PARLANO LE MADRI

Parlano le madri
trepidano le madri
s’affannano le madri.
Hanno battiti di cuore accelerati
e respiro intenso.
Hanno allerta di segugio
balzo di tigre
ala di chioccia
lingua che lecca ferite
di cuccioli.
Hanno un grembo che sgrava
e resta aperto per tutta la vita
giaciglio pronto per ogni debolezza
per ogni paura, per ogni tristezza.
Hanno lacrime asciutte
e lacrime calde
morbidi seni
mani indaffarate
guidano passi
e imparano anch’esse
un nuovo cammino.
Parlano le madri
parlano
e in ognuna di loro
piange una donna
combatte una guerriera.
Parlano le madri
hanno tutte le stesse parole
le stesse ansie
gli stessi sogni
in volo su ali di farfalle
verso il futuro.
Parlano le madri
e parlano i loro occhi
con luci d’orgoglio
apprensione e smarrimento.
Parlano le madri
con voce tremante
con senso di colpa
con voce decisa
con tono di difesa
con voce contenta
con tono di vanto
con voce perplessa
di domanda senza risposta.
Parlano le madri
parlano tutte le madri del mondo
parlano tutte la stessa lingua.
(Tosca Pagliari – dicembre 2015)

MEZZA LUNA

Occhi di stelle

occhi di bimbo:

“Chi ha rotto la luna?”

Pelle di cielo

nembo

di velo.

Denti di latte

fuga dal letto:

“Chi ha rotto la luna?”

Sogno

d’ingegno

promessa di fare

coraggio d’osare:

“Domani aggiusto la luna!”

Occhi di buio

dondolio

di anni

e di disinganni

occhi di uomo.

Atomo

acceso di luce riflessa

mezza luna

sospesa  perplessa:

“Domani chi aggiusta la luna?”

Risposta nessuna.

(Tosca Pagliari – settembre 2015)

 

IL DOMANI LO SCOPRIRAI SOLO DOMANI

 

Il domani lo scoprirai solo domani.
Oggi puoi solo immaginarlo il domani,
desiderarlo
temerlo,
ma è lontano
inafferrabile
irraggiungibile
irriconoscibile.
Aspetta,
lo vedrai arrivare
e non lo riconoscerai
perché sarà
diventato
improvvisamente oggi
e il tuo sguardo
starà già cercando
un altro domani
nell’urgenza di altre domande
nell’inquietudine
di altre risposte
sospese nel tempo.
(Tosca Pagliari – giugno 2015).

A TE

Quando ancora non c’eri

dov’eri?

In attesa d’esistere

vivevi nei sogni

nei fluidi d’ogni

essere che t’ha preceduta

che ha creduto

che la vita

fosse  uno scorrere misterioso

una catena d’eventi

predisposti

per altri eventi.

 

Quando ancora non c’eri

dov’eri?

Non certo nel nulla

ma in qualche vibrazione del cosmo

in attesa del tuo momento

per riempire una culla.

 

Adesso che ci sei

e cominci a sentire

il divenire del tempo:

“Auguri!”

Auguri per la gioia del tuo sorriso

per la luce sul tuo viso

al battito di mani

del tuo primo compleanno.

 

A te bimba

da una voce fra tante

che ti amano.

 

Tosca Pagliari (5 giugno 2007).

DALLA PIANTA AL FRUTTO

La fierezza del padre,

lo spirito libero della madre:

un essere potenzialmente

in continua esplosione.

Ma fu un dono di nascita

o la scelta

d’imitare

quel che più piacque di loro?

Come il frutto sull’albero

 segnato nel colore

nel sapore

nell’odore?

O come la farfalla

che vola

e sceglie

il proprio fiore?

Oppure come l’ape

che inventa il proprio miele

col polline che trova?

Siamo preordinata consistenza

o assemblamento di libera coscienza?

(Tosca Pagliari – Pasqua 2015).

PROMESSE DI PRIMAVERA

La primavera

è una promessa delle stagioni

torna sempre

dopo il giro dell’inverno

prima dell’estate.

Torna e schiude i fiori

con baci di sole.

Torna e t’invecchia

di un’altro anno,

ma non te ne accorgi

perchè forse incosciamente pensi

che torni anche la tua primavera

e non rifletti

che la vita fa altre promesse

che il tempo andato è andato

e non torna.

Non torna neanche

chi è andato oltre il tempo

eppure il fiore muore

e riappare

nello stesso punto

dello stesso giardino

a dispetto di tutto

perchè tutto il resto continua.

Tosca Pagliari (marzo 2015)

PENSIERI NELLA SERA.

Quando cala la sera
l’animo si toglie l’abito del giorno
si spoglia d’apparenza
spegne sorrisi di circostanza
si veste di stanchezza
e d’intimi pensieri.
Quando cala la sera
la corsa rallenta
e la malinconia sorpassa
ogni tenace intenzione.
Solo lo sbadiglio
posato sul cuscino
percepisce il palpito
del giorno che verrà.
Tosca Pagliari (marzo 2015).