IL RONDONE

Il rondone ferito sotto l’ala

non ha fretta

la domenica mattina.

E’ il giorno che può

star fermo

rincantucciato

a godersi la pena.

Non deve andare

a volare

a far finta di volare

non deve

quel che si deve.

Il rondone ferito sotto l’ala

la domenica mattina

può compiere

il suo volo più alto

il suo volo simulato

nel riflesso d’una lacrima.

Lacrima

libera di sgorgare

calda

bollente

scottante

libera di dolere

e volare

… più su

più in alto

più su

sempre più su

un puntino

che si perde

nell’immenso.

(Tosca Pagliari-giugno 2018).

 

 

DI DOMENICA MATTINA

Di domenica mattina

mi ha svegliata la tristezza:

-Alzati è giorno, c’è il sole

eppure vieni con me.

-Sono già con te

resto qui

non faccio nulla

non piango neanche

sto ferma.

 

Mi ha svegliata la tristezza:

-Alzati!.

-Perché?

Dimmi un solo

valido

perché.

 

Mi ha svegliata la tristezza:

-Perché sei di natura

dispettosa

e prepotente

e riderai

per non darmi soddisfazione

riderai forte

per confondere

il mio alito infelice.

Combatterai

e a me piace

vederti combattere

io godo

a vederti dimenare

tra circostanze

e risoluzioni

con l’animo imbellettato

a somiglianza

d’una finta espressione.

 

 

Mi ha svegliata la tristezza

e non volevo

essere svegliata

volevo dormire

nell’apnea dei pensieri

volevo dormire

il mio sonno sottovuoto.

 

Mi ha svegliata la tristezza:

-Combattimi,

ma dammi soddisfazione

combattimi

a mani nude,

combattimi

dentro il tuo silenzio

e la tua follia

soprattutto

combattimi lealmente

senza usare

la tua arma segreta.

 

Mi ha svegliata la tristezza

ma io sono di natura

dispettosa

e prepotente anche

e tremendamente

sleale.

Io scrivo.

(Tosca Pagliari- Maggio 2018)

 

 

 

 

A TUTTE LE DONNE

A tutte le donne magiche

che mutano un pianto in un sorriso,

a tutte le donne uniche

che non si arrendono quando hanno deciso,

a tutte le donne guerriere

con armi di sogni e coraggio,

a tutte le donne che non temono frontiere

e intraprendono il loro viaggio,

a tutte le donne che rammendano

sbagli con fili di ferro coperti di seta,

a tutte  le donne che perdonano

e poi ritracciano una meta,

a tutte le donne che guardano oltre

pregiudizi ed inganni

e non le infagotta la coltre

del tempo e la somma degli anni,

a tutte le donne che sanno essere libere

anche tra lacci e nodi

a tutte le donne che amano vivere

nonostante dolenti chiodi,

a tutte le donne che sanno già dove andare

a quelle che stanno scegliendo una strada

a quelle che  sanno di poter restare

a quelle convinte che quel che deve accadere accada

a tutte quante un abbraccio forte

un abbraccio grande

e un augurio che oltre le porte

del cuore si espande

( Tosca Pagliari – vigilia dell’8 marzo 2018).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SACCO DI MADRE

Sacco pieno di ossa e di carne

perché vita possa uscirne.

Sacco che di altra essenza  si riempie

per un destino che si compie.

Sacco  che  di pensieri si estende

e ogni cosa difende e comprende.

Sacco caldo di lana

che sogni dipana,

sacco fresco di tela di lino

dov’era nascosto un semino

sacco molle

di tenera pelle

che culla

il tutto e il nulla.

Sacco zeppo di affanni

che portano i figli

intanto che passano gli anni

e indietro non li ripigli.

Sacco che più non si svuota

e pesa e aggiunge un’altra quota.

Sacco di grembo

sacco di bimbo

sacco di anima e cuore

sacco di silenzio e rumore

sacco di madre che accoglie

e raccoglie

ogni giorno che passa

e aggiunge un altro sasso.

Sacco robusto che non si scuce

e anche al buio si fa luce.

Sacco elastico che non si sventra

dove tutto pigiato a forza ci entra

e mille speranze mai perse

in eterno liquido amniotico immerse

sospirando non osan legare  il laccio

del sacco.

(Tosca Pagliari – 20 gennaio 2018)

PENSIERI D’AGOSTO

Agosto sabbia leggera

sabbia di clessidra

che scivola i giorni

verso l’ora di tornare

rubando  la leggiadra

aria vacanziera.

 

Agosto musica di conchiglia

con allarme di sveglia

già pronta a trillare

per passare consegne

dal riposo al da fare.

 

Agosto bambino che strilla

il gioco lì non lo molla

lo stringe con presa audace

ma quel che piace

è sempre troppo  fugace

e l’onda già lo trascina

al largo della marina.

 

Agosto barchetta di carta

s’affloscia pian piano

e il gioco già fugge di mano.

 

Agosto leone con criniera

e  ultimi ruggiti spaventa

la ripresa di  compiti assopiti

nella calura

e inventa,

finché dura,

l’illusione  d’un tempo sospeso

senza fretta e senza peso.

 

Agosto stella di mare

rubata alla vita

e rimasta a seccare

… la festa è finita.

 

(Tosca Pagliari 18 agosto 2017).

 

 

 

NON PENSO

 

NON PENSO PENSIERI LOGICI
PENSIERI IN FILA.
NON PENSO.
HO PERSO IL SENSO.
ERO IN GIRO NELLA GRANDE RETE
CERCAVO CANZONI
PENSIERI DI PACE
E DI AMICI
PER BIMBI FELICI.
HO TROVATO OCCHI APERTI
IMPIETRITI
E LA BOCCA DI GRIDO INCAPACE
DI BIMBI AGGREDITI.
BIMBI INERMI E INESPERTI
OCCHI VITREI
COL FERMO IMMAGINE
DI STUPORE TRAGICO.
E DOMANI CHE DICO
AI MIEI BIMBI CON GLI OCCHI FELICI
CON GLI OCCHI CURIOSI?
CHE CANZONE GLI PORTO
PER NON RENDERLI D’AMORE DUBBIOSI
E PER NON FARE A NESSUNO TORTO?
IN CHE SPECCHIO LI LASCIO GUARDARE?
CANZONI INNOCENTI
SORRISI CONTENTI
PENSIERI OTTIMISTI
SPERANDO CHE IL MONDO S’AGGIUSTI
ANCOR PRIMA CHE POSSAN CAPIRE
L’INGANNO CHE S’È DOVUTO IMBASTIRE
PER LASCIAR LORO ANCORA  NEGLI OCCHI

SCINTILLE

DI STELLE

LEGATE COI FIOCCHI.

(Tosca Pagliari, 5 aprile 2017).

 

PALPITANTI UNIVERSI

 

Palpitanti universi

fluiti

da legami infinti.

Palpitanti universi

uguali e diversi

finiti nel mondo già nato

smarriti

nel caos organizzato.

Palpitanti universi

dispersi

e soli

tra miriadi di Soli

d’idee e dubbi accesi

sospesi

tra l’eternità e la fine

l’immensità e il confine.

Palpitanti universi

siamo noi

palpitanti universi

 pullulano dentro di noi

ed in silenzio esplodono

lasciando  una scia nell’infinito

una polvere di versi

dove  chi s’inventa  poeta  passa il dito

sperando di farne confortante dono.

(Tosca Pagliari-giugno 2016)

 

MADRE

 

Madre

i tuoi figli

li sputa il tuo ventre

e il mondo te l’ ingoia

mentre

ancora cerchi

di bimbi

gli echi

di gioia

nelle vuote stanze

tra nembi

di distanze

e nascondigli

di paure ladre.

(Tosca Pagliari – aprile 2016)

MATTINATA IN BLU

Tonfi di pietre

inghiottite dal mare

vocii di bimbi

che le lanciano in gare.

Il gabbiano sorvola

controlla

stride

imitando

l’infanzia che ride.

Il blu

è padrone del mondo

blu sconfinato

oltre il cielo

oltre il profondo

oltre il respiro

oltre il pensiero.

Mattinata in blu

da non dimenticare più.

(Tosca Pagliari – marzo 2016)