volevo neanche dire per non sembrare che stessi inventando, poi non ho resistito e allora lo dico. Quando ho visto la tua inserzione, Raffaele, non mi veniva di crederci. Comunque ecco il libro che non ho ancora letto, ma che ho intenzione di fare: “Mbweni – il villaggio della gioia dove vivono gli angioletti neri” di Roberto Rapisarda – Siciliano Editore
    http://www.agrigentoflash.it/2011/01/03/lampedusa-presentato-il-libro-mbweni/

  13. Calo d’umore.
    Cos’è che fa calare l’umore? Gli eventi sono sempre gli stessi eppure cala l’umore. Gli eventi sono sempre gli stessi e magari l’umore sale. Cos’è che in fondo muove quest’altalena dell’anima? Perchè la persona più sconosciuta è quella che incontriamo solo allo specchio? Perchè faccio tutte queste domande stasera? A chissà chi poi? Magari mi è venuta la passione per il punto interrogativo, o punto di domanda come lo si voglia chiamare.

    punto

  14. Una giornata fredda e nebbiosa può certo invitare al malumore,ma una fioritura di calicantus può donare miracolosamente luce, colore e profumo all’atmosfera plumbea di certe giornate in questa stagione. Inutile cercare una fioritura di rose là dove è tempo di vedere solo spine. Talvolta conviene non fissare lo sguardo sullo sfondo (apparentemente) uniforme di certe scene del mondo interiore, ma cercare una figura o un dettaglio anche minimo che ci risulti gradevole, interessante, stimolante. Anche nel profondo dell’animo umano fiorirsce il calicantus. http://www.panoramio.com/photo/46745304

  15. Bello in calicanto della tua foto, Raffaele. Bello il Calicanto d’inverno (Chimonanthus praecox), che ha lo spirito di fiorire da solo con il suo prepotente profumo, prima delle grandi competizioni floreali primaverili ed estive. Delicato e superbo al tempo stesso questo fiore d’inverno è come una sfida della natura.

    « Era di marzo e non avea il sole
    Rinnovellato alle campagne il manto;
    Ancor le siepi non avean viole,
    E fioriva soletto il calicanto »

    ( Tratto dalla poesia “Astichello” di Giacomo Zanella)

    calicanto

    di Irma Bernasconi Pannes

  16. Dopo questa piacevole dissertazione sul calicanto accesa dalla metafora e dalla foto di Raffaele mi piace tornare a parlare d’inverno. Di questo inverno siciliano, un inverno tutto a modo suo. Dopo i grilli posso dirvi che ieri sera si ammazzavano zanzare! Zanzare forse di nuova generazione dotate di microscopici giubbotti in piuma d’oca, ma ardimentose e pungenti tanto quanto quelle estive, forse anche peggio. Oggi fa un po’ più freddo, l’Etna si è ritirata addosso la sua coperta bianca, ce l’ha ancora arrotolata su in cima, ma non è detto che torni a distenderla anche verso sotto. In compenso non si sentono ronzare zanzare e non volano cuscini nel tentativo di disintegrarle.
    Buona serata

  17. Mi è piaciuta la descrizione dell’Etna con la neve come fosse ammantata da una coperta bianca arrotolabile o srotolabile secondo il meteo. E’ una bella immagine, molto efficace e ha un quid di familiare che si avverte facilmente. Circa le zanzare non sono sorpreso. Basta un minimo, primaverile rialzo di temperatura e questi micro-elicotteri ricominciano a ronzare.
    Qui oggi piove, dopo giorni di nebbia e freddo pungente. Le previsioni non escludono il ritorno della neve anche in pianura. Io spero vivamente che la neve si fermi in collina e non ci intralci la viabilità. Ma la neve è candidamente prepotente: quando vuole, stende il suo mantello e zittisce tutto e tutti. Buona giornata.

  18. Oggi giornata brumosa. Pare nevichi piuttosto basso, ma non fin qui. Qui arriva solo la bruma. Giornata che stranamente scorre lenta e fa apprezzare questa pace invernale.

    Fra non molto arriveranno i giorni della merla

    Ma guarda questa come se la gode in mezzo al freddo! Altro che piumino d’oca! Non si potrebbe provare il piumino di merla? No, poveretta! Ripieghiamo sulla lana.

  19. A proposito dei giorni della merla.
    Il parco davanti a casa mia è pieno di merli e spesso li trovo anche nel mio giardino a cercare di che cibarsi. Razzolano nel terreno in cerca di vermi e in questo modo scavano anche nei vasi delle piante rovinando semine e sradicando le piante più giovani. Non parliamo poi a fine estate quando il mio fico è pieno di frutti maturi. Questi simpatici folletti neri, dal becco giallo e dall’occhio vispo, vanno a beccare i fichi maturi e lasciano intatti quelli non perfettamente tali da essere raccolti.
    Le ho provate tutte per allontanarli, le buone e le cattive maniere, ma devo dire che i merli sono più furbi e intelligenti che mai, per cui sono arrivato ad accettare una convivenza pacifica e tollerante. Qualche fico me lo lasciano (bontà loro!) e devo dire che la loro compagnia è tutto sommato simpatica. Vengono a farmi visita in ogni stagione e specialmente dalla primavera all’estate esprimono al meglio le loro eccellenti doti canore.
    Buona giornata.

  20. Ciao Raffaele, mi sono simpatici questi tuoi merli furbetti e canterini. Sono certa che sono intelligenti davvero. Ma allora perchè “Essere un merlo vuol dire essere una persona che si può prendere in giro o imbrogliare facilmente. È un merlo chi per esempio accetta di giocare a carte con dei professionisti del gioco d’azzardo sperando ingenuamente di vincere”? http://www.scudit.net/mdanimali2.htm

  21. Questo è un libro che ho ordinato e spero di leggere presto.

    roma

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/mare/grubrica.asp?ID_blog=97&ID_articolo=1695&ID_sezione=374&sezione=

    Forse in questo libro non ci sarà scritto che:
    Gianna aveva 16 anni, una bimbetta al collo di un anno ed un’altra in grembo appena concepita, quando il suo giovane grande amore di soli vent’anni si disperse nell’affondamento della corazzata Roma. Lo attese per tanti anni con le bimbe in collegio e sostenendo i più duri lavori, ma lui non tornò mai più. Gianna la conobbi ormai anziana in Lombardia, nonostante la vita non fosse stata buona con lei, lei invece lo era con tutti. La sua serenità, la sua tenacia, il suo modo di essere sempre attivo e cordiale resteranno sempre in me. Di lei mi rimane uno scialle di lana, caldo come il suo affetto. Ormai Gianna è un mucchietto di ceneri e il suo ultimo desiderio è stato quello che fossero versate nello stesso punto dove affondò la nave. Spero che ciò le sarà dovuto. Ciao Gianna, in questa storia che leggerò, comunque sentirò anche il tuo respiro.

  22. Grazie,Tosca, per aver citato la grande nevicata del ’29. Naturalmente ne ero al corrente, essendo uno dei “fatti” più memorabili della mia città, spesso citati da mia madre e dai miei nonni materni. Ho anche il video in cassetta,ma rivederlo è sempre suggestivo.Ti propongo una foto del ’29 di mio nonno, dove si documentano le “gelate” che hanno preceduto le grandi nevicate. Se guardi alle mie ultime foto su Panoramio potrai vedere la stessa fontana nella versione attuale: stamani stava già iniziando a gelare l’acqua e sono visibili alcuni “candelotti”: http://www.panoramio.com/photo/30524566
    Circa l’affondamento della corazzata “Roma” devo dire che la storia non mi era ignota,ma i video sono stati per me molto toccanti. Grazie per averli proposti.
    Credo che anche il libro sia d’interessante e coinvolgente lettura. Se non ho capito male, quindi tu hai conosciuto questa Gianna?

  23. Sì, io ho conosciuto Gianna, che è stata una delle tante persone dolorasamente coinvolte in questa tragedia dell’affondandamento della corazzata Roma. Voglio soltanto tornare a precisare che il libro non è stato scritto da un parente di questa Gianna e che non so se lo sposo di Gianna possa essere menzionato o meno nel racconto. Tuttavia credo che leggendo il lavoro letterario di Andrea Amici, in qualche modo potrò avere un’idea, ancora più precisa, di ciò che si trovarono ad affrontare quelle persone coinvolte in tanto orrore e sarà come se stessi ad ascoltare Gianna con i suoi racconti ricuciti attraverso le varie testimonianze di qualche superstite che lei era riuscita a contattare.

  24. Ciao Raffaele, ciao a tutti quelli che magari potranno venire a fare una capatina, non si sa mai.
    Qui imperversano i venti della burocrazia e mi tolgono il tempo per faccende più amene. Ho voglia di sbrigarmi alla svelta, di togliermi tutto di torno, il solo pensiero mi tormenta. A presto, appena potrò avere la mento un po’ più sgombra da tutte queste carte!

    carte

  25. Oggi la giornata della memoria. Anche il tempo è triste, piove. Quel che vedo nelle trasmissioni televisive a ricordo di quei giorni mi turba ogni anno e non solo. Lo ribadisco, lo vivo come qualcosa che mi avesse toccato da vicino, come se lo avessi vissuto o lo avessi sentito raccontare da una persona cara travolta da quei tragici eventi. Invece nulla di tutto ciò, è una sensazione mia, l’unica conoscenza che ho è quella storica.

    Questa storia inventata mi ha turbato molto, perchè mi chiedo chissà se magari è accaduto davvero qualcosa di simile e nessuno ha mai avuto il modo o la forza di raccontarlo.

  26. Molto toccante la canzone che hai proposto, Raffaele. La cosa più tremenda è che c’è chi smentisce la storia, chi si azzarda a dire che è stata tutta una fandonia. Sono stata a visitare alcuni siti del genere e mi ha colpito l’arroganza e la maldicenza covinta di certa gente. Sono passata in punta di piedi perchè ogni commento sarebbe stato sprecato e servito solo a fomentare le forti polemiche di cui sempre certa gente è ghiotta.

    Ho cominciato al leggere il libro di Andrea Amici “Una tragedia italiana”. Lo trovo molto interessante, il linguaggio è scorrevole, la narrazione e la descrizione scorrono con quel sapiente equilibrio che ti sa condurre per mano sui luoghi durante lo svolgimento dei fatti. Così sono salita su una grande nave da guerra, la “Roma” e la sto visitando insieme ad un ragazzo sanremese, nell’anno 1943. La grande tragedia non è ancora scoppiata, ma via via ci si avvicina pagina dopo pagina.

    Qui piove alla grande, grandi scrosci intervallati da qualche ora di piovigginamento ( chissà se si può dire piovigginamento, ma ormai l’ho scritto e non mi dispiace, perdonatemi l’azzardo). Va avanti così da due giorni e per noi gente viziata dal sole comincia già ad essere troppo.

    Buona domenica a tutti i passanti e a chi si vorrà fermare per una chicchieratina.

    Buona domenica

  27. Credo che lo leggerò anch’io. Al momento sono “preso” da “Oscura,luminosissima notte” di Chiara M., un libro denso di travagli spirituali oltre che di grande dolore fisico. Lo leggo alla sera un po’ alla volta. Non riesco a divorarlo. Lo devo centellinare.
    Qui il tempo è freddo e decisamente invernale,ma si vede che le giornate s’allungano e l’aria, con un po’ di fantasia per il profumo del calicanto, sa già di primavera.Buona domenica a te,Tosca. E naturalmente al resto della classe che evidentemente si è persa nell’isola e non sente più suonare la campanella.
    http://www.panoramio.com/photo/47207440

  28. Quel che viene fuori a volte dalla testa è qualcosa che magicamente se ne va per conto suo. E’ come se lo si fosse immagazzinato all’insaputa e poi sbucasse fuori spinto dalla ressa di altri pensieri. Volevo inventare una filastrocca sul giornale per i miei alunni di classe prima, non sono riuscita a trovarne e quando non trovo quel che mi serve mi sbrigo e me lo invento. Solo che questa volta quel che è venuto fuori non va bene per quella fascia d’età e per quel che mi serve. Però ormai è stato partorito e non mi piace assassinarlo con un clic. Così lo metto qui su questo blog, su questo thread aperto a tutto. Il titolo non ce l’ha, se qualcuno lo volesse aggiungere, lo accetterei con tanto piacere.

    Per fare un vestito ci vuole la stoffa.
    Per fare un giornale ci vuole la carta.
    Per scrivere sulla carta
    ci vogliono le idee e l’inchiostro.
    Per leggere ci vogliono gli occhi ben aperti
    e gli occhiali grandi,
    le lettere sono messe una dietro l’altra,
    ma i pensieri sono sempre in prima fila
    e portano la bandiera
    con su scritto: libertà.
    I giornali fatti di carta,
    i giornali virtuali di nuova generazione,
    i giornali fatti d’informazioni,
    i giornali che si fanno i fatti del mondo intero
    qualcuno può forse censurarli,
    ma chi censurerà il pensiero
    che non è cucito con la stoffa
    non è incollato sulla carta
    e vola leggero oltre la forza di gravità
    di ogni potere?

  29. Qui sta nevicando. Vedremo cosa succederà nella notte.

    I TG sui disordini in Egitto sono davvero inquietanti. L’altra sponda del Mediterraneo sta rivelando un’instabilità allarmante. I saccheggi nel Museo Archeologico del Cairo e del Sinai, i vandalismi e le distruzioni sono un indicatore importante di marasma sociale, tragico quanto i numerosi morti di questi giorni.
    Un Paese che barbaramente distrugge le proprie memorie storiche, artistiche e culturali rivela una delirante cecità e un abbrutimento dello spirito che non potrà non portare danni difficilmente recuperabili. La storia purtroppo insegna.

  30. Domattina, Raffaele, lì da te, ci vorranno le pale per aprire un varco? Non rimpiango le mie spalate di neve, ma a ricordarle sono più belle che a viverle. E’ il fantastico filtro dei ricordi che funziona alla perfezione.

    Sì, sono inquietanti i disordini in Egitto e spero che non siano anche contagiosi.

    Buona notte e buon inizio di settimana, magari tutta bianca se ti piace.

  31. La neve è stata clemente. Una spolverata, senza conseguenze. Solo i colli sono imbiancati,ma si vedono a malapena, velati dalla foschia di questi freddi “giorni della merla”.
    Grazie per la visita a Panoramio.
    Circa l’Egitto, condivido con te la speranza che non ci sia un contagio fuori dal controllo. Mi auguro che non dilaghi una protesta dove le buone ragioni di maggiore giustizia e progresso civile siano manipolate sottobanco per destabilizzare un’area così importante e delicata.

  32. Oggi mi è venuto in mente questo argomento: “L’importanza sociale del cibo” o forse sarebbe meglio ” Cibo e socializzazione”.
    Vi sarete certo resi conto che la maggior parte degli incotri o dei momenti di aggregazione passano attraverso il cibo. Andare a fare quattro passi, a visitare una mostra o vedere un film al cinema è molto meno usato di andare a prendere qualcosa al bar, farsi una spaghettata in compagnia, una pizza poi non ne parliamo perchè forse è quella più gettonata e così via. Il fatto è che chi è a dieta già si sente giù per la frustrazione da mancanza di cibo, se poi si deve pure ritirare nelle sue quattro stanze! E chi sta male o ha qualche intolleranza? Lo deve per forza far sapere o è costretto a passare per asociale o peggio ancora per maleducato visto che non accetta. E chi per scelta di vita o per cultura o per tradizione non mangia determinati cibi? Caspita che problema in certi momenti! Ora dico io (che non sono anoressica, nè a dieta, nè vegetariana, nè sofferente di gravi patologie legate al cibo) com’è che ci si è creati di queste abitudini a volte soffocanti ( anche nel senso che potrebbe andarti il boccone di traverso mentre trangugi e parlotti)? Al Nord la situazione è più controllata, la gente è spesso più frugale, ma al Sud si schiatta. E se non mangi tutto quel che ti danno, oddio come diventano insistenti, come si fanno mille problemi “Non era buono, non era ben cotto, non era ben salato …” “No, è che non va più giù …” ” Ma che sei a dieta, ma che vuoi finire con l’entrare dentro una bottiglia?” Che resta da fare? Declinare gli inviti, fosse facile, si rischia di diventare eremiti. Appena metti piedi in casa di qualcuno e ti sei appena accomodata la prima proposta è: “Che ti offro?”.

    Facciamo un po’ d’ironia, forse è meglio

  33. E’ un bell’argomento. E’ bello mangiare in un clima di libertà, di rispetto reciproco, di curiosità, d’intimità e di piacere. In assenza totale o parziale di queste condizioni l’alimentazione perde gusto, fino a perdere senso e regola, cadendo talvolta nel baratro estremo dei sempre più diffusi disturbi del comportamento alimentare. Nei casi estremi il problema alimentare è sintomo di qualcosa di ben più complesso e grave sul versante relazionale.
    La proposta “Che ti offro?” dovrebbe essere preceduta dalla certezza di un’accoglienza sincera, di un’ospitalità non di maniera e rituale, non schiava di un’ansia da prestazione che in certi casi diventa esagerata, travolgente e decisamente invadente.

  34. Qui oggi “c’è un veleno”! E’ un modo tipico di dire da queste parti quando il tempo è proprio tremendo, soprattutto detto da una popolazione che al maltempo è poco abituata.
    Piove e piove e piove a scrosci, a dirotto, di sbieco a secondo della direzione del vento, poi pare che dia un po’ di tregua con un tintinnio monotono, finché, all’improvviso, tornano gli scrosci. Le strade diventano torrenti e i nervi sono a fior di pelle per chi deve necessariamente spostarsi. Spero che finisca presto perchè così come piove fuori io “mi piovo dentro”.

  35. Stamattina pareva fosse tornato il tempo alla siciliana: cielo abbastanza terso e d’un azzurro intenso. Poi invece è tornato il tempo alla continentale: nuvoloni grigi e pioggia. A fine mattinata pure lampi e tuoni. Ora fa buio e pioviggina insistente come quei bimbetti che, una volta stanchi del lungo piangere a squarciagola, cominciano con quella nenia lamentosa capace di sfinire più chi li sta a sentire che loro stessi.
    Bando alle informazioni meteorologiche stasera sono in vena di … boh! Non lo so! Ci vorrebbe un qualcosa d’euforico e di frizzante, qualcosa che facesse ridere con le lacrime agli occhi, qualcosa che facesse affiorare un sorriso, qualcosa che desse un senso di distensione, qualcosa che rendesse accettabile il trascorrere delle ore, qualcosa che … Dopo tutto questo climax discendente si vede che mi accontenterei anche di poco, ma a quello stesso poco non so che consistenza dare. Sarà che il tempaccio non m’ispira proprio. Questo posto deserto non offre stimoli d’inventiva. Per fortuna che è rimasto il faro dell’isola con tutto il suo guardiano, che passa a fare il suo giro di ricognizione e tiene accesa la luce per l’approdo.faro

  36. Ho finito di leggere il libro di Andrea Amici “Una tragedia italiana – l’affondamento della corazzata Roma”. E’ stato un bel viaggio nel tempo e nei luoghi. Ho visto e ho sentito tutta la drammaticità di un periodo storico che avevo solo studianto sui libri di scuola. E’ proprio vero che la Storia è il risultato di grandi eventi deducibile dalla somma di migliaia di piccole storie. E, a mio avviso, le storie insegnano molto più della Storia.

  37. Grazie per l’attenzione al guardiano del faro. Questa sera passo per un breve saluto di buona notte,ma conto di ritornare presto con qualche idea.

  38. Vedo doppio, due video identici del Gabbiano Jonathan eppure non mi pare di aver alzato il gomito. A parte le battute, mi pare molto piacevole. Buona notte.

  39. Quest’inverno l’Etna indossa e si toglie, poi indossa ancora il suo manto di neve, magari fra un po’ se lo ritoglie. E’ da comprendere, poveretta con tutte le sue vampate!

    etna

  40. Ho letto il link che mi hai inviato, ci sarebbe da sperimentarlo, ma ho troppa paura di beccarmi un malanno. Ma chissà magari troverò il coraggio. Eppure ora che ci penso l’ho già sperimentato. Si è trattato di un guasto allo scaldabagno e l’acqua arrivava ora fredda ora calda, peccato che non mi ricordo se in quel periodo poi sono stata meglio o peggio di salute. In ogni caso non sono morta e ci sarebbe davvero da provarci. Vedrò.

    Oggi c’è una gran bella giornata, unico guaio le troppe cose da fare per godermela, proverò a rubare il tempo, se ci riuscirò. Così intanto scappo e comincio. A presto.
    Buona domenica

  41. E dal freddo della neve al caldo di una sciarpa

    LA SCIARPA DI GIANNA

    La sciarpa che fece Gianna
    intrecciando
    fili di lana e fili di cuore
    ha il tepore
    dei pensieri,
    dei ricordi di ieri,
    mentre si va verso il domani
    con le palpitanti attese
    e il presente
    che ci sfugge tra le mani.

  42. Grazie Raffaele, sono contenta che ti sia piaciuta questa mia poesia. Di solito non mi entusiamo di quel che produco, ma questa poesia la sento come una carezza. E’proprio vero che è molto ispirata. Sul piano tecnico non saprei perchè non l’ho studiata, è uscita così, un po’ come chi suona ad orecchio senza tenere conto della struttura musicale.
    Grazie anche per l’augurio di buona serata in una serata dove ci voleva proprio, ma domani è sempre un giorno nuovo, per fortuna. Buona serata anche a te e a chiunque dovesse passare da qui.

  43. Che giornate! Con la luce che si allunga e il cielo d’un turchino immacolato! Con il sole che riscalda e qualche fragranza fiorita che timidamente s’insinua nell’aria. Sarà una primavera che strilla prematura o un inverno che si prepara agli scherzi di Carnevale?

  44. Anche qui le giornate sono abbastanza limpide. Nelle ore centrali la temperatura è spesso mite,ma al mattino e dopo il tramonto l’escursione termica è forte e si va anche sotto lo zero. L’Inverno regala insieme al gelo cieli tersi e bellissimi tramonti. http://www.panoramio.com/photo/47571315
    Buona giornata.

  45. IL VIZIO DI SCRIVERE

    Che bisogno d’eternità
    ha l’animo, la mente,
    la vanità
    d’eprimere,
    la necessità
    di svuotare il fermento
    dell’essere!
    Il vizio di scrivere
    quasi un bisogno
    di cibo per vivere.
    Il vizio di scrivere
    per far statue di parole
    con pietre millenarie.
    Il vizio di scrivere
    per fermare una diapositiva
    far circolare un’opinione
    condividere una questione.
    Il vizio di scrivere
    per mille necessità,
    un vizio incallito
    dal tempo dell’abecedario
    delle prime frasi sul diario
    sui banchi e sui muri,
    pigiando sui tasti
    rumorosi della prima
    dattilografia,
    davanti allo schermo
    di un computer moderno,
    volando tra realtà e fantasia.
    Ma non so se si può esser sicuri
    che sia tra i tanti
    di vizi quello più nobile
    e prezioso.
    Chissà forse è solo
    quello più altezzoso
    più pretestuoso
    che non vuol lasciare
    pensieri nascosti
    e parole volanti,
    ma solo l’ardire
    di distribuire a tanti
    il frutto di un io
    capriccioso
    col vizio di scrivere.

    Tosca Pagliari
    gatto

  46. La tua poesia è molto genuina, scritta di getto, con passione e intelligenza. E’ un autoritratto sincero e un’analisi interessante di quelle pulsioni, ragioni o motivazioni che inducono a concedere il proprio mondo interiore all’attenzione dell’altro, potenziale specchio di riconoscimenti, utili consigli e conferme,ma anche talvolta – come ben sappiamo – sordo e opaco nella sua indifferenza, o addirittura critico sprezzante.Ti auguro che il vizio di scrivere possa mantenersi, progredire e ulteriormente affinarsi, anche sul versante poetico che mi pare aver stoffa e ispirazione sicure.
    Grazie per il bel commento alla mia foto su Panoramio. Buona giornata,

  47. Il peggio è che sono sparite tutte le poesie raccolte nella pagina omonima della home page! Non so che si potrà fare. Mi attivo subito anche se con poche speranze. E’ come essere stati silurati nella parte migliore.

  48. Tutto risolto per fortuna, ripristinate pure le poesie e alieno abbattuto. Spero al più presto di riuscire a fare dei cambiamenti significativi su questo blog per migliorare la sicurezza e l’assetto grafico. Chissà magari su un’isola rinnovata sbarcherà qualche turista curioso e verranno bloccati gli alieni.
    Grazie per il commento posito alla mia poesia e grazie ancora per aver avvistato l’alieno, sei un eccellente guardiano del faro!

  49. Stamattina sono presa da pensieri ecologico-economici. E’ la mia parte “linga” di casalinga che prende il sopravvento, anzichè la parte”scri” di scrivente o la parte “ante” di insegnante ( perchè io sono una “scrilingante” se ben vi ricordate).
    Nel rimettere a posto degli scaffali domestici ho fatto fuori una quantità enorme di materiale cartaceo prodotto dalle pubblicità d’offerte economiche dei supermercati. Per non parlare dei quotidiani svuotamenti della buca delle lettere, anche più d’una volta al girono se capita. Ora dico io se chi corre di qua e di là deve trovare il tempo per valutare tutte le offerte e poi tornare a correre di qua e di là per fare acquisti. E tutte queste campagne pubblicitarie che hanno senz’altro dei costi, e tutta la carta che viene sprecata. Non sarebbe più facile, più economico, più ecologico stabilire dei prezzi equi e permanenti anzichè tutte queste altalene di “offerte” che altro non diventano che prodotti civetta se non si ha poi la possibilità di gironzolare da un supermercato all’altro a “caccia” di convenienza. Forse l’unica cosa positiva (positiva tra virgolette) è quel minimo di occupazione occasionale giovanile e li vedi ragazzi e ragazze ( a volte neanche troppo giovani) gironzolare con i loro zainetti pieni di prodotti pubblicitari. Per riproporre un vecchio adagio “si stava meglio quando si stava peggio”, io che sono della seconda metà del secolo andato conservo il ricordo delle quiete botteghe, delle lirette, delle sporte di paglia, della quieta cordialità del fare la spesa. Che ci volete fare, sono una nostalgica, ditemi pure un’antiquata e poi rispondetemi per favore, che ci abbiamo guadagnato in questi ultimi decenni?
    Ma non vi lambiccate troppo il cervello e buona domenica, buona davvero.

  50. Siamo sommersi dalla pubblicità. Le buche della posta anche qui sono regolarmente intasate da depliant e giornaletti informativi su varie proposte commerciali. Gli incaricati alla distribuzione qui da qualche tempo sono alcuni extracomunitari che girano i vari quartieri con borse piene di pubblicità. Se questo fenomeno è in crescita – così pare – è segno che rende qualcosa a tutti. Talvolta arrivano proposte commerciali anche per telefono e devo dire di regola in modo subdolo, insistente e anche inurbano. La tattica è presentarsi come agenti di un sondaggio sul caffè, sull’olio, sul consumo di acqua e quant’altro, per “agganciare” il potenziale cliente con una raffica di domande e arrivare al quid che ovviamente è un’ipotesi di appuntamento, una presentazione, un contatto successivo. Io mi regolo sempre con risposte secche del tipo “non m’interessa”,ma credo che qualche tapino, magari più anziano o ingenuo possa abboccare. Peggio ancora, secondo me, sono le valanghe di posta con intenti di beneficenza laica o religiosa. Arriva di tutto: dalle cartoline per ricorrenze festive, alle immagini sacre, ai rosari, ai calendari, ecc. con bollettini di c/c postale precompilati. Ci sarebbe da fare uno studio psico-sociologico sulle strategie suggestivo, colpevolizzanti e spesso discutibili nella loro invasività di questo altro fenomeno dilagante che rischia di indurre una risposta paradossale: invece dell’attenzione, un rigetto generalizzato su tutta la linea. Buona giornata.

  51. A volte capita.
    D’altra parte: “La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti” (J. Lennon)
    Buona giornata

  52. Davvero azzeccata questa frase, Raffaele.
    Oggi continuo a raccogliere i cocci della giornataccia di ieri, ne avrò ancora per domani poi si spera di tornare alla normalità.
    Stasera qui soffia un ventaccio invernale (giornataccia, ventaccio, mi sa che sto vivendo un mondo in accio, devo cambiare suffisso). E’ un vento che prima si strofina sull’ammasso di neve di cui biancheggia il vulcano, dopo arriva tutto spavaldo fino al mare fischiando come un matto e sbatacchiando a destra e a sinistra. E’ un vento gelido che mi dà il nervoso e non è poco visto che tutto il resto è in “accio”.
    Domani si vedrà. Buona notte.

  53. Non mi ero mai resa conto di stare tutta dentro una borsa: l’identità, l’accesso agli averi, ai mezzi di contatto e di trasporto, i ricordi… Come tutte le cose scontate ci si rende conto solo quando sfuggono di mano.

  54. La vita quotidiana è piena di segni la cui significanza di norma sfugge alla consapevolezza e quando si disvela muove sbalorditivi insight meditativi. Buona giornata.

  55. FILOSOFICHERIE ( Ogni tanto ci vogliono).

    I giorni non sono tutti uguali, ma sembrano somigliarsi per la stessa routine.
    Poi non si cambia in un secondo, ma in migliaia di secondi nascosti in ore, giorni, anni.
    I segni del tempo non sono il lampo istantaneo di un flash, ma una sovrapposizione continua di fotogrammi dove nulla pare modificarsi tra l’uno e l’altro.
    Così le cose intorno a noi, le persone intorno a noi, il nostro stesso essere materiale e immateriale, tutto si trasforma all’ insaputa. A volte capita che le cose le scopriamo più belle, altre volte non ci piacciono proprio, ma spesso non ci accorgiamo di nulla nella convinzione che sia tutto come prima e andiamo in giro, non conoscendoci, tra sconosciuti.

  56. Ora vado a leggere. Parto per questo magnifico viaggio mentale tra genti, luoghi, fatti e idee …
    Buon sabato sera a tutti quanti con la vostra molteplicità di svaghi che vi auguro siano tutti lieti.

  57. Qui non è stato un gran weekend. Spesso piovoso e uggioso, specialmente ieri. Dopo un’anticipo di Primavera pare che l’Inverno si sia voluto prendere una rivincita. Eppure la stagione sta evolvendo e,sapendo cogliere i segni dei tempi, a volte anche piccoli e dai più trascurati, è possibile avvertire la metamorfosi della Natura. http://www.panoramio.com/photo/48364142
    Talvolta mi chiedo che fine abbiano fatto i “desaparecidos” e il perché di questo rumoroso silenzio protratto. Mi rendo conto che talvolta l’ispirazione possa mancare, la motivazione e il tempo non sempre possano esserci, ma non sono spiegazioni sufficienti. A volte anche solo un piccolo saluto, due righe di news, un “toc-toc” per dire “ci sono”, farebbero piacere.
    Devo pensare che l’isola sia cambiata o che qualcosa sia cambiato per/tra le persone che la frequentavano?
    Tra il “detto” e il “non detto” la differenza è semplice: il “non detto” è sempre più sibillino. Come la Fata Morgana nel deserto può rivelare diversissimi scenari.
    Buon inizio di settimana

  58. Non mi pare vero di poter riaccedere a questa pagina. Questo “febbraio corto corto e maledetto” me ne ha portate di cotte e di crude, non vedo l’ora che finisca. E magari non sarà colpa di febbraio, nè degli eventi cosmici, ma solo di casualità. Sta di fatto che queste casualità sono state causa di troppi grattacapi, ma finchè sono grattacapi, una grattatina, appunto, e si passa avanti. Con i nervi a pezzi, il morale sotto i piedi, la salute alle prese con i malanni di stagione, ma si passa avanti.
    Raffaele, il tuo invio del 21 febbraio lo leggo solo adesso, ma se lo leggo è già una gran fortuna. In quanto ai “desaparecidos” non me lo spiego neanche io cos’è che li abbia portati via. Io per principio non credo alla mancanza di tempo. Non lo credo mai. Mi hanno insegnato i vecchi detti siciliani che “quannu amuri c’è trova loco” ( “quando l’amore c’è trova il posto”, tradotto alla lettera, ma la traduzione effettiva ha un respiro molto più ampio). Del resto tutte le cose che ci stanno veramente a cuore prima o poi riusciamo sempre a farle e il sacrificio per raggiungerle non è neanche vissuto come un sacrificio, ma solo un’avversità da combattere per raggiungere lo scopo. Allora ci sarebbe da analizzare il vero perchè della sparizione ed io alla fine mi sono fatta una teoria. Sarà anche sbagliata, ma se non vengono a smentirla io che posso farci per capirlo.
    La tesi parte dal fatto che all’inizio diverse persone erano entusiaste da morire, che non potevano per nessun motivo rinunciare ad una chiacchierata su questo blog altrimenti pareva non potessero sopportare il peso di una giornata. Poi rallentamenti o sparizioni improvvise, scuse accampate o nulla addirittura. Allora io deduco che ad un certo punto si sono annoiati, non hanno trovato più nulla che li gratificasse. Sì, ma allora prima che c’era che li gratificava, dato che sostanzialmente non è cambiato nulla, o così mi pare, nella conduzione di questo blog? Forse la novità, il piacere di comunicare qualcosa e di ricevere altrettante comunicazioni, poi a furia di bere lo stesso lo stesso brodo uno magari si nausea. Ed è proprio il fatto che non sia cambiato nulla che ha fatto sì che cambiasse tutto. Questa è la mia teoria, ma gli scenari come dici tu potrebbero essere tanti e tutti inimmaginabili.
    Sicchè al momento siamo rimasti io e tu in futuro si vedrà. Ora magari passa febbraio e le congiunzioni astrali nefaste ( che ci vuoi fare ognuno ha le sue fissazioni statisticamente provate su una lunga serie di situazioni coincidenti), e allora bisognerà far nottata per rispondere a tutti i nuovi arrivati. Chissà!? Intanto prendiamoci questo presente.
    Buon pomeriggio ( felicissima di poterlo augurare di nuovo da questa postazione).

  59. A proposito di script e comandi rallentati, io non so di che si tratti praticamente. Se continua ridimmelo e forniscimi maggiori spiegazioni. Io sono riuscita a scrivere senza problemi.

  60. LE PRESENZE CHE SE NE VANNO

    viale

    Le presenze che se ne vanno
    ti mancano
    e,più che subito,
    ti mancano
    nel tempo.
    Ti mancano
    nel guizzare imprevisto
    di un pensiero,
    che crea catene
    di altre pensieri
    e ti porta per mano
    da chi se n’è andato
    oltre
    nel nulla
    del tuo tempo
    e del tuo spazio.
    Così mentre
    t’accorgi
    che irrimediabilmente manca,
    chi se n’è andato,
    prodigiosamente,
    lo ritrovi.
    Lo ritrovi
    nel chiuso della mente
    e, in solitudine,
    là dove i sensi
    non possono più giungere
    per comunicare,
    rimane la magica percezione
    dell’esistere
    oltre la materia.

    Tosca Pagliari

  61. E’ proprio così.
    La mente prodigiosamente conserva in noi la memoria di chi manca e l’assenza diviene presenza.
    L’altro abita in noi e noi abitiamo negli altri.

  62. Ho visto e commentato la tua foto con la tematica del silenzio pubblicata su panoramio. E interessante una meditazione sul silenzio.
    Il silenizio è anche una altro modo di parlare, un’offerta d’interpretazione delle cose ultilizzando un codice muto. Un silenzio può essere una sfida, un’arresa, un’insolenza, un rispetto, un consenso, un rifiuto, una presenza, un’assenza, può essere tutto e tutto il suo contrario. Il fatto è che appena si nasce si strilla, poi si comincia ad imparare a parlare, dopo di che a leggere a scrivere; c’è persino chi, per cultura o per occasioni di vita, impara anche ad esprimersi in altre lingue. Gli animali hanno i loro versi, gli oggetti producono i loro rumori. No, non siamo proprio avvezzi al silenzio. Il silenzio spesso lo viviamo come un’imposizione data da situazioni particolari. Educare al silenzio è un’impresa, rispettare il silenzio è una virtù di pochi, comprendere la sostanza del silenzio è quasi una magia.

  63. Ora che ci penso potrei aprire un thread sul silenzio e “copincollare” ( un neologismo?) anche parte del commento precedente. Raffaele, che ne diresti se potessi metterci la tua foto di panoramio, naturalmente con la dovuta didascalia?

  64. Ovviamente puoi disporre di tutta la mia galleria di foto. L’unica cosa che qui ti chiedo è d’indicare:
    “Faenza – Chiesa della Commenda – Francesco Menzocchi (XVI Sec.) : “Il Silenzio” – Foto tratta da Panoramio: © Tutti i diritti riservati di esse est reminisci”.
    Il link della foto è il seguente: http://v24.lscache2.c.bigcache.googleapis.com/static.panoramio.com/photos/original/48704839.jpg
    Un thread sul silenzio,preceduto dal tuo commento,potrebbe essere ben introdotto.
    Speriamo che la proposta sul silenzio faccia il miracolo e… sciolga la lingua ai muti.

  65. il silenzio, sempre più sfuggente in questa vita frenetica, ma quando finalmente diamo alito ad una mente cosciente, dei pensieri che la attraversano, forse riusciamo a fermarli, e riaffiora il respiro, lento, caldo, quasi roboante in quel silenzio, riaffiora la postura del corpo in quell’unico movimento che il respiro impone, e poi l’ascolto si espande intorno, lontano fin dove non c’é più un dentro e un fuori, la dove affiorano le visioni, la dove le parole volteggiano e cadono giù come coriandoli di luce, e non é forse là, Tosca, che il silenzio svela le tue paggine migliori, e una mia visione:
    http://www.mc-arts.it/cat051.htm

  66. Molto interessanti e apprezzabili,Claudio. tuoi lavori in pirografia. Complimenti per la creatività artistica e per la poetica meditazione sul silenzio.

  67. Claudio, benvenuto su questo blog con la tua mirabile definizione del “silenzio” e con la mostra delle tue bellissime opere. Tra tutte mi ha affascinato: “Il libro e la farfalla” poichè anche le pagine del libro aperto sembrano ali spiegate. Complimenti!

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