LA FORMA PIATTA DELLA PIATTAFORMA

donna pc

Per mia natura sono curiosa. La tecnologia mi affascina. La tecnologia non è un demonio come molti rimbrottano, borbottano e si professano mancati cavernicoli. Demonio semmai siamo noi quando ne facciamo un uso sbagliato. La tecnologia è progresso, è risorsa, è il mondo in un palmo di mano. Poi ci siamo noi con questo giocattolo e le manie d’onnipotenza, noi dell’era “homo scemens scemens”.

Detto questo passo all’argomento.

LA PIATTAFORMA !!!

LA PIATTAFORMA digitale: l’universo parallelo dove andare a svolgere la vita pratica, burocratica, meritocratica.

Fantastica! Un circuito stimolante di input e feed back, di step by step, community e network…

Al di là di questo delirio altisonante d’italiano perduto e d’inglese incalzante. Incalzante perchè? Ma perchè calza a pennello, il temirne rende, il linguaggio internazionale e dei media se è in inglese non è mica a caso. Qui ci starebbe una di quelle emoticon che ridono con le lacrime, ma non ce la metto che ormai è diventato anche banale.

Ma dove lo trovo stamattina questo insulso e gratuito sarcasmo?

EH! EH! Lo trovo nell’aggiornamento, nella professionalità docente, nei crediti e discretiti di chi non è innovativo, di chi viene affamato col “bonus”: bocconcino appeso alla lenza e lì che ti pesco e fatti pescare se no resti pesce piccolo e puzzolente di inettitudine.

EH! EH! Lo trovo nella PIATTA FORMA! Questa forma piatta dove l’umanità diventa username e password, soldatini omologati alla ricerca del sapere eccezionale.

Ora ce n’è una interessantissima (per davvero senza sarcasmo) si chiama SOFIA (Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento dei docenti). Fantastica (senza sarcasmo) soprattutto geniale l’acronimo “Sofia” dal greco greco antico  σοφία (sophia): “sapienza” “saggezza”. E’ talmente bella questa piattaforma che pare sia obbligatoria .Qui il sarcasmo c’è? Non lo so, a volte non mi conosco. E penso sempre a quel tizio, sempre greco sempre, che diceva:  γνῶθι σαυτόν (gnōthi sautón ovvero conosci te stesso). Certo che andare verso il globale con incertezze sul personale  non è facile, magari in tempi moderni una piattaforma per lo scopo si potrebbe avere? Una bella piattaforma di lancio per raggiungere il proprio universo interiore, una bella piattaforma di lancio per far partire le nuove generazioni verso un futuro migliore. Si può avere? Ecco ora magari me ne danno una vera in mezzo al mare e …così stai lì buona buona che di rompib#### in giro ce ne sono già troppi! …

Comunque per non annoiarvi, o forse per annoiarvi meglio vi racconto una storia. Anzi no, un reality che fa più effetto!

In un progetto di dispersione scolastica improntato sulle nuove tecnologie, in una scuola che non vi dico, tanti anni fa ma non troppi, si stabilirono gruppi pomeridiani con due insegnanti per gruppo. Per farmi dispetto (Perchè me li fanno? Poveretti che colpa ne hanno se io ho un talento naturale per essere antipatica!).

Allora, per farmi dispetto, mi misero insieme ad una collega molto anziana, ma non troppo, che il PC non lo sapeva neanche accendere. Io lo sapevo accendere, spegnere e nell’intermezzo ricavarci qualcosina d’interessante per quel bel gruppetto di scatenati, ognuno alle prese con i propri problemi tradotti nel loro meraviglioso multilinguaggio infantile. Già, perchè per chi  legge di me solo adesso, sono una maestrina della scuola primaria e, con tutto il rispetto per gli altri gradi scolastici, fiera di esserlo, me ne faccio vanto.

Sicchè io ero la maestrina anche allora, quella moderna che usava strumenti a misura delle nuove generazioni. La mia collega, anch’ella maestrina, era quella antica, obsoleta, squalificata dalla mancanza d’innovazione, emarginata per il mancato aggiornamento, non aveva ideea di software didattici e spazi virtuali da piattaforma. Era quella scadente che me l’avevano data per dispetto: Tiè così t’arrangi da sola!

Ma lei aveva il sorriso giusto, la calma giusta, la parola giusta, il modo giusto per placare, consigliare, aiutare ogni bambino. Con un nulla arginava le baruffe, con un alito trasmetteva la voglia di fare, con una pazienza infinita guidava le fiere scatenate trasformandoli in mansueti agnellini vogliosi di sapere. E questo sicuramente perchè era una sua dote, ma soprattutto perchè L’ESPERIENZA l’aveva formata, le aveva dato una forma tutt’altro che piatta.

In conclusione mi pare che oramai si stia esagerando là dove non si riconosca più la validità della VERA ESPERIENZA sul campo, soppiantandola unicamente con titoli da conseguire su una piattaforma, con titoli da conseguire con i soldi che ti danno per contentino, al di là del rinnovo di un contratto. Inoltre con la lotta da “fila per prendere il pane con la tessera” per il bonus d’istituto. Ma venitemi a trovare in classe, ma parlate con i miei alunni, ma toccate con mano il mio lavoro e datemi quello che mi spetta per arrivare a fine mese senza stirare il collo. Tutto il resto che ben venga, ma senza esagerare, senza edulcorare e gettare fumo negli occhi, senza paradossi burocratici di vario genere.

Sono pronta, voglio imparare meglio per insegnare meglio. Sono interessata alle novità (ora mi sono lasciata affascinare dal coding, non vedo l’ora di saperne di più e metterlo in pratica), ma per carità, lasciatemi dire, il troppo storpia e le prese in giro non piacciono a nessuno. A me poi mandano su di giri e quando sono su di giri, se non parlo col tono inviperito non respiro e peggio ancora se non scrivo col tono inviperito muoio. Ma dato che mi piace vivere …

… e poi non dite che non vi avevo avvertito che ho un talento naturale per essere antipatica!

N.B. Per te che sei arrivato/a a leggere fin qui un “bonus” speciale. Quale? Dimmi tu! Fatti sentire.

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