IL TEMPO DELLE FOGLIE CADENTI

E ora che un’altra foglia cadde

guardando quelle ancora appese

mi torna in mente

il tempo

di quando le vidi germogli

con lo stupore

di quanto in fretta

sia tutto avvenuto.

Era quello

il tempo degli arrivi

un frullare continuo di nidi

di visite e doni

un esclamare contento

un benvenuto alla vita.

E ora

che tocca guardare

dalla piattaforma

delle partenze

tutto cambia

colore.

E si potrebbe

pure star lì a disperare

se il pane

se l’acqua

se la fame e la sete

se il riposo e la fatica

se il freddo e il caldo

se il sonno e il risveglio

se tutte le cose e l’ardire di vivere

non prendessero così il sopravvento.

Si sta  così a guardare

le foglie che volano via

finchè si resta sul ramo a sventolare

Tosca Pagliari ( ottobre 2013 )

 

 

3 thoughts on “IL TEMPO DELLE FOGLIE CADENTI

  1. Condivido molto la nuova impostazione che hai dato al blog. Mi sembra più esplicitamente personalizzata, meno rivolta a fantomatici visitatori e più definita come spazio tuo. Mi sembra che abbia fatto decollare una bella creatività, tra immagini suggestive ed espressioni poetiche armoniose e gradevoli. Buona serata, anzi buona notte ormai…

  2. Ogni tanto mi soffermo sulle tue “citazioni a caso”. Quest’ultima, per esempio, mi ha invitato ad un commento ( cfr: “Chi disdegna la commiserazione non si aspetti la comprensione, la gente non si ferma a guardare oltre le apparenze”). Volevi forse intendere l’insensibilità verso l’altrui sofferenza, ovvero l’assenza di compassione? In effetti penso che, per vari motivi, il nostro mondo (intendo l’occidente benestante) sia anestetizzato nei confronti del dolore e abbia rimosso la “meditatio mortis”. Questioni che fanno notizia,ma non turbano più di tanto i cuori e le coscienze. Sembra che non riusciamo più ad identificarci con l’umanità sofferente, così quando tocca a noi direttamente (malattia, lutto o altre sventure) restiamo scioccati,ma anche “illuminati” dal disincanto. Quindi non disperiamo: a volte si riesce a guardare oltre le apparenze. Auguriamoci tuttavia di non essere illuminati solo dalle personali sventure,ma da una consapevolezza capace di apertura sulla complessità del reale.

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