MARE

Che dice il mare

sbrodolando schiuma?

Lo sento e non l’intendo.

Lingue salmastre

che leccano gli stessi sassi

materia duttile

che tenta di lenire

ferite di pietra.

Che dice il mare

avanzando e indietreggiando

sempre nello stesso punto?

Lo sento e non l’intendo.

Mare vasto

che sputa pian piano

un’arancia di luna

per regalarla al cielo.

E il cielo la solleva lenta

per portarla alla montagna.

Luna impaurita

che si rimpicciolisce e sbianca

in attesa della salvezza del giorno.

Intanto il mare va e va

tutta la notte va

va a chiacchierare d’acqua.

Ma che dice il mare

che inquieto non smette di farfugliare?

Ma che ne sa il mare

di tutti gli altri mari

di tutti i mari interni

 e anch’essi inquieti

che ognuno si porta dentro!

Acque pesanti

dense

buie.

Mari senza lune

mari muti

mari infiniti

che dilaniano

gli spazi dell’anima.

( Tosca Pagliari – gennaio 2014)

L’ANNO NUOVO NEL MONDO VECCHIO

Un attimo e salti in un anno nuovo. Ci salti così come sei e com’eri prima. Nulla, proprio nulla è cambiato. Convenzioni, soltanto convenzioni. Ricuciture forzate di ciò che è essenzialmente fluido e continuo. Nell’anno nuovo di nuovo non c’è nulla neache l’euforia e l’illusione sono nuove. E’ solo tempo che scivola come un giorno qualunque nella somma del tempo che toglie tempo. Ma siamo nati con la paura della fine e l’esaltazione dell’eternità. Non ci stupiamo d’essere vivi, è cosa scontata il nostro esistere, esistere sempre e rincorrere un anno nuovo come un nuovo inizio, una nuova rinascita, una nuova occasione. E se l’anno nuovo ci rende un anno più vecchi e se solo quella è una realtà certa, allora non ci pensiamo. Che il 2014 sia un anno buono per il mondo intero, ci credo poco, ma lo spero tanto. Buon anno nuovo. Buon anno vita per quel che hai dato e per quel che hai tolto, per quel che magari avrai ancora da dare. Buon anno nuovo nel solito mondo vecchio.