IL POTERE DELLA PAROLA

 

Che potere ha la parola! La parola racconta, ricorda, insegna, comanda, persuade, dissuade, spiega, confonde, interpreta, inventa, descrive, indica, conforta, aggredisce, loda, umilia, legifera, condanna, assolve, critica, decodifica, comunica, diventa letteratura e poesia e filosofia, forma pensieri che generano altre parole .
Come sarebbe l’umanità senza parole?

Silenzio. Solo silenzio e sguardi. Solo silenzio e colori. E musica al posto del silenzio. E numeri forse. Un linguaggio di numeri e schemi?
Parole nascono, parole muoiono, parole cambiano, parole figlie e madri di altre parole. Parole di tante lingue diverse. Si possono mai imparare tutte le parole del mondo, quelle che sono e quelle che furono?
E anche a saperle tutte capiremmo di più? Più parole più pensieri, più pensieri più capacità d’intendere. Forse.
Intanto se non avessi avuto le parole come giocherei, come mi farei compagnia?
“ Mi piace quando suono sui tasti le parole. Mi piace la musica del dire con le dita che giocano tra lettere e segni solleticando l’animo stupito.”
Mi piace anche stasera che è sera di ricordi, di pensieri, di tentativi di consolazione, di tentativi di spiegazione con tutte le parole conosciute.

16 thoughts on “IL POTERE DELLA PAROLA

  1. Anagrammando “Guardiano del faro” (ovvero: giocando con le parole)

    Guardiano del faro.
    Fu. Lo rode randagia.
    Le radiografa nudo.
    Dolore fu. Randagia.
    Fu: loderò randagia.

  2. Non c’entra niente, ma mi è venuto in mente. Stavo guardando il mio avatar e mi sono resa conto che, straordinariamente, è un pezzo di puzzle del muso del gattino trovatello, che ora gattino non è più e neanche trovatello, perchè è un signor gatto che promette buona stazza. Pensavo che in fondo è stato lui a trovare me. Credo sempre più che nulla avvenga per caso.

  3. Continuo a pensare. Quando parte la mente la mente non si ferma perchè LE PAROLE SONO ANELLI INFINITI DI CATENE DI PENSIERI.

    Il gattino trovatello era un RANDAGIO anche lui.

  4. La parola è potentissima quando viene dall’anima e mette in moto tutte le facoltà dell’anima ne’ suoi lettori, ma, quando il di dentro è vuoto e la parola non esprime che se stessa, riesce insipida e noiosa.

    Francesco De Sanctis, Storia della letteratura italiana, 1870/71

  5. Ripropongo una mia poesia.

    LE PAROLE CHE NON HO SCRITTO

    Le parole
    che non ho scritto
    non sono quelle
    che non ho pensato.

    Le parole
    che non ho scritto
    sono quelle
    senza refe
    senza specchio
    senza nulla
    che sappia
    ricucire
    riflettere
    ricollegare
    la mente al cuore.

    Le parole
    che non ho scritto
    sono anime vaganti
    di pensieri senza corpo
    sono essenza pura
    dispersa nell’universo.

    ( Tosca Pagliari – agosto 2013 )

  6. Ciao Raffaele, ho trovato molto interessante tutto quello che hai aggiunto in questo ultimo periodo. E’ stato un vero arricchimento sul tema. Sempre in gamba come al solito. Grazie.

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