ANIMALI IN VACANZA

C’è chi se li porta dietro organizzandosi anzitempo, c’è chi li mette in appositi ricoveri, c’è chi terribilimente li sperde per la strada. Questi sono gli eventi destinati agli animali nel periodo delle vacanze.

C’è chi parte per le vacanze con il proposito di rilassarsi, di fare costruttive nuove esperienze arricchendo anche il poprio patrimonio culturale in una maniera più esplorativa e diretta. Ma c’è anche chi parte per le vacanze con l’intendo di trasgredire a tutte le regole della buona educazione creando problemi a tutti coloro che si trovano a condividere spazi e tempi. Ecco anche questi sono “animali in vacanza” nell’accezione dispregiativa del termine “animale” in quanto nel vero termine gli animali sono dei gran signori. E ci sono situazioni in cui il termine “umano” e il termine “animale” andrebbero rivalutati e ribaltati.

Se volete approfondire le tematiche, con i commenti che più vi aggradano, questo spazio è aperto.

A tutti quanti  auguro”buone”, ma veramente “buone” vacanze.

51 thoughts on “ANIMALI IN VACANZA

  1. Propongo uno dei miei pensieri, da una pagina del sito personale: http://www.raffaelerusso.it/Miscellanea/Pensieri.html

    “In casa mia non gradisco né le sigarette, né i cani.
    I cani, come il fumo di sigaretta, sono l’estensione simbolica dei loro
    proprietari, l’espansione del loro ego, del loro spazio individuale.
    Spesso e facilmente sono esempi d’intrusione non rispettosa.
    All’aperto tuttavia cani e fumatori possono avere libertà di espressione,
    nei limiti della buona creanza.
”

    Aggiungo che ho il massimo rispetto per ogni essere vivente, animali compresi, a patto che non si alterino determinati equilibri di armonica, igienica e civile convivenza.
    Quando il proprietario di un cane non si cura di raccogliere i “ricordini” dell’animale nei parchi pubblici e nelle strade potrebbe essere etichettato con la stessa carta d’identità che l’animale innocentemente lascia in giro.
    Altrettanto non tollero vedere padroni, e più spesso padrone, di cani spupazzare e baciare le loro bestie con trasporto assurdo e anti igienico. Vedere cani di piccola o grossa taglia al ristorante leccare le dita dei loro padroni, e più spesso padrone, che generosamente elargiscono avanzi di minestre e pietanze, sinceramente mi demotiva verso la qualità del locale.
    Circa i cani al mare personalmente non discuto il piacere dell’animale di scorrazzare libero e tuffarsi in acqua con il padrone, a patto che quest’ultimo impedisca che la sua creatura, specie se di pelo lungo, si scrolli l’acqua di dosso dove altri ignari turisti stanno beatamente prendenso il sole o sonnecchiando. Circa i “ricordini” al mare vale lo stesso principio di cui sopra, anzi direi con maggior rigore.

    (il seguito alla prossima puntata)

  2. Interessante, aspetto il seguito.

    Anch’io sono dell’opinione del rispetto dell’animale e degli umani con equilibrata cura del benessere di tutti. Ai cani preferisco i gatti, ma i cani non mi dispiacciono, tranne che tenerli in casa perchè la mia casa non è a misura di cane nè dentro, nè intorno, nè nei ditorni, sebbene subisca, a volte, le scomodità dei cani degli altri. Ma dico sempre che la colpa non è del cane, ma del padrone. Un buon padrone fa un buon cane. In quanto ai “ricordini” sono l’espressione non dell’animale animale, ma dell’animale padrone, il quale, invece di sporcare casa sua, va tranquillamente a sporcare in giro, tanto chi se ne frega.

    ( Il seguito in seguito, un po’ alla volta si chiacchiera meglio, ne convengo).

    Buona serata.

  3. Come puoi dedurre dal mio precedente commento, anch’io sono d’accordo su quanto scrivi “che la colpa non è del cane, ma del padrone. Un buon padrone fa un buon cane” e credo che anche monsieur de la Palisse si allinei felicemente a questa massima.
    Io ho avuto negli anni alcuni gatti, pochi, ma eccezionali e non per questioni di pedigree: erano normalissimi gatti tigrati, ovvero “europei”,uno grigio e i più color nocciola. Normalissimi gatti, ma grandi esseri, grandi spiriti di natura, direi senza mezzi termini.
    Da loro ho ricevuto grandi insegnamenti, direi una filosofia perenne, trasmessa con un raffinatissimo linguaggio non verbale e miagolii: l’importanza della prossemica, lo sviluppo e l’uso del cosiddetto “sesto senso”, l’affetto libero da ipocrisia e dipendenza opportunistica.

    Ho avuto anche un cane, anzi una cagnetta, a cui sono stato molto affezionato. Un affetto diverso da quello che mi ha legato ai gatti,ma sempre indimenticabile. Il rapporto col cane secondo me è molto più semplice, direi “scolastico”: il cane ha bisogno di un padrone che sia un bravo insegnante, che sappia fare il suo mestiere, sia in senso pratico che affettivo. Per il gatto è diverso: il gatto è un “Buddha” e il padrone è un “discepolo”.
    Non capire questa semplice evidenza significa svilire il rapporto con questo complesso e splendido animale.
    http://www.panoramio.com/photo/30943116

    il seguito alla prossima puntata)

    Buona domenica.

  4. Anch’io penso che il gatto, rispetto al cane sia dotato di una sesibilità più raffinata. Molti invece pensano che sia egoista e infido, mentre il cane sia altruista ed estremamente fedele al padrone. Secondo me l’errore di valutazione sta proprio nel fatto che il gatto ha un’indole indipendente e il cane invece si lascia facilmente condizionare dal padrone. Concordo, dunque, perfettamente su quanto hai scritto tu a proposito del cane e del gatto e vorrei però aggiungere che questi pregiudizi di valutazione avvengono anche tra gli umani. Si considerano le persone remissive come estremamente buone, mentre di pessima reputazione quelle dotate di spirito divergente e di bisogno d’indipendenza. Si tratta di avere a che fare con ciò che è comodo e non. Il cane è più comodo, se l’addestri bene ottieni quel che vuoi, il gatto con molta eleganza si fa gli affari suoi e il suo affetto è libero, non sottomesso al comando. Forse, sempre tornando agli umani, appreziamo negli animali quel che più ci somiglia. Io mi sento molto “gatto” e con tutto rispetto per l’animale cane, non mi piacciono gli scodinzolatori e gli sbavatori d’umana tendenza.
    Certo che queste mie “filosoficherie ” estive manifestano il risveglio di quella parte di cervello che si nutre di pigrizia ed elabora quelle riflessioni strane o interessanti che siano, intontite, in altro periodo, dal bisogno d’immediatezza, di logistica, d’allerta totale nei confronti dei mille da fare giornalieri.
    Ho già “stradetto”, adesso rimando ad altro momento.

    Grazie per la “Buona domenica”, ricambio.

  5. Su spiagge così sono stati in vacanza gli umani animali. Il guaio è che di queste spiagge ce ne sono tante ma molti di più sono gli “animali” che le frequentano.

  6. Ho visto il video con rabbia, nausea e sgomento.
    Ho pensato che gli animali indubbiamente sono più ecologici e rispettosi verso l’ambiente di tanti esseri umani il cui sviluppo cerebrale sarebbe da dimostrare. Mi viene in mente quel che mi disse un mio amico psicoanalista: “Certa gente ha un callo al posto del cervello” e credo che questa triste constatazione si possa applicare alla mandria d’imbecilli che hanno lasciato una tal traccia della propria incontinenza ad Anzio.
    Ho pensato però anche che, se questi ragazzi sono imbecilli e incivili, una buona parte di responsabilità devono per forza averla anche i loro egregi genitori (figli degli anni ’70) e tutti gli educatori (idem) che con loro hanno fallito, nel linguaggio aziendale, la “mission”.
    Che guardino il video e si vergognino perché hanno allevato legioni di barbari, magari auto giustificandosi con pseudo pedagogie alla Benjamin Spock o pseudo dettami psicoanalitici, tratti da qualche imbecille talk show televisivo, sempre d’annata.
    Meglio tornare a parlare di animali. E poi qualcuno li chiama “bestie”! Aggiungo un piccolo esempio che viene purtroppo dalla mia Romagna.
    http://www.panoramio.com/photo/41649776

    (il seguito alla prossima puntata)

  7. Ho trovato molto interessante l’analogia proposta tra gatti, cani e personalità umana. Tutta vantaggio del gatto, a quanto pare. Certo che il cane è molto più dipendente e gerarchico. Ho visto frequentemente cani piccoli, di carattere dominante, pretendere e ottenere l’ossequio gerarchico da cani molto più grossi e apparentemente più temibili.

    Solo i cani sono scodinzolatori e sbavatori? Qui occorrono precisazioni. Il cane scodinzola quando riconosce una figura amica, ma il gatto alza la coda se vuol farsi carezzare o ottenere qualcosa. Mio padre usava dire delle persone che amano farsi blandire da chicchessia “Fanno come la gatta che alza la coda a chi la liscia”. E non certo per indicare una virtù.

    Il gatto sicuramente è più esperto in seduzione. La voce stessa lo dimostra: melodiosa, carezzevole, ipnotica. Il cane non è un seduttore,ma un postulante. Rispetto al gatto è sicuramente più umile ed elementare,ma ha la grande virtù della fedeltà, talvolta davvero commovente.
    Sì, certo, è sbavatore, come ogni persona affetta da dipendenza, come tutti coloro che cercano il biscottino, la lode e la conferma.
    Ma talvolta il cane ha una dignità insospettabile; quando vive un’esperienza di grave perdita (ed es. l’abbandono o la morte del padrone) è anche capace di diventare anoressico e lasciarsi morire.
    Occorrono davvero un’adozione sincera e un nuovo padrone che lo ami, per salvarlo e indurlo a realizzare un nuovo legame.

    E’ anche vero, come per gli esseri umani, che non è bene generalizzare. Ogni animale è un’individualità, unica e irripetibile, prima ancora di rappresentare una specie.

    (il seguito alla prossima puntata)

    Buona notte.

  8. Ho visto la foto dell’albero danneggiato. Mi convinco sempre più di quanta gente fuori di testa ci sia in giro. Mi viene in mente una frase di Alda Merini:”…I matti sono simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita…”

    BUONANOTTE

  9. Ho scoperto le ultime imprese demenziali di giovani nottambuli che, invece di lavorar di giorno e riposar di notte, come sarebbe fisiologico e civile, dormono di giorno e di notte vanno in giro a far danni. Oltre che piegare gli alberelli dei parchi fino a spezzarli – come ho documentato – l’ultima genialata è quella di piegare (e qui si dimostra il Q.I. del branco) i cartelli segnaletici stradali che ora appaiono sbilenchi come se avessero ricevuto l’urto di un auto. E’ un modo per apporre la loro firma, evidentemente, dato che hanno una mente sbilenca. Nel parco vicino a casa mia una panchina di legno viene spostata durante la notte in continuazione e lasciata nelle posizioni più diverse, con un contorno di bottiglie, scatole di sigarette e cartacce. Io certa gente la manderei a raccogliere pomodori sotto la canicola!

    (il seguito alla prossima puntata)

  10. Questo accade quando “L’ozio è il padre dei vizi”, se dovevano andarsene a lavorare le cose sarebbero state ben diverse. E che non mi dicano che il lavoro non si trova, in attesa del “lavoro” che ognuno di noi vorrebbe trovarsi ce ne sonto tanti altri, magari più scomodi, meno remunerati, meno gratificanti, ma bisogna sapersi anche accontentare mentre si continua a mirare alla meta del desiderato posto di lavoro. A quanto pare questa esigenza non c’è più, i genitori hanno l’obbligo di mantenere i figli anche maggiorenni se questi non hanno risorse. Ma allora figuriamoci a chi interessa procurarsi le risorse. Si fa prima a bivaccare in casa, magari dormendo di giorno e compiendo atti demenziali di notte. E se lo scopo di vita si riduce a piegare i cartelli stradali, altro che ad andare a raccogliere i pomodori, a spietrare in qualche cava andrebbero mandati!

  11. Torniamo a parlare di animali, lasciando perdere le bestie sedicenti umane.
    Il cane – diversamente dal gatto – è abituato a stare al guinzaglio che rappresenta il legame con l’autorità gerarchica del padrone e nel contempo il cordone ombelicale che gli dà sicurezza oltre che limiti.
    L’attesa del padrone spesso è struggente, come nel caso di questo bel cagnetto che attende la padrona intenta a far la spesa al mercato: http://www.panoramio.com/photo/28021797

    (il seguito alla prossima puntata)

  12. Tra gli animali in vacanza – nessuno escluso – potremmo mai escludere le mosche e le zanzare? Naturalmente non con gli stessi sentimenti che si possono nutrire per gatti e cani.

    MOSCHECATOMBE

    Morissero tutte d’un colpo
    oppur nebulizzate a terra
    stordite precipitassero giù
    come foglie d’autunno!
    Ho tale desiderio espresso
    e spero abbia successo!

    ZANZARICIDIO

    Zufoli fastidiosi
    avvelenan le notti.
    Non danno tregua:
    zozze sanguisughe
    arpionano la pelle
    rifornendosi golose.
    Esterminio a loro!

    (il seguito alla prossima puntata)

    Buona notte, almeno si spera!

  13. Ma che forti questi acrostici! MOSCHE

    Forti come un potente insetticida fatto di pensiero. Magari funzionasse davvero, ripeterlo come una macumba( ammesso che esistano e funzionino le macumbe) e puf, splash tutte queste bestie noiose giù per terra! Complimenti al compositore di questa verbale sostanza chimica, che oltretutto non è neanche inquinante.

  14. PAPPAGALLI DA SPIAGGIA E GALLI CEDRONI

    pappagalli

    Per Pappagalli da spiaggia s’intendono ( o s’intendevano , magari al giorno d’oggi ci sono altri sistemi d’abbordaggio) quei tipi “bellocci”, più o meno, che in spiaggia cercavano di rimorchiare attraverso un adulatorio parlare.

    GALLI

    E i Galli Cedroni?

    Ce ne sono di animali in vancanza! Ne avete in mente degli altri?

  15. UN RICORDO D’INFANZIA: IL GRILLO SMARRITO IN TRENO

    Facevo le elementari e all’inizio dell’estate mi regalarono un grillo in gabbietta. Ricordo che mi ero molto affezionato a questo piccolo insetto nero che tanto mi ricordava il Grillo Parlante di Pinocchio. Ogni giorno provvedevo a rifornirlo di una foglia di lattuga di cui era molto ghiotto. Alla sera ci deliziava con il suo “cri-cri” che sembrava spandersi dalla terrazza sui tetti delle case di fronte, mentre s’accendevano le prime stelle.

    Come ogni estate partimmo per la villeggiatura al mare. “Stessa spiaggia, stesso mare”, come si usava allora e come la canzone di Piero Focaccia fissò poi nei collettivi riti del “summertime” romagnolo. http://www.youtube.com/watch?v=24pBdjenmWs

    Bellaria, nel Riminese, era la nostra meta. Oggi si può ben dire “dietro l’angolo”, ma allora mi sembrava una destinazione esotica, oltre i confini del quotidiano. Ci si arrivava da Faenza con un viaggio in treno abbastanza complicato: prima fino a Rimini, dove si cambiava e si prendeva il locale Rimini-Ravenna, un treno a vapore che fermava in tutte le stazioni. Arrivati a Bellaria e scaricati tutti i bagagli mi accorsi di aver dimenticato la gabbietta con il grillo nello scompartimento del treno. Fu uno dei miei più grandi dolori della mia infanzia e non fu facile rassegnarmi alla perdita del grillo nonostante che per me fosse iniziata la sospirata vacanza al mare.

  16. Non è esattamente una foto di vacanze estive, ma anche qui a Mergellina c’era una nutrita (nel doppio senso) colonia di gatti: http://www.panoramio.com/photo/25544794
    Ai gatti indubbiamente piace viaggiare. Una volta portammo la nostra gatta in montagna, a Madonna di Campiglio,in camper. Se ne stava volentieri al piano superiore ad ammirare il panorama.

  17. Fantastica foto e fantastici gatti. Ho letto i commenti su panoramio e mi è venuta in mente una gattara.

    gatti
    Quando ero bambina, in una piazzola con vista sul mare, c’era la fermata della corriera. Tutti i muretti della piazzola, ad una certa ora, si andavano via via riempiendo di gatti, i quali, in attesa nelle loro feline pose e nei loro svariati colori, sembravano delle incredibili statuine d’abbellimento. Poi arrivava la corriera e scendeva una signora con un grosso sacco, lavorava in un ristorante e racimolava incredibili quantità d’avanzi. Appena lei metteva giù il piede dall’ultimo scalino della vettura, la motitudine di gatti saltava giù dai muretti. La gattara avanti e l’incredibile schiera di gatti dietro, su su per stradine strette sovrastate da archi e ponticelli tra case in pietra mediovale. Il tragitto era piuttosto lungo finchè la donna non arrivava nel cortile della propria casa e non spargeva il lauto pasto a terra e la felina schiera non si lanciava all’attacco.
    Abbastanza lungo era quel tragitto nel quale io facevo da chiudifila, presa da quel gioco di gatti affamati che avevo scoperto e al cui appuntamento non mancavo. Così tutte le volte che mi veniva raccontata la storia del “Pifferaio magico”, anzichè topi, facilmente immaginavo gatti, mentre io dovevo essere l’ultimo esemplare di bambina a non aver subito il mutamento in animale al suono del magico strumento.
    Mi è piaciuto ricordarlo anche adesso, spesso una parola, un’immagine … aprono finestre rimaste chiuse anche da tanto tempo.

  18. I ricordi d’infanzia evocano spesso la presenza degli animali nello scenario della nostra vita. Buona giornata.

  19. PINI’

    Sempre per rimanere in tema, vi racconterò un altro ricordo d’infanzia, anche questo con un animale protagonista nella cornice della vacanza.
    Questa volta si tratta di un uccellino, il lucherino (o lucarino), un piccolo batuffolo di penne verdi e gialle, con due occhietti vispi simili a capocchie di spillo, dal canto melodioso, sottile e vibrante, e soprattutto dall’eccezionale addomesticabilità. http://www.michelesarubbi.it/Il%20Lucherino%20Europeo.htm Oggi il lucherino è una specie protetta, ma tanti anni fa si trovava comunemente in vendita, con i canarini, le cocorite,i bengalini e i cardellini.

    Il mio lucherino si chiamava “Pinì” ed ero riuscito ad addomesticarlo al punto che , aperta la porta della gabbietta, Pinì volava in casa e anche fuori, per ritornare puntualmente alla sua dimora, ammiccando come per dire “Visto come sono stato bravo?”.
    Anche Pinì venne al mare, a Bellaria con noi, questa volta in auto e non più in treno come il famoso, sfortunato grillo di alcuni anni prima.
    Si adattò benissimo al nuovo ambiente, concedendosi piacevoli voli nel giardino di casa, puntualmente rientrando in gabbia fiero della sua impresa.

    Buona serata e buone ispirazioni.

  20. PULCINI AL SOLE

    Gestione dei pulcini

    L’IMPORTANZA DEL SOLE:

    pulcini

    E’ molto importante, che i pulcini stiano al sole fin dai primi giorni di vita, non solo come fonte di calore, ma anche di raggi ultravioletti che favoriscono la produzione di vitamina D, la quale interviene nei processi di formazione delle ossa.

    Il sole inoltre disinfetta il recinto, aiuta i processi immunitari dei pulcini e li stimola a muoversi. Oltre al sole, per una buona crescita dei pulcini è necessario molto movimento. Il movimento funzionale, oltre a facilitare i processi digestivi, distrae gli animali, riducendo le condizioni di stress.

    I pulcini devono avere a disposizione un ambiente ampio e soleggiato, ma con la possibilità di rifugiarsi all’ombra durante le ore più calde. ( da http://www.inftube.com/economia/zootecnia/LO-SVEZZAMENTO12489.php)

    Ma c’è un famoso modo di dire siciliano: ” Non nesciri puddicini u suli!” ( Non mettere fuori pulcini al sole!)
    Si tratta di una metafora per indicare di non tirare fuori, di non mettere in ballo, novità o argomenti che potrebbero risultare scomodi.

    novità

    Ora con questo caldo i pulcini potrebbero restare anche stecchiti, non è proprio il caso di metterli al sole

  21. Divagazione sul tema

    POMERIGGIO DI LUGLIO

    TENDA

    Il vento gonfia le tende
    vele di noia
    nel pomeriggio
    lento.
    Il mare
    è uno scorcio
    un richiamo pigro
    confuso
    tra ozio
    e azione.
    Solo l’orizzonte
    è una linea netta
    tra cielo e terra
    tra volo
    e posa.
    ( Tosca Pagliari)

  22. Una foto davvero suggestiva e, a quanto pare, ispiratrice. Credo che molta poesia nasca da un’alchimia complessa fatta d’immagini mentali, emozioni e metafore.

    GABBIANI

    Il volo dei gabbiani è senza tempo.
    Traccia nei cieli estivi un’aerea parabola
    attraverso ricordi, desideri presenti,
    speranze vaghe e timori che l’avvenire
    rendono ambiguo come volto di sfinge.

    (Raffaele Russo)

    Buon pomeriggio.

  23. Grazie, Raffele, ma vorrei precisare che la poesia è nata da situazioni reali, poi, con un pizzico di fortuna, sono riuscita a pescare un’immagine che corrispondeva alla perfezione, addirittura animata con le tende che si muovono al vento.
    A quanto vedo anche la tua ispirazione “vola alta”, complimenti!

    L’immagine mentale che mi sono fatta della tua poesia somiglia un po’ a questa che ho trovato:

    immagine

  24. GIOCHI PIROTECNICI TRA CIELO E MARE

    Non ne avevo mai visti prima di stasera, stupendi! Giochi di luci che sbucavano contemporaneamente da sott’acqua e dal cielo! Non trovo immagini appropriate da abbinare, c’è troppa meraviglia nel ricordo che cercare di compararla mi pare uno spreco.

    Buona notte

  25. Buongiorno Tosca,

    complimenti per la cura e la passione con cui aggiorna il blog. Mi sembra un contenitore originale e interessante, e mi piacerebbe sottoporlo alla società per cui lavoro. Lei eventualmente sarebbe interessata a ricevere offerte per l’inserimento di pubblicità all’interno del blog?

    Scusi se la contatto tramite un commento, ma non ho trovato una mail o un form di contatto di altro tipo…

    Buona giornata,

    Federico

  26. Benvenuto Federico e grazie per l’apprezzamento e per la proposta. Ti rispondo via mail, ma spero di riaverti su questo blog anche per qualche piacevolo conversazione.

    Buona giornata anche a te.

  27. LA TRANSUMANZA

    transumanza

    Mi è venuto in mente che forse è anche questo un modo di portare gli animali in vacanza. Del resto vengono fatti spostare dai luoghi caldi a quelli più freschi nelle località montane.

    “La transumanza è un’usanza quasi del tutto scomparsa in base alla quale – durante la stagione invernale e, al contrario, nel pieno della stagione estiva – venivano spostate le greggi di ovini (pecore) dalle zone collinari e montane verso i litorali pianeggianti e viceversa.

    Al giorno d’oggi è praticata, sia pure in scala ridotta, soltanto in limitate zone italiane, in particolare alcune località alpine e prealpine della Valle d’Aosta e del Piemonte, nonché in altre appenniniche dell’Abruzzo e del Lazio.

    Nei secoli scorsi, tale usanza condizionava pesantemente la vita del pastore, che non poteva contare sulla presenza delle strutture tipiche dell’agricoltura moderna, quali la stalla, gli impianti di foraggiatura e mungitura, per la refrigerazione del latte.

    Molti scrittori sono stati in passato ispirati dalla transumanza dei butteri della Maremma e dei pastori dell’Abruzzo, in particolare è molto nota la poesia “Settembre” di Gabriele d’Annunzio.

    In effetti, l’antica usanza prese le mosse tra la zona dell’alto Tavoliere-Gargano e l’Abruzzo. Consisteva nel trasportare (transumare, appunto) gli animali dall’alto Tavoliere verso l’Abruzzo.

    Questo trasferimento avveniva all’inzio della stagione calda, per andare in cerca di zone fresche dove poter trovare dei pascoli verdi per il bestiame. All’inizio della stagione fredda, si transumava nuovamente verso la pianura più calda. Tutto ciò avveniva tramite dei sentieri detti tratturi. Il viaggio durava giorni e si effettuavano soste in luoghi prestabiliti, noti come “stazioni di posta”.”

    pecore
    Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Transumanza

  28. PER RIDERE ANCORA MA FINO A UN CERTO PUNTO

    ” … un uomo, contattò via mail un albergatore irlandese, chiedendo se avrebbe accettato il suo cane nel suo albergo.

    Dopo qualche giorno ricevette la mail di risposta:

    Gentile signore, lavoro negli alberghi da più di trent’anni.
    Fino ad oggi non ho mai dovuto chiamare la polizia per
    cacciare un cane ubriaco nel cuore della notte.
    Nessun cane ha mai tentato di rifilarmi un assegno a vuoto.
    Mai un cane ha bruciato le coperte fumando.
    Non ho mai trovato un asciugamano dell’albergo nella valigia di un cane.
    Il suo cane è benvenuto.
    SE LUI GARANTISCE, PUÒ VENIRE ANCHE LEI!!”

    ( DA: http://www.bafan.it/?p=9549)

    DOG UOMO

  29. SEMPRE PER RIDERE, SE SI RIESCE.

    Qual è l’animale più attrezzato per andare in vacanza?
    LA LUMACA, praticamente usa sempre il camper.

    ( di Tosca Pagliari.
    Se non fa ridere speriamo che non faccia neanche piangere)

    lumaca

  30. Bello sì il cane, dovrebbe sentirsi frustrato così legato, invece se ne sta come in posa, paziente e ottimista. Sarà abituato e pieno di fiducia perchè magari sa che si tratta di una cosa passeggera.

    Buona giornata Raffaele, buona giornata a tutti quanti.

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